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Mercoledì, 12 Giugno 2019 15:18

Il valore del grano italiano in aumento, Sicilia in controtendenza

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L’obbligo di indicare la provenienza del grano in etichetta, ha aumentato il valore del frumento italiano del 20%.

Entrato in vigore poco più di un anno fa il decreto interministeriale sull’origine del grano, è diventata obbligatoria l’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima utilizzata nella pasta. Il provvedimento ha favorito il mercato italiano e la trasparenza per il consumatore, che negli ultimi decenni si affidava a grandi marchi italiani nella convinzione che questi utilizzassero materie prime nazionali.

 

Barilla logo

E invece i colossi dell’industria della pasta, tra cui Barilla, acquistavano a buon prezzo dal lontano Canada, dove è consentito l’uso massiccio di glifosate.

Secondo i dati Coldiretti, si è impennata la produzione di paste 100% di grano italiano, e contemporaneamente il crollo delle importazioni dal Canada, dove gli agricoltori hanno deciso di coltivare il 18,8% in meno di terreno a grano duro rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dall’Istituto di statistica canadese, che certifica comunque il primato produttivo planetario del Paese.

 

pasta copia

L’Italia è invece il principale produttore europeo, e il secondo produttore mondiale di grano duro destinato alla produzione di pasta. Puglia e Sicilia da sole, rappresentano circa il 40% della produzione nazionale.

 

protesta

Nonostante ciò, gli agricoltori che in Sicilia si occupano di cerealicoltura, si sono di recente resi protagonisti di una protesta per l’aumento del prezzo grano duro ad almeno 37 centesimi al chilo rispetto agli attuali 17.

Continuando ad essere la parte debole di una filiera dove a dettare legge è l’industria.

 

 

 

 

fonte 

https://www.foodweb.it/2019/05/aumenta-il-valore-del-grano-duro-italiano/?fbclid=IwAR0CMYFR_VD65iYML8hTjd5ANS4X63NJMzWwZRx5u4tOJQpJA6JPXxSXKq0

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Giugno 2019 19:00