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Giovedì, 13 Dicembre 2018 11:32

Santa Lucia, ridacci oggi il riso siciliano.

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La vista è il primo senso col quale il cibo ci attrae. Forme e colori attivano un ciclo mnemonico che passando dalla sonorità della masticazione arriva alla sublimazione delle papille gustative e sprofonda nel vortice dei piaceri esistenziali.

Santa Lucia gode appunto di grandi glorie in tutta la nostra isola. Proclamata protettrice della vista, la si celebra gastronomicamente “a zone”, dove con arancini, dove con la cuccìa.

Pare che questa frenesia sul consumo di arancini e cuccia, sia legata ad un voto fatto nel 1646 durante una grave carestia, che colpì Siracusa, città della Santa.

 

arancini tanti

 

 Quando ormai nulla più sembrava possibile a rimediare la situazione, giunse una nave carica di frumento.

Al miracolo seguì un voto alla Santa, cui si promise di consumare il frumento senza prima averne fatto farina.

Da qui la tradizione di non cibarsi di pane o pasta il 13 dicembre, ma di cuccìa ed arancini.

Riso e grano. Che in Sicilia abbondavano.

 

campi di riso

 

Campo di riso nella piana di Catani, foto del dott. P. Caruso

 

Ma, con tutto questo gran fervore sul richiamo alle tradizioni, ci si interroga se siamo proprio così ligi all’originarietà?

Sul riso di cui son fatte le centinaia di arancini che allettano ogni avventore di bar e panetterie, si chiede mai qualcuno da dove provenga?

Sono circa 200 anni che il riso non si coltivava più in Sicilia, da quando, pare, Cavour concentrò le produzioni in Piemonte. Successivamente si procedette con la bonifica delle zone destinate alla coltivazione di tale cereale e la questione fu archiviata.

E intanto gli arancini continuano ad essere il più ricercato tra i cibi di strada.

 

spighe riso

 

Da qualche anno in Sicilia, in un paio di aziende localizzate nella Piana di Catania e nell’entroterra Ennese grazie alla passione e alla volontà di alcuni agricoltori si è ripreso a produrre riso, una pianta che da più di un secolo non veniva coltivata nell’Isola.

La reintroduzione del riso è stata stimolata dalla collaborazione che si è instaurata tra questi imprenditori agricoli, alcuni docenti e ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania (Di3A) e il Dr. Massimo Biloni, uno dei maggiori esperti di riso in Europa (*1).

 

io e massimo

Con Tommaso Cannata, il bakery chef che da Messina è emigrato a Milano (sigh!), è avvenuto il rilancio del vero arancino 100% siciliano, con riso e panatura da grani antichi siciliani. (Contemporanemente al mio che resta però relegato ad una strettissima cerchia di parenti e amici).

 

tommaso

 

Sul grano, o meglio, sui grani, vi rimando ad altri articoli che tanto, tantissimo, c’è da riscoprire.

 

1* http://federicagenovese.com/index.php/blog/item/47-il-ritorno-del-riso-in-sicilia-paolo-caruso-e-paolo-guarnaccia

Ultima modifica il Giovedì, 13 Dicembre 2018 12:13