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Giovedì, 04 Aprile 2019 10:27

Amara sponsor agli eventi food più attesi in Sicilia. Gli abbinamenti dell'amaro pensati dagli chef .

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“Amara Terra mia” cantava nel 1971 Domenico Modugno, rielaborazione di una canzone popolare che esprimeva l’amarezza per l’abbandono della propria terra, dove l’agricoltura significava “mani incallite senza speranza”.

Amara è la terra del meridione d’Italia che costringe ad emigrare perché, per quanto fertile, non sfama.

Il settore dell’agrumicoltura in Sicilia, ha subìto gravissimi danni negli ultimi decenni, a causa dell’importazione di materia prima estera a prezzi competitivi. Questo ha comportato l’abbandono di agrumeti ed aziende storiche, anche perché il siciliano era ancora legato a sistemi di commercializzazione e produzione vecchi quanto il feudalesimo.

 

cesta agrumi

Una generazione, quella maturata a cavallo tra i due secoli, è rimasta ferma dinnanzi ai cambiamenti mondiali dell’economia e del commercio.

Nel frattempo i loro figli si formano, studiano, vivono appieno l’era del web e del marketing, agiscono.

Amara è il prodotto di questa evoluzione, la scommessa vinta della famiglia Strano, che ha reinvestito il patrimonio ereditato, una terra ricca di arancia rossa, dando un nuovo senso e valore alla materia prima.

 

Edo e Marghe

La declinazione al femminile dell’amaro siciliano più conosciuto, ha un duplice significato. Il primo riferimento è all’ingrediente che lo caratterizza, la scorza di arancia rossa siciliana prodotta negli agrumeti ai piedi dell’Etna. Ed il genere è anche un omaggio alle donne, per il cui gradimento e consumo è stato prevalentemente concepito.

 L’idea di una ricetta unica, dove le scorze di arancia rossa ed un infuso di erbe aromatiche esprimono un gusto fresco ma deciso, ha ottenuto un riscontro di successo straordinario.

 

arance bucce

L’elezione ad ambasciatrice di Amara, mi ha oltremodo lusingata. L’associazione tra un infuso di elementi mediterranei, la femminilità, e la mia immagine, mi ha certamente ripagata dalle tante amarezze che la nostra terra spesso non ci risparmia.

LA MIA MISSION A CIBO NOSTRUM - COOKING FEST - LE SOSTE DI ULISSE.

Avevo già anticipato in un post su Facebook quale sarebbe stata la curiosità da soddisfare durante gli eventi, conoscere dagli chef l’ingrediente a cui avrebbero abbinato Amara.

Sebbene con le dovute differenze di stile e carattere, ho registrato una uniformità di associazioni. Primo posto ex equo, pesce e dolci.

Il presidente de Le Soste di Ulisse, Pino Cuttaia ha risposto che Amara serve come un vino da meditazione, oltre a stare bene su qualunque piatto, ed il suo vicino di banco Accursio Craparo, altrettanto decisamente ha pensato ai crostacei.

 

Pino Cuttaia 

 

Mentre Vincenzo Candiano serviva il suo “arancino cassata”, naturalmente a quel dolce lo abbinava. Anche Massimo Mantarro ha risposto sulla cassata.

 

mantarro

 

Pierpaolo Ruta, che già conosce bene gli abbinamenti tra cioccolato ed arance, si incuriosisce pensando alla mandorla tostata, ed anche Alessandro Ingiulla risponde “mandorla”. Marco Baglieri e Toti Fiduccia servono già Amara nei loro cocktail, e grande sorpresa la dichiarazione di Giuseppe Biuso che nel nuovo menù ha un piatto dove l’amaro è già un ingrediente, insieme al polpo.

 

Giuseppe Biuso

 

Fuori dal coro Valentina Chiaramonte, che immagina una tartare d’asina, mentre la donna chef dell’anno, Martina Caruso riporta al pesce gli aromi di Amara.

Giuseppe Raciti lo vuole con il pistacchio, Tony lo Coco rilancia ancora su una cassata rivisitata dalla forma sferica. Il mio tour si conclude nella delicatezza eterea, di una idea di spuma alle arance rosse con latte di mandorla di Pietro d’Agostino.

 

pietro n

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 04 Aprile 2019 10:56