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Sunday, 17 March 2019 11:19

Sfince di San Giuseppe

Sono giorni, questi, in cui le strade attigue alle pasticcerie siciliane, da oriente ad occidente, profumano di dolci fritture.

E mentre qui, in estremo oriente, le zeppole di riso trionfano in vassoi pesanti di miele, lì verso occidente San Giuseppe si onora con altra specialità.

La ricetta delle sfince nasce, secondo tradizione e consuetudine, ad opera di religiose. 

Le suore del Monastero delle Stimmate di San Francesco a Palermo, preparavano le loro crespelle per poi ricoprirle con miele ed onorare così San Giuseppe.

Friabile bignè fritto, senza aggiunta di lievito di alcun tipo. 

La versione originale prevede lo strutto sia nell’impasto che per la frittura, qui invece ho sostituito il burro, quello artigianale del caseificio La Cava.

 

Burro

 

Un risultato straordinario, per friabilità e gusto, mi è stato reso dalla qualità della farina di maiorca Antichi Granai, raffinata nella giusta percentuale per ottenere lievitazioni e fragranze di alta pasticceria.

 

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  INGREDIENTI

      Per circa 20 sfince

  • 250 gr farina di maiorca Antichi Granai
  • 120 gr burro La Cava
  • 300 gr acqua
  • 4     uova fresche
  • 1     pizzico di sale marino siciliano
  • Olio di semi di arachide per friggere

       Farcitura

  • 200 gr ricotta senza sale
  • 80 gr zucchero
  • 80 gr cioccolato fondente ridotto in scaglie
  • Granella di pistacchio
  • Ciliegine candite

PREPARAZIONE

   Farcitura

  La ricotta deve essere stata preparata almeno un giorno prima dell’utilizzo e fatta scolare dal siero.

Setacciare la ricotta e mescolare con lo zucchero. Lasciare riposare due ore circa fuori dal frigo.

 

 

riccioc

 

     Sfince 

Versare in un tegame acqua, burro e sale e portare a bollore.

Togliere la pentola dal fuoco e versare tutta in una volta la farina setacciata, mescolare energicamente e rimettere sul fuoco per qualche minuto ancora. 

 

impasto frusta

Versare in una ciotola e lasciare intiepidire.

 

impasto

 

Dopo circa 3 quarti d’ora, unire le uova all’impasto ed amalgamare per bene.

 

 

 

Scaldare l’olio e versare a cucchiaiate l’impasto, facendo per bene dorare le sfince.

 

Frittura

 

 

Scolare su carta assorbente.

Tagliare ogni sfincia a metà e farcire con la ricotta. Decorare la parte superiore con altra ricotta, scaglie di cioccolato, granella di pistacchio e ciliegine.

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L’olio extravergine d’oliva siciliano si afferma tra i migliori al mondo, conquistando posizioni di prestigio nei concorsi internazionali.

Lusinghiera conferma della grande qualità del nostro prodotto, è l’istituzione del Premio speciale Sicilia nella diciassettesima edizione del Premio Sirena D’Oro, dedicato agli oli extravergini d’oliva Dop, Igp e Bio italiani.

 

 copertina sirena doro

Nelle ultime edizioni del Premio Sirena D’Oro, la DOP Monte Etna e la DOP Monti Iblei, hanno ottenuto una successo tale da indurre il Comitato Tecnico del premio che ha sede Sorrento, di offrire uno spazio dedicato esclusivamente alla regione Sicilia.

L’importanza dell’evento, ha riunito ieri nella Sala Giunta del palazzo degli Elefanti di Catania, l’assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, il vicesindaco di Sorrento Maria Teresa De Angelis, il presidente della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Pietro Agen, il presidente del Comitato Tecnico Sirena D’Oro Tullio Esposito, il presidente del Consorzio di Tutela per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna Giosuè Catania, accolti dai padroni di casa Giuseppe Castiglione, presidente del Consiglio Comunale e Ludovico Balsamo, assessore comunale alle Attività Produttive.

 

Edy bandiera

Per garantire e tutelare la qualità dei nostri oli, bisogna anzitutto combattere le frodi

“L’azione sinergica tra i consorzi di tutela, rappresentati in maniera ineccepibile da Gino Catania, e l’assessorato regionale, è quella relativa ai controlli - afferma Edy Bandiera- In poco più di un anno il nostro governo ha effettuato oltre 500 controlli sui prodotti in entrata. Dal primo ingresso fino alle analisi di laboratorio è necessario il rigore. Dove l’obiettivo è anche quello di far entrare meno prodotti possibili, per far incrementare il mercato regionale”.

Un insieme di azioni, su più fronti, si prospettano volte all’incremento delle vendite all’interno della stessa regione.

Pietro Agen

“La Camera di Commercio punta molto all’agricoltura per l’economia regionale. Nel caso specifico dell’olio, essendo un produttore conosco benissimo le difficoltà del settore. Il percorso è ancora lungo, dobbiamo lavorare perché l’olio torni ad avere il grande valore che aveva in passato. Lo sforzo che dobbiamo fare, è quello di far comprendere il giusto costo dell’olio, non inferiore ai 10 euro al litro”.

 

Giosuè Catania

L’enorme lavoro svolto da Giosuè Catania, trova riscontro in questa ed altre occasioni di valorizzazione degli oli siciliani,

“Il nostro vulcano qualche volta dà qualche dispiacere ma non è altro che motivo di promozione. Grazie al Premio Sirena D’Oro, oggi si istituisce un premio creato per la nostra regione. E nonostante la pessima annata per l’olivicoltura, sono circa 40 gli oli DOP, Bio ed IGP presentati alla commissione di capi panel”.

Tullio Esposito, lancia pubblicamente una sfida a Giosuè Catania “L’olio dei due vulcani”, un prodotto che unisca le olive dell’Etna e quelle del Vesuvio.

 

Insieme fine

Ieri ed oggi, la commissione dei capi panel con Euplio Vitello per la Sicilia, si riunisce nel saloni della Camera di Commercio per la selezione degli oli che parteciperanno alla 17esima edizione del Premio Sirena D’Oro che si terrà a Sorrento dal 29 al 31 marzo.

 

 

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Thursday, 28 February 2019 09:35

Grani antichi, ecosostenibilità e celiachia.

Il ritorno dei grani antichi è sintomo di una società che vuole invertire la rotta, avendo compreso di stare percorrendo la strada dell’autodistruzione.

Grani antichi non è il titolo un romanzo romantico dell ‘800.

E’ divenuto un concetto bandiera, portatore di ideali tendenti alla contro globalizzazione. Un fatto sociale che nasce dal disorientamento.

nello campi 2

      (Nello Blangiforti) 

La contemporaneità in agricoltura si misura con il riappropriarsi della identità di un territorio, nella ricerca dei contadini di quelle che furono le sementi autoctone o adattate al loro contesto geografico.

“Oggi coltivare i grani antichi significa stare a passo con i tempi, volgere lo sguardo verso il futuro partendo da ciò che la natura ci ha regalato, una “retroinnovazione” che da più parti viene condivisa e che punta agli ordinamenti colturali alternativi basati sulla sostenibilità”

 sostiene Il dott. Nello Blangiforti, ricercatore presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone.

 

nello campi 3

Assistiamo al consolidamento di nuovi circoli virtuosi. La sostenibilità di micro-ecosistemi che si ripercuote a livello globale, la ritrovata rete di relazioni che si esplica nel rapporto tra i vari produttori e operatori di filiere corte, circoscritte nel raggio di pochi km e comunque sempre regionali. Fino alla riconquista, dopo più di mezzo secolo, del rapporto diretto tra produttore e consumatore, un rapporto di fiducia e nuove interlocuzioni sociali che si instaurano e si moltiplicano.

Si attua così la riappropriazione dell’identità territoriale, per chi produce e per chi consuma. 

I benefici si ripercuotono a catena, già riscontrabili nel giro di pochi anni,

  • Creazione di occupazione dovuta al recupero di aree rurali abbandonate
  • Ilriassetto ed il ripristino paesaggistico altrimenti in stato di degrado ed abbandono 
  • L’ecosostenibilità, dovuta alla rimessa a coltura dei terreni
  • Lo sviluppo di cicli produttivi che chiudano la filiera nel raggio di pochi chilometri
  • Il recupero dell'agrobiodiversità

 

campi stazione

E nonostante le rese delle varietà antiche siano minori rispetto a quelle moderne, in compenso si adattano molto bene ai metodi di coltivazione biologica.

Continua il dott. Nello Blangiforti

“La salute sta al centro di questo nuovo paradigma. Alimentarsi in modo sano significa vivere più a lungo ma soprattutto meglio. Un alimento che proviene da sistemi a basso input è un alimento che rispetta la nostra salute e la salute della terra”

 

libro grani antichi

In Italia, il sistema di monitoraggio Okkio alla salute del Centro Nazionale di Prevenzione e Controllo delle malattie che fa capo al Ministero della Salute, riporta che oltre il 40 per cento degli italiani soffre di patologie dovute a un regime alimentare sbagliato.

Numerosi gli studi in corso, di diversi enti di ricerca, sulle correlazioni tra alimenti e problemi di salute, nonché tra l’uso di fitofarmaci e gravi, se non terminali, malattie.

La correlazione tra consumo di grani moderni e celiachia è ancora sotto osservazione,

“Al giorno d’oggi uno degli aspetti più interessanti della riscoperta dei grani antichi è il loro impatto più blando, rispetto ai prodotti alimentari ottenuti dai grani comuni, sulla malattia celiaca e sull’altra forma di intolleranza alimentare nota come gluten sensitivity (Carnevali et al, 2014)”. (1*)

Ed ancora

“Le relazioni che sussistono tra lo stile alimentare di ogni individuo e la sua salute sono ampiamente documentate e sono determinate da diversi fattori, tra cui la composizione e le proprietà delle materie prime alimentari, gli effetti dei trattamenti a cui sono sottoposte, nonché dai prodotti della loro digestione nel tratto gastro-intestinale”. (1*)

 

campo e papaveria

Nel dubbio, preferiamo consumare esclusivamente derivati da grani antichi siciliani biologici.

 

 

 Foto dall'archivio della Stazione Sperimentale di Granicoltura. 

 

(1*) https://www.enterisi.it/upload/enterisi/documentiallegati/ABSTRACTConvegnoAISTEC2017_13660_985.pdf

 (2*)http://www.expo2015.org/magazine/it/sostenibilita/grani-antichi--una-risorsa-per-il-futuro.html

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Monday, 18 February 2019 16:00

Sicilia, la regione più desiderata.

 Alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano, la Sicilia afferma il suo primato di qualità, è la regione più scelta dai viaggiatori italiani per il turismo enogastronomico

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci dichiara

«Sul piano turistico la Sicilia vive il suo momento magico. Dovunque andiamo, da Rimini a Verona, da Bruxelles a Berlino, i nostri stand sono i più visitati, i più graditi”

 

Cassata

 L’isola si trova al primo posto nella classifica, seguita dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. A dirlo è il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, presentato alla Bit di Milano.

I prodotti alimentari siciliani, riconosciuti e richiesti non solo Italia, contano numeri, da primato appunto.

 Con 33 prodotti ad Indicazione Geografica e  31 vini a Denominazione, la Sicilia è la quarta regione italiana per numero di prodotti agroalimentari certificati, ma è anche la terza per numero di aziende agricole con vite e per numero di frantoi.

 

olive copertina

Incrementi importanti anche nel settore della ristorazione e per le aziende agrituristiche, che crescono in qualità dell’offerta oltre che in numero.

Alla scorsa BIT di Milano, l’immenso padiglione “Piazza Sicilia”, ha esposto i settori regionali di Turismo, Agricoltura, Territorio e ambiente, Attività produttive, Beni culturali oltre all’Istituto per l’incremento.

 

Alcantara

In primo piano, naturalmente, la promozione degli itinerari di viaggio più suggestivi, a cominciare dai cinque Parchi naturali regionali – Etna, Madonie, Nebrodi, Fluviale dell’Alcantara e Monti Sicani – che la Regione progetta di inserire in un’unica offerta di slow tourism all’interno del brand “Sicilia, Paradiso in terra”, e dai borghi siciliani vincitori, negli ultimi anni, di ben quattro edizioni del premio “Il Borgo dei Borghi”: Petralia Soprana, Sambuca di Sicilia, Montalbano Elicona e Ganci.

Ma ciò che in assoluto attrae di più, sono arancini, cannoli e cassate!

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 Ed è stato un giorno di festa, quello in cui Eliana e Giuseppe Oriti hanno ricevuto la notizia di aver ottenuto il premio di “Miglior Trattoria” per Best in Sicily 2019.

L’Agriturismo “Il Vecchio Carro”, di Eliana Carroccetto e Giuseppe Oriti, sita a Caronia (Me), nel cuore del Parco dei Nebrodi, è specializzata nell’allevamento allo stato semibrado di suino nero dei Nebrodi e nella produzione di salumi.

 

foto vecchio carro suini 25

 

Ma la peculiarità per cui tutti vanno ghiotti, è la porchetta cotta nel forno a legna e affumicata con legno di ulivo secondo l’antica ricetta di famiglia. 

 

Porchetta di suino nero

Sono tanti i premi conquistati dall’Azienda per questa eccellenza, ed il riconoscimento di Best in Sicily è l’ennesima grande soddisfazione per il lavoro svolto in 20 anni di attività. La trattoria di Eliana e Giuseppe Oriti è apprezzata dalla clientela per l’altissima qualità dei prodotti accessibili a tutti per i prezzi contenuti. L’azienda propone una cucina tradizionale, con un’ampia varietà di antipasti di terra, salumi e formaggi, primi piatti e secondi a base di suino nero dei Nebrodi, presidio Slow Food. 

 

foto vecchio carro 3 164

 

Il 17 febbraio saranno loro i premiati per la dalla redazione del giornale enogastronomico Cronache di Gusto che da 12 anni ha istituito il premio dedicato alle eccellenze del gusto e dell’ospitalità. La premiazione si svolgerà a Catania al Teatro Bellini. 

 

Panino con la porchetta

“Siamo felici e orgogliosi di aver ricevuto questo importante riconoscimento – hanno commentato Eliana e Giuseppe Oriti – e per questo ringraziamo la redazione di Cronache di Gusto e il Direttore Fabrizio Carrera. Continueremo a fare del nostro meglio e a svolgere ogni giorno il nostro lavoro con grande dedizione, come fatto in questi anni”. 

 

 

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La cassata è primavera. L'associazione con i colori che la decorano potrebbe sembrare la motivazione più ovvia alla stagione e sicuramente ha avuto il suo peso nella mia scelta ma non è l'unica.  

Era il dolce che si consumava durante la Pasqua, e ciò ha grande rilevanza in una comunità dove strettissimo è il rapporto tra i dolci ed il calendario liturgico, ma dove soprattuto si celebra la rinascita della natura più fertile e produttiva.                           

 

etna e ginestra

E' in questa stagione dell'anno infatti che i pascoli inverdiscono ed ovini e bovini producono il miglior latte per farne ricotta. Quest'ultima rappresenta uno tra i prodotti lattiero caseari tipici della Sicilia e si presta benissimo tanto alle preparazioni salate che a quelle dolci.

 

ricotta 

E probabilmente un embrione di cassata potè essere un piatto salato che poi nel tempo si è trasformato, arricchito ed evoluto nella versione che noi oggi gustiamo tutto l'anno.                                                                                                                                                                                                                                   Questo dolce affonda le sue origini in un remoto passato, e nei secoli ha raccolto ed accolto nel suo composto le tracce di coloro che hanno vissuto per dominazione la trinacria.

 Raccontare la storia della cassata può paragonarsi ad una di quelle occasioni conviviali in cui ci si accorda perchè ognuno partecipi con la propria specialità culinaria, ed alla fine la tavola che ospita si ritrova una commistione di generi, colori e sapori inaspettati.                                                               E allora è come se a questa tavola, dove ad ospitare sono i siciliani, fossero intervenuti gli arabi, che portarono zucchero, mandorle ed agrumi da candire, e gli spagnoli, che ci insegnarono a preparare il loro pane dolce e ci fecero conoscere il cioccolato.                                                                      

Cassata 

 I siciliani ci misero l'idea, la ricotta di pecora e l'arte delle monache del convento di Martorana che si esplica nelle bellissime e colorate riproduzione di frutti golosi. E' un dolce vecchio quasi quanto la storia della Sicilia, che parte dall'antica Grecia dove già esisteva un dolce con cacio e miele che i latini poi chiamavano caseus. Ma è abbastanza inverosimile che derivi da quel " qasat" arabo cui molti la ricollegano. L'ipotesi invece più attendibile è quella che ci fornisce il prof. Salvatore C.Trovato, docente di Linguistica, secondo cui deriverebbe da CAPSATA, in riferimento al procedimento con cui il dolce viene preparato. 

La torta infatti viene composta dentro una tortiera, dove si alternano listarelle di pan di spagna con crema di ricotta dolcificata. Il pan di spagna va così a racchiudere la farcitura cremosa sia sopra e sotto che nei lati, ma qui alternandolo a listarelle di pasta reale. La torta viene poi posta sotto pressione anche per un'intera notte in modo da compattarsi. 

Quindi quel CAPSATA che diventerà CASSATA, è un volersi riferire a qualcosa che si "incassa". 

L'apice della bellezza del nostro dolce è raggiunto tra il XIX e il XX secolo, quando le decorazioni si arricchiscono con la frutta candita lucida e brillante e la glassa. A guardarla così, è proprio che una primavera per gli occhi.

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Wednesday, 19 December 2018 11:44

Ciambella all'arancia e cioccolato.

L’olio essenziale degli agrumi siciliani, che si esprime in fragranza, cadenza le stagioni.

Esplode quando i polpastrelli scostano la buccia, o la lama del coltello la ferisce. 

Il limone fiorisce le quattro stagioni, ma verdello è estate.

 

agrumi 2

 

 Le arance, la bionda arriva nel tardo autunno per lasciare in inverno ampio spazio al sanguigno tarocco, il mio preferito.

 Il mandarino addobbava il presepe, quando questo era povero. Le suore, al convento delle mie zie, usano ancora così.

 

presepe mandarini

Le scorze degli agrumi possiedono un valore inestimabile, quasi mistico, e mille virtù.  Largo è il loro impiego in cucina, col dolce e col salato, regalando sentori di spiccata mediterraneità.

Utilizzare la buccia di un agrume vuol dire però essere coscienti che questa non sia stata trattata, o tutti gli effetti saranno vanificati. 

Giosuè Arcoria, giovane agricoltore che da 20 anni porta avanti l’azienda di famiglia, da sempre nel settore agrumicolo, è più che un fornitore di fiducia. La sua produzione biologica di arance che crescono guardando l’Etna, risente della passione con cui egli stesso se ne prende cura. La scorza dei suoi agrumi è schietta quanto lui, e onora le mie pietanze.

 

arcoria 2 2

 

Dalla città barocca capitale del cioccolato, Modica, Giovanni Cicero sperimenta continuamente su cacao, esotico secolarmente ambientato, e carrubo, autoctono racconto di un paesaggio mitico.

Ciokarrua infatti ha nome la sua officina, mia prediletta fabbrica del cioccolato.

cioccolata

Una farina di grano maiorca fine, che non vuol dire raffinata bensì semi integrale, è quella che mi ha fatto recapitare Gaetano Amoruso. Il suo mulino macina a pietra e no, in ogni caso ad arte. 

 

crusca 2

E macina grani biologici, che coltiva nel territorio di Agira (EN), dove clima, terreno e semi di grani fanno l’amore.

 

D’inverno il forno s’accende ben volentieri, il profumo degli agrumi che invade d’un tratto la cucina mette di buon umore, la cioccolata è una coccola irrinunciabile. Il grano tenero, lo dice la stessa definizione, pretende che gli rendiamo tenerezza come sofficità, quella di un dolce che tutti possono permettersi, ma che certamente con grande qualità di materia prima, cambia status. 

 

INGREDIENTI

 

  • 250 gr farina di maiorca semi integrale MOLINO AMORUSO
  • 200 gr zucchero di canna integrale
  •   70 gr latte fresco intero
  • 3 uova
  • 100 gr burro artigianale Caseificio LA CAVA
  • 150 gr cioccolata CIOKARRUA
  • 1 cucchiaio cacao amaro in polvere
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 2 arance biologiche Az. AGRICOLA ARCORIA
  • 1 bustina lievito bio

 

etichetta amoruso

 

PREPARAZIONE

 

Nella planetaria versare le uova e la buccia grattugiata finemente delle arance, aggiungere lo zucchero ed impastare a velocità moderata per circa 15 min. Nel frattempo tagliare in due metà la bacca, prelevarne la polpa ed aggiungere.

Sciogliere il burro a bagnomaria e lasciar raffreddare.

Al composto di uova e zucchero, aggiungere a cucchiate la farina, poco per volta, procedere alternando alla farina anche il latte ed il burro, affinché il composto si mantenga sempre morbido.  

Per ultimi, il cacao in polvere ed il lievito.

Ridurre a scaglie la cioccolata con un coltello, staccare la ciotola dalla planetaria, ed amalgamare l’ultimo ingrediente con l’aiuto di un cucchiaio.

Foderare la tortiera con burro e farina, versare lentamente l’impasto e cuocere a forno preriscaldato a 180° per circa 40 min.

 

 

 

 

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Thursday, 29 November 2018 09:51

Master class Gold 2019, a BluLab Academy

Dare un senso alla qualità, è lo scopo di un progetto formativo destinato agli operatori della ristorazione, ed agli addetti alla comunicazione che lavorano quotidianamente per il food.

Il prossimo 5 dicembre alle ore 17:30 , nella sede dell’Ass.Cult. Blu Lab Academy, sita ad Aci Sant’Antonio, si terrà una conferenza stampa avente ad oggetto la presentazione della prima edizione della Master class Gold 2019 “Experience Sicily in Lab”.

programma blue lab

 Blu Lab, grazie alla preziosa collaborazione dei docenti Peppe Cannistrà, Francesco Patti e Alfio Visalli, e con la direzione didattica affidata al maestro Massimo Mantarro, ha sviluppato l’idea di una formazione mirata al senso della qualità, con la consapevolezza che prima di tutto vada riconosciuta, per individuarne la chiave di lettura ed interpretare al meglio le capacità personali di ognuno dei partecipanti. In tal modo sarà possibile sfruttare al meglio competenze e conoscenze di uno dei mestierei più amati nel mondo.

 

alfio visalli

 

“Crediamo fortemente nei principi e nella filosofia che stanno alla base della Mission Accademia, che con perseveranza portiamo avanti ogni giorno – ha dichiarato Alfio Visalli - Prima fra tutte la necessità di incrementare questo “paniere di contenuto formativo” da offrire al nostro territorio, così da ottenere un nuovo ventaglio di domanda ed offerta lavorativa che inevitabilmente si svilupperanno al termine di tale percorso".

Un esempio su tutti, è la possibilità offerta a tutti i corsisti della Master Class, di optare per uno stage o un tirocinio post master in uno dei ristoranti degli chef docenti.

Ciò, rende BluLab Academy di ausilio alle difficoltà che ogni stagione, soprattutto in Sicilia, si riscontrano nella ricerca di personale qualificato, soprattutto relativamente a settori ben determinati. 

 

blulab2

 

Per la prima volta in Sicilia, quindi, si scommette su un progetto di grandi vedute e ambiziosi obiettivi, con la speciale collaborazione di professionisti esterni ai quali verranno affidati focus di ben 30 ore (comunicazione gastronomica, Gastrosofia, pasticceria, cucina vegana e tanto altro)

Il Master aprirà le porte anche a chi vorrà semplicemente assistere da spettatore a qualche lezione, in modo da creare sinergie sempre più ampie e far conoscere al contempo le potenzialità del progetto.

Al termine della conferenza stampa, l’inaugurazione della “Master class Gold 2019 “Experience Sicily in Lab”, proseguirà in un’affascinante dimora storica alle pendici dell’Etna, il Relais San Giuliano, Boutique Hotel de Charme. Una zona ricca di natura e cultura, che vi ospiterà nell’ampia sala del suggestivo “Palmento del Serra”.

 

Per Contatti ed info.

Mail. comunicazione@blulabacademy.it

M.342-1306974

View All.

www.blulabacademy.it

www.relais-sangiuliano.com

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Si avvicina un nuovo appuntamento con la panificazione d’autore.

Il prossimo 16 novembre a Catania, un corso firmato Francesco Arena e Molini Riggi.

 

logo riggi

 

Il bakery chef messinese Francesco Arena, fornaio da tre generazioni, Ambasciatore del gusto e membro del prestigioso Richemont Club, è una new entry nell’associazione Simenza - cumpagnia siciliana sementi contadine.

Fin da piccolo al Panificio Masino Arena, il laboratorio di famiglia da tre generazioni, cresceva tra giochi e farine. 

 

pane francesco

 

Qui comincia i primi esperimenti gastronomici di acqua, lievito e semole.

Finiti gli studi di istruzione superiore, decide di iniziare a lavorare nel panificio e di seguire le orme del padre Masino, che lo guida da subito, grazie ai suoi anni di esperienza, rendendolo un professionista.

Il lievito madre e la ricerca di nuove tecniche di produzione diventano la sua passione principale.

Segue il corso di alta formazione per panificatore di CAST Alimenti con Piergiorgi Giorilli, fondatore e presidente onorario del Richemont Club Italia.

Nel 2016 supera l’esame di ammissione al Richemont Club Italia sez sud.

Nello stesso anno, durante il Salone del Gusto di Torino, è chef bakery ufficiale dello stand Sicilia.

 

straordinario

 

Diventa dunque un professionista sempre più curioso ed attento alle materie prime, predilige i presidi slow food e punta sulla panificazione di farine da grani antichi siciliani, rigorosamente molite a pietra. Qui l’incontro con la famiglia Riggi. 

I Molini Riggi, anch’essi soci Simenza, sentono quasi come una missione il voler produrre farine e derivati di altissima qualità.

 

sul trattore

 

La posizione centrale di Caltanissetta pone il molino al centro del “Granaio d’Italia e l’azienda come riferimento.

Negli ultimi 50 anni, infatti, abbiamo sviluppato un forte know-how e un solido rapporto con i fornitori dei nostri grani antichi. Essi ci forniscono il 100% di materie prime siciliane certificate: cereali biologici di grande qualità”.

Ma una volta ottenuto il prodotto, è necessario che mani esperte lo lavorino per poterne esaltare le caratteristiche. 

La molitura a pietra naturale produce infatti una farina a granulometria irregolare, il suo sapore è ricco e le proprietà nutrizionali superiori rispetto ad altre tipologie dello stesso prodotto.

 

pietra mulino

 

I corsi di panificazione e cucina con i grani antichi macinati a pietra, servono a riappropriarsi di un saper fare utile alla salute.

 

 

 

Per ottenere informazioni ed effettuare prenotazioni al corso inviare una mail all’indirizzo fooditinera@federicagenovese.com

O tramite whatsapp al numero 3286827750

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La sua passione per la panificazione è cresciuta parallelamente all’amore per i grani antichi siciliani.

Davide Cicciarella, chef raffinato e scrupoloso, ha modi pacati ed equilibrati, dietro ai quali si cela un inaspettato fermento.

 

davide insegna 2 

 

Dopo il diploma di scuola superiore, studia per tre anni filosofia ma poi deve cambiare rotta ed inizia un percorso lavorativo abbastanza lungo nel campo dell’immobiliare.

Nel 2014 sente di dover invertire la rotta ed inseguire una passione che freme. Quasi con irresponsabilità, lascia il lavoro e stravolge la sua vita. 

Si iscrive e frequenta in modo appassionato il corso per chef presso la Scuola di Enogastronomia Mediterranea Nosco, a Ragusa Ibla.

Si distingue sin da subito tra i corsisti, infatti, non appena conseguito il diploma, comincia a lavorare al ristorante “Il Cenobio” come capo partita ai primi, all’interno della struttura Nosco.

 

pane sulla tavola

 

 

Durante i mesi di studio, conosce e si appassiona al mondo della panificazione e della lievitazione naturale, che solidifica nella prima esperienza da chef e che diventa amore ed ossessione.

Nel 2015 lascia il “Cenobio" e per una stagione va a lavorare in una storica trattoria del ragusano, Trattoria del Carmelo.

Nel 2016 è chiamato a dirigere come executive chef  la cucina de “L’ Eremo della Giubiliana”, prestigioso ristorante in Marina di Ragusa.

Torna a Nosco, nel 2017,  e questa volta in veste di executive Chef del ristorante “Il Cenobio”. 

Ma nel frattempo la panificazione e gli impasti con lievito madre e grani siciliani diventano la sua “ossessione”. 

 

davide icavolato 

Il 2018 un’altra svolta, decide di dedicarsi al mondo della panificazione a tempo pieno, apre un laboratorio di panificazione dove si impiegano esclusivamente grani antichi siciliani e fermentazione naturale.

Inaugura, ed ottiene immediatamente un grande successo 

Fermento - officina zero, panificio gourmet dove dove il pane ed il grano di Sicilia ritrovano identità.

 

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