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 Il Carnevale a Messina non è mai stato così dolce. L’iniziativa del maestro gelatiere Giuseppe Arena e dei due ambasciatori del gusto, il pasticcere Lillo Freni e il fornaio Francesco Arena, di realizzare una pignolata da record ha avuto un’eco, in tutta la città e presso gli organi di stampa, che neppure gli organizzatori del Carnevale di Faro avrebbero potuto immaginare. I numeri di “Faro in Festa 2019” parlano chiaro. Domenica 3 marzo, a partire dalle prime ore del pomeriggio, migliaia di persone hanno affollato Faro Superiore per vedere dal vivo e gustare a pignolata da guinness dei primati del peso di oltre 100 kg, larga 90 cm e alta circa 1,30 mt. E’ stato un momento di grande aggregazione e di promozione della storia, della cultura e delle tradizioni messinesi. 

 

Pignolata messinese

 

Tra maschere e coriandoli, i tre professionisti, con l’ausilio dei pasticceri Rosario Zappalà, Massimo Riggio, Lillo Todaro e Umberto Maimone, hanno ultimato la preparazione del dolce tipico del Carnevale messinese, ricoprendo l’intera superficie con una colata di glassa bianca al limone e glassa nera al cioccolato e decorando la montagna di pignolata con coriandoli di zucchero colorati. Sono state oltre 700 le porzioni di pignolata distribuite al pubblico presente a fronte del pagamento di un piccolo ticket degustazione. 

 

Giuseppe Arena Francesco Arena Lillo Freni

 

"Sono davvero felice che tutto sia riuscito perfettamente – ha commentato Lillo Freni - e l'impresa era particolarmente difficile, la nostra pignolata è un dolce tecnicamente impegnativo e proporne un esemplare di oltre un quintale con rifinitura in piazza è davvero insidioso. Sono felice soprattutto perché siamo riusciti a promuovere il dolce tipico della nostra città nella sua veste storica, in chiave allegorica e nel luogo più idoneo, ovvero in piazza a Carnevale, e abbiamo dimostrato, vista la massiccia e la trepidante attesa pre-degustativa, che questo dolce conserva immutato lo stesso fascino, nonostante siano passati parecchi secoli dalla sua invenzione. Riuscire a mantenere le tradizioni, a rispettarne la storia e dare profondità alla nostra cultura ritengo sia davvero gratificante" – ha concluso il pasticcere.

 

preparazione pignolata

 

Un successo inaspettato anche per gli stessi ideatori dell’iniziativa, le associazioni “Il Casale del Faro”, “Banda G. Verdi”, “Faro per Fare”, “Comitato feste S. Maria Assunta” e “Centro Educazione Ambientale”, che hanno ringraziato i tre professionisti per aver contribuito a dare una grande visibilità al carnevale di Faro. 

 “Sono molto orgoglioso di aver contribuito al successo di questa manifestazione, riuscendo a valorizzare il territorio in cui sonocresciuto” – ha commentato Giuseppe Arena.

Pasticceri

“E’ stata una serata bellissima, una scommessa vinta – ha affermato Francesco Arena - e la gente ha risposto con entusiasmo. Lavorare con Lillo e Giuseppe è stato bellissimo perchè oltre alla fatica c’è il sorriso e una sorta di fratellanza, e poi siamo orgogliosi che il nostro maestro pasticcere Zappalà sia venuto a coadiuvarci perché la sua esperienza è sempre importante per noi”.

 

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Cos’è la festa del carnevale, se non il momento in cui esprimere senza filtri la propria voglia di mettersi in mostra, di uscire fuori, allo scoperto, proprio mentre si indossa una maschera?

Le feste in maschera, o meglio, le maschere, sono le occasioni di sublimazione dell’ego, quel brevissimo lasso di tempo in cui le regole sociali cambiano e permettono di giocare ad essere ciò che si è o si aspira ad essere. 

Dall’antica Babilonia ed i suoi riti, alle antesterie greche e poi i saturnali romani, si festeggia con lo stesso moto di sovversione all’autorità il carnevale cristiano.

 

sardegna 2

        (Carnevale in Sardegna , foto http://www.flickr.com/photos/bautisterias/32303105432/ )

 

Rituali dissacranti e blasfemi, attuati persino dalle stesse istituzioni religiose contro le stesse. La creazione del caos ritenuto necessario passaggio verso l’evoluzione della specie e della società. Scandagliare e verificare i limiti della follia in assenza di regole, per tornare ad una apparente regolarità.

Schiavi che diventavano re per un giorno, e padroni che si piegavano alla volontà dei loro schiavi quasi lo desiderassero da un intero anno. Salvo poi, che lo stesso schiavo-re, a conclusione dei folli riti, veniva ucciso.(1*)

Cosa rimane nel 2019 di quei riti? 

Probabilmente la componente più importante del pensiero medievale, che diede il nuovo nome a quei riti, i contemporanei “carnascialeschi”. 

Il dialetto, come sempre, rende il concetto più esplicito ed immediato 

Carnaluvari - Carni ha luvari - a Carni ha lassari”.

Poco meno di una settimana in cui dare sfogo a gola ed ogni altro senso per piombare  nella quaresima, il diniego delle carni.

 

Sardegna

(Foto tratta da sardegnainfesta.com) 

Perché? Perché la Carne è il piacere per antonomasia. La fonte di tutti i mali e di tutti i peccati, il piacere è della Carne e nella Carne. 

Il cristianesimo ha scisso l’unità che è l’uomo di corpo e spirito. Dove l’ultimo raggiunge lo stato di esaltazione solo non compromettendosi con le esigenze del primo.

 Da questa innaturale ed inumana separazione, sorgono le frustrazioni che hanno permesso ai capi della chiesa di tenere soggiogato l’uomo, dal medioevo degli albori a quello odierno.

Le maschere ci inquietano ed allo stesso tempo ci attraggono, perché dietro di esse pulsano i nostri desideri.

 

Eyes 2

(Scena dal fiml Eyes wide shut di Stanley Kubrick) 

 

 

(1*) http://cedocsv.blogspot.com/2014/03/il-carnevale-dai-saturnali-alla-festa.html

 

 FRITTELLE DI “CARNALUVARI” (ovvero prima di privarsi dei piaceri)

 

INGREDIENTI

400 gr      farina di Maiorca 

450 ml     acqua tiepida

250 ml     latte fresco

200 ml     miele fior d’arancio

20 gr.       olio extravergine d’oliva

1 gr.        lievito di birra fresco

1            cucchiaio zucchero grezzo di canna

1            pizzico di sale aromatizzato zenzero e limone “I sapori di Regalpietra”

Cannella in polvere

Olio di semi di arachide per friggere

  PREPARAZIONE

 

  • Sciolgliere il lievito in parte dell’acqua tiepida. 
  • Della restante acqua prelevarne una tazzina in cui sciogliere il sale.

 

 

sale limone

 

  • Scaldare poco anche il latte fresco, e versare il lievito sciolto, l’acqua rimanente e lo zucchero. Miscelare per bene.
  • Versare a pioggia la farina e mescolare con una frusta, quasi alla fine aggiungere l’olio d’oliva e l’acqua in cui è stato sciolto il sale.
  • Mescolare fin quando la risulterà una pastella liscia ed omogenea

 

pastella

 

  • Coprire con pellicola e lasciar lievitare per almeno 3 ore.
  • Quando l’impasto avrà raddoppiato il volume, friggere in abbondante olio bollente, a doratura, scolare e poggiare su un vassoio con carta assorbente.

 

in frittura

 

  • Scaldare a bagnomaria il miele insieme a 200 ml d’acqua, cospargere le frittelle con cannella ed abbondante miele caldo e servire.

 

frittella singola

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Thursday, 28 February 2019 09:35

Grani antichi, ecosostenibilità e celiachia.

Il ritorno dei grani antichi è sintomo di una società che vuole invertire la rotta, avendo compreso di stare percorrendo la strada dell’autodistruzione.

Grani antichi non è il titolo un romanzo romantico dell ‘800.

E’ divenuto un concetto bandiera, portatore di ideali tendenti alla contro globalizzazione. Un fatto sociale che nasce dal disorientamento.

nello campi 2

      (Nello Blangiforti) 

La contemporaneità in agricoltura si misura con il riappropriarsi della identità di un territorio, nella ricerca dei contadini di quelle che furono le sementi autoctone o adattate al loro contesto geografico.

“Oggi coltivare i grani antichi significa stare a passo con i tempi, volgere lo sguardo verso il futuro partendo da ciò che la natura ci ha regalato, una “retroinnovazione” che da più parti viene condivisa e che punta agli ordinamenti colturali alternativi basati sulla sostenibilità”

 sostiene Il dott. Nello Blangiforti, ricercatore presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone.

 

nello campi 3

Assistiamo al consolidamento di nuovi circoli virtuosi. La sostenibilità di micro-ecosistemi che si ripercuote a livello globale, la ritrovata rete di relazioni che si esplica nel rapporto tra i vari produttori e operatori di filiere corte, circoscritte nel raggio di pochi km e comunque sempre regionali. Fino alla riconquista, dopo più di mezzo secolo, del rapporto diretto tra produttore e consumatore, un rapporto di fiducia e nuove interlocuzioni sociali che si instaurano e si moltiplicano.

Si attua così la riappropriazione dell’identità territoriale, per chi produce e per chi consuma. 

I benefici si ripercuotono a catena, già riscontrabili nel giro di pochi anni,

  • Creazione di occupazione dovuta al recupero di aree rurali abbandonate
  • Ilriassetto ed il ripristino paesaggistico altrimenti in stato di degrado ed abbandono 
  • L’ecosostenibilità, dovuta alla rimessa a coltura dei terreni
  • Lo sviluppo di cicli produttivi che chiudano la filiera nel raggio di pochi chilometri
  • Il recupero dell'agrobiodiversità

 

campi stazione

E nonostante le rese delle varietà antiche siano minori rispetto a quelle moderne, in compenso si adattano molto bene ai metodi di coltivazione biologica.

Continua il dott. Nello Blangiforti

“La salute sta al centro di questo nuovo paradigma. Alimentarsi in modo sano significa vivere più a lungo ma soprattutto meglio. Un alimento che proviene da sistemi a basso input è un alimento che rispetta la nostra salute e la salute della terra”

 

libro grani antichi

In Italia, il sistema di monitoraggio Okkio alla salute del Centro Nazionale di Prevenzione e Controllo delle malattie che fa capo al Ministero della Salute, riporta che oltre il 40 per cento degli italiani soffre di patologie dovute a un regime alimentare sbagliato.

Numerosi gli studi in corso, di diversi enti di ricerca, sulle correlazioni tra alimenti e problemi di salute, nonché tra l’uso di fitofarmaci e gravi, se non terminali, malattie.

La correlazione tra consumo di grani moderni e celiachia è ancora sotto osservazione,

“Al giorno d’oggi uno degli aspetti più interessanti della riscoperta dei grani antichi è il loro impatto più blando, rispetto ai prodotti alimentari ottenuti dai grani comuni, sulla malattia celiaca e sull’altra forma di intolleranza alimentare nota come gluten sensitivity (Carnevali et al, 2014)”. (1*)

Ed ancora

“Le relazioni che sussistono tra lo stile alimentare di ogni individuo e la sua salute sono ampiamente documentate e sono determinate da diversi fattori, tra cui la composizione e le proprietà delle materie prime alimentari, gli effetti dei trattamenti a cui sono sottoposte, nonché dai prodotti della loro digestione nel tratto gastro-intestinale”. (1*)

 

campo e papaveria

Nel dubbio, preferiamo consumare esclusivamente derivati da grani antichi siciliani biologici.

 

 

 Foto dall'archivio della Stazione Sperimentale di Granicoltura. 

 

(1*) https://www.enterisi.it/upload/enterisi/documentiallegati/ABSTRACTConvegnoAISTEC2017_13660_985.pdf

 (2*)http://www.expo2015.org/magazine/it/sostenibilita/grani-antichi--una-risorsa-per-il-futuro.html

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Un approfondimento su come l’alimentazione può influire sulla salute e sulla bellezza. Convegno su “Nutraceutica e gelato officinale” il 27 febbraio alle 10 alla Fiera del Mediterraneo (sala A padiglione 4)

Può un gelato, oltre a dare piacere al palato, nutrire e allo stesso tempo fare bene alla salute?

Di cosa cibarsi per mantenersi giovani, belli e in salute si parlerà durante “Nutraceutica e gelato officinale”, il convegno che si svolgerà nell’ambito di Expocook il prossimo 27 febbraio alle 10 nella sala A per le conferenze del padiglione 4 della Fiera del Mediterraneo.

 

gelato

 

Durante il convegno sul tema centrale del gelato, cibo che erroneamente molti associano a un vero e proprio peccato di gola per palati impenitenti, si innesteranno molte visioni diverse ma concorrenti verso una rivalutazione in chiave salutistica di una delle preparazioni più golose che tentano il palato. A cominciare dalla interpretazione che ne ha fatto Maurizio Valguarnera che ha brevettato il gelato officinale depositandone anche il marchio. Nella versione dolce o gastronomica (quella salata che accompagna le pietanze in versione gourmet) il gelato officinale è realizzato con la massima attenzione agli ingredienti, alla loro provenienza e al giusto bilanciamento. Niente zuccheri aggiunti ma tanta natura a cominciare dalle piante spontanee, molte delle quali hanno effetti benefici sulla salute umana.

 

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E per riuscire in questa impresa titanica - trasformare un dolce in una sorta di super food - ha trovato molti alleati che saranno presenti il 27 febbraio alla Fiera del Mediterraneo: Paolo Inglese, Nicola Francesca e Rosario Schicchidell’Università degli Studi di Palermo; Umberto Nardi dell'Università Cattolica di Roma; Veronica Di Nardo dell’Università degli Studi di Salerno. E ancora la diabetologa Antonietta Costa dell’Asp n.6 di Palermo, Vittorio Virzì, presidente dell'associazione medico sportiva Amsd-Fmsi di Palemo, Giovanni Alberti, medico estetico e Patrizia Ajovalasit, pediatra presso gli Ospedali Riuniti Palermo.

Nel corso del convegno sarà presentato il programma della seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea. A parlarne Giuseppe Carruba, membro del Comitato Scientifico Internazionale nonchè responsabile del Sirs, Arnas-Civico di Palermo e Pietro Di Fiore dell'associazione Società Diaita per gli Stili di Vita e responsabile del Centro per la cura dell'obesità della Asp n.6 di Palermo.

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ConvegnoNutraceutica e Gelato Officinale

27 febbraio 2019 ore 10 - Padiglione 4 Sala Conferenze A - Fiera del Mediterraneo

L’Università a fianco degli imprenditori - Paolo Inglese - Coordinatore Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Palermo

La ricerca scientifica a servizio dell’innovazione negli alimenti nel rispetto della tradizione - Nicola Francesca - Microbiologia degli alimenti, Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Palermo

Il valore nutraceutico delle piante spontanee nella tradizione siciliana - Rosario Schicchi - docente di botanica - Università degli Studi di Palermo

Il gelato, un nuovo modo di utilizzare le piante medicinali per la cura e l'alimentazione dell’uomo - Umberto Nardi - docente di Chimica dei prodotti Naturali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Rallentare l'invecchiamento con la nutrizione funzionale: dai super food alla dieta mediterranea - Veronica Di Nardo - biologa nutrizionista docente presso l’Università degli Studi di Salerno.

Un gelato che nutre mente e corpo - Maurizio Valguarnera - gelatiere di ricerca inventore del “Gelato officinale”

Diabete e cibo - Antonietta Costa – Diabetologa responsabile Uos Educazione e promozione della salute Distretto 42 Asp n.6 di Palermo

Sport non competivo e cibo nella tutela della salute - Vittorio Virzì – presidente dell'associazione medico sportiva Amsd-Fmsi di Palemo

Mantenersi belli con la nutrizione anti-age - Giovanni Alberti - medico esteticoGelato sano per bambini in forma - Patrizia Ajovalasit - Pediatra Ospedali Riuniti

Palermo

Presentazione del Programma della seconda Conferenza mondiale sulla rivitalizzazione della Dieta Mediterranea a cura di:

Giuseppe Carruba – membro del Comitato Scientifico Internazionale e responsabile Sirs, Arnas-Civico, Palermo

Pietro Di Fiore - Società DIAITA per gli Stili di Vita e responsabile del Centro per la cura dell'obesità della Asp n. 6 di Palermo

Modera Angela Sciortino - giornalista


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TALK
Il cibo, il miglior ambasciatore del territorio

27 febbraio 2019 ore 15 - Padiglione 4 Sala Conferenze A - Fiera del Mediterraneo

interverranno:

Dario Cartabellotta - Dirigente generale del Dipartimento regionale della Pesca mediterranea

Nicola Francesca – Scienze e Tecnologie Agro Alimentari, Unipa

Patrizia Di Dio - Presidente Confcommercio Palermo

Mario Indovina - Direttivo regionale di Slow Food

Laura Elici - Responsabile della Condotta Slow Food della provincia di Palermo

Marilù Monte - Imprenditrice agricola e referente del presidio Slow Food “Susine bianche di Monreale”

Maurizio Valguarnera - Ice-chef inventore del Gelato OfficinaleFilippo e Ambra Drago - Molini del Ponte - Castelvetrano (Tp)Sebastiano Di Bella – Vini Di Bella - Noto (Sr)
Michelangelo Balistreri - Acciughe di Aspra (Pa)

Giuseppe Todaro - Sud Gel - Carini (PA)
Nicola Clemenza - società agricola “Futura“, produttore di olio extra vergine di olivaLillo Vizzini - presidente Federconsumatori Palermo

A seguire

Presentazione di PINK IS BEAUTYFUL - progetto dedicato alle imprenditrici siciliane del settore food

Per concludere
TRA TERRA E MARE - Degustazione di alcuni terroir del gelato gastronomico:

• sorbetto al vino spumante Grillante
• sorbetto alle alici;
• gelato Rosso di Sicilia al “Nero d’Avola” Di Bella ad alto contenuto di polifenoli

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Sunday, 24 February 2019 08:33

Crostatine pistacchio e melagrana

La mia campagna di divulgazione sui benefici apportati dal consumo di melagrana, subisce l'influenza di quella condotta da una carissima amica con la quale sono lieta di collaborare.

 

paola 2

Paola Nicolosi è l'imprenditrice siciliana che ha brevettato la "spremisalute", una macchina elettrica da cui facilmentre si estrae il potere benefico del frutto. (1*)

 

bella

 

Bere il succo di melagrana apporta enormi benefici alla salute, è infatti in grado di curare e prevenire numerose malattie.

La più nota delle sue proprietà è l'azione antitumorale. La presenza di tannini e polifenoli, in grado di proteggere contro la genesi o la progressione di diversi tipi di tumore, in particolare quello alla prostata e del seno, ma anche nei confronti del tumore della pelle, le antocianine infatti, sono in grado di contrastare efficacemente i danni provocati dai raggi UV. (2*) 

Uno studio recente, fa invece sperare sulla guarigione da malattie infiammatorie croniche intestinali, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Una speranza anche di migliori cure in futuro arriva da una nuova ricerca guidata dall'Institute for Steam Cell Biology and Regenerative Medicine (inStem) di Bangalore, in India, e dall'Università di Louisville, negli Usa: individua la chiave per contrastare queste patologie in una molecola, un metabolita microbico che deriva dalla melagrana, l'urolitina. L'urolitina rafforza la funzione di barriera intestinale, considerato che la permeabilità dell'intestino è proprio una delle alterazioni correlate a queste patologie. (3*)

  (1*) https://www.dino.bio

  (2*) https://www.ilgiornaledelcibo.it/melagrana-proprieta-e-controindicazioni-intervista/

  (3*)http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2019/01/15/colite-e-morbo-crohn-nel-melograno-chiave-per-contrastarli-_d05ca325-3423-48f2-a6f9-e8a001e01eae.html?fbclid=IwAR1PBgJdWCVotBfE5Cnznj28NvbcIenuOkox_SppzZ-a27fuWbicZuLcjME

CROSTATINE CON MARMELLATA DI MELAGRANA.

La ricetta è stata realizzata in collaborazione con lo chef Ettore Moliteo.

 

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Per la preparazione della marmellata vai al link.  https://www.federicagenovese.com/index.php/le-mie-ricette/item/66-marmellata-di-melagrana

INGREDIENTI

500 gr farina di maiorca Antichi Granai

 300 gr burro 

 100 gr zucchero a velo

 150 gr farina di pistacchi

 1 gr di sale

 95 gr di tuorli

 

basi e mattarello 

 

 PREPARAZIONE

 Miscelare la farina di maiorca e quella di pistacchi, versarle su una spianatoia e sistemare a fontana. Al centro versare i tuorli con lo zucchero ed il sale, battere con una frusta e pian piano allargarsi per amalgamare le farine. Aggiungere il burro a tocchetti ed impastare fino a rendere l’impasto liscio ed omogeneo. Avvolgere il panetto nella pellicola e fare riposare in frigo un’ora.

 

stronza

 

 

 Imburrare ed infarinare gli stampi per crostatine, stendere l’impasto con il matterello. Sistemare le basi negli stampi e riempire con la marmellata. Reimpastare velocemente gli scarti di frolla, stendere e con il tagliapasta ricavare le listarelle da decorazione.

 

io stendo 

 

 Infornare per circa 25 min. A 180°.

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Basta una passeggiata tra i sentieri della tenuta Monaci delle Terre Nere, a Zafferana Etnea, per immaginarsi il giorno più bello, quello del fatidico sì, pronunciato sullo sfondo di una cima innevata, quella del vulcano più alto d’Europa che guarda al mare, a quel mare caldo che accoglie come un abbraccio e riporta a una terra al centro del Mediterraneo, da sempre crocevia di popoli, di tradizioni, simbolo della multi cultura, delle commistioni dei sapori e degli odori che da essa provengono. Un luogo che sa di dono della natura e di amore, tra il profumo dei fiori di zagara, dell’uva al tempo della vendemmia, dei fichi raccolti e delle ceste di vimini bagnate, del pane appena sfornato. 

 

monaci esterno

 

L’hanno immaginata e l’hanno fatta quella promessa d’amore decine di coppie straniere provenienti da Australia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Austria che hanno scelto Monaci delle Terre Nere, e la cucina dell’annesso ristorante Locanda Nerello, come location per festeggiare il loro matrimonio da favola. “Il numero delle coppie di sposi che hanno scelto Monaci è cresciuto molto in questi ultimi mesi, piace questo pezzo di Sicilia che è insieme territorio, tradizione e internazionalità, grazie agli standard che riusciamo a garantire, offrendo un luogo magico e una cucina dai sapori mediterranei”, è il commento del founder Guido Alessandro Coffa, il manager trapiantato in America che quasi dieci anni fa ha mollato tutto per tornare ad innamorarsi della sua terra.

 

monaci interno

 

Nei suoi 24 ettari di uliveti, agrumeti e vigneti, trasformati in una tenuta biologica, fonte di ispirazione e di materie prime eccellenti, Monaci delle Terre Nere è dimora e rifugio, allo stesso tempo, e il suo nome, riporta alla storia ultracentenaria dei luoghi, di terre fertili ai piedi del monte Etna, e di mura, che hanno raccolto la preghiera e l’opera dei frati. Presente e passato si fondono, con la stessa anima. Anche le materie prime, trasformate dalle sapienti mani degli chef di Locanda Nerello, diventano percorsi di gusto e non semplici piatti da portare in tavola. Menù dai sapori mediterranei che rispettano la stagionalità, esaltano il territorio, con tante verdure dell’orto, le carni tipiche della zootecnia locale e naturalmente, tanto pesce. Il pescato del giorno, scelto con cura dalla brigata, proviene dal mercato della “pescheria” di Catania, Riposto, Giardini Naxos.

 

Fusilloni 

 

Tra i piatti proposti da Locanda Nerello e particolarmente apprezzati dagli sposi per il loro wedding, sono i “fusilloni di Gragnano con frutti di mare crudi e cotti e cime di rapa”. Gli chef del ristorante di Locanda Nerello hanno scelto dal paniere delle primizie coltivate e raccolte dal vicino orto biologico, le cime di rapa, una verdura particolarmente buona in questo periodo dell’anno perché le basse temperature ne accrescono le sostanze benefiche come ferro e proteine nobili. Semplici e versatili, le cime di rapa abbinate in cucina con i frutti di mare, mitili e molluschi altrettanto di stagione come cozze, vongole, calamari, conferiscono alla pietanza gusto e personalità. Ad aggiungere estro a questo primo di pasta, è una punta di tartare di palamita. 

 

Triglia

 

Un altro piatto che sposa la filosofia di Locanda Nerello, del mix tra terra e mare è la “Triglia maggiore con panzanella di pomodoro appeso e bietoline rosse all’aglio”. La triglia è più preziosa in periodo dell’anno perché in amore, quindi, nel pieno del vigore, mentre le bietole, come tutte le verdure a foglia verde, sono un concentrato di benessere per l’alto contenuto di potassio, ferro, calcio, fosforo. Non tradendo le sue origini mediterranee, le bietole presenti in molte ricette della cucina nord africana, dell’Est Europa, della Turchia, vengono saltate in padella con olio evo e aglio. L’accostamento con la panzanella di pomodori appesi, ricchi di zuccheri non complessi e l’acidità citrica sufficiente per sgrassare la triglia, fa di questo piatto un tripudio di gusto pur nella sua semplicità.

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Monday, 18 February 2019 16:00

Sicilia, la regione più desiderata.

 Alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano, la Sicilia afferma il suo primato di qualità, è la regione più scelta dai viaggiatori italiani per il turismo enogastronomico

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci dichiara

«Sul piano turistico la Sicilia vive il suo momento magico. Dovunque andiamo, da Rimini a Verona, da Bruxelles a Berlino, i nostri stand sono i più visitati, i più graditi”

 

Cassata

 L’isola si trova al primo posto nella classifica, seguita dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. A dirlo è il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, presentato alla Bit di Milano.

I prodotti alimentari siciliani, riconosciuti e richiesti non solo Italia, contano numeri, da primato appunto.

 Con 33 prodotti ad Indicazione Geografica e  31 vini a Denominazione, la Sicilia è la quarta regione italiana per numero di prodotti agroalimentari certificati, ma è anche la terza per numero di aziende agricole con vite e per numero di frantoi.

 

olive copertina

Incrementi importanti anche nel settore della ristorazione e per le aziende agrituristiche, che crescono in qualità dell’offerta oltre che in numero.

Alla scorsa BIT di Milano, l’immenso padiglione “Piazza Sicilia”, ha esposto i settori regionali di Turismo, Agricoltura, Territorio e ambiente, Attività produttive, Beni culturali oltre all’Istituto per l’incremento.

 

Alcantara

In primo piano, naturalmente, la promozione degli itinerari di viaggio più suggestivi, a cominciare dai cinque Parchi naturali regionali – Etna, Madonie, Nebrodi, Fluviale dell’Alcantara e Monti Sicani – che la Regione progetta di inserire in un’unica offerta di slow tourism all’interno del brand “Sicilia, Paradiso in terra”, e dai borghi siciliani vincitori, negli ultimi anni, di ben quattro edizioni del premio “Il Borgo dei Borghi”: Petralia Soprana, Sambuca di Sicilia, Montalbano Elicona e Ganci.

Ma ciò che in assoluto attrae di più, sono arancini, cannoli e cassate!

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Un’azienda siciliana conquista il podio in una competizione internazionale che premia i migliori oli extravergini di oliva al mondo.

premiazione olio

 

A Parigi, Magihouse Valle dell’Inferno di Cammarata, vince Olio Nuovo Days 2019, a cura di Emmanuelle Dechelette.

 Gli oli che si sono aggiudicati i premi, saranno promossi nei migliori ristoranti stellati di Parigi attraverso un percorso gastronomico, al quale partecipano anche i produttori.

olio nuovo days

Quest’anno la giuria di Olio Nuovo Days, presieduta dallo Chef Mof Eric Briffard Direttore dell’Accademia Le Cordon Bleu di Parigi, è stata composta da due panel costituiti da ricercatori, esperti del settore, giornalisti, buyer e personalità del mondo dell’arte.

 

premiazione 1 olio

 

La Commissione, dopo avere eseguito i lavori di assaggio, ha proclamato vincitore l’olio extra vergine di oliva 2018 “Magihouse Valle dell’Inferno – Family Reserve” di Cammarata (AG) prodotto dalla Famiglia Marino-Giambrone. Secondo la classifica di ogni giurato, che ha degustato gli oli alla cieca, l’Azienda Magihouse si è aggiudicata il podio, a seguire l’Azienda Giapponese Takao e al terzo posto l’Azienda francese Domanine Salvador.

“Valle dell’Inferno è un olio dalla bella personalità, potente ed equilibrato” ha dichiarato il presidente della giuria Eric Briffard. 

bottiglia olio

Si tratta di un olio prodotto in una piccola valle cammaratese denominata “Valle dell’Inferno” contraddistinta da forti escursioni termiche che incidono sulle proprietà chimiche, sensoriali e sul livello degli antiossidanti degli oli. Come ci conferma il dott. Pasquale Marino, questa condizione ambientale avviene spesso nel territorio di Cammarata e nell’entroterra siciliano. Le piante, durante il periodo estivo, sono sottoposte ad un ingente stress termico producendo oli dal fruttato medio-intenso e con elevati livelli di amaro e piccante; si tratta di caratteri sensoriali che denotano elevata qualità le cui proprietà sono connesse al prezioso patrimonio varietale autoctono delle olive Biancolilla, Nocellara del Belice, Tonda Iblea, Cerasuola, Nocellara Etnea e Moresca.

 L’olio Valle dell’Inferno nel 2018 è stato anche vincitore di una medaglia d’oro al “New York International Olive Oil” e di due medaglie d’argento al “Olive Japan” e al “EVO International Olive Oil Contest di Paestum”.

bottiglia 3 

Durante la competizione Olio Nuovo Days, sono stati premiati anche altri oli extra vergini di oliva: il miglior packaging è stato conferito a Bona Furtuna di Corleone mentre il tunisino Oleastra è stato premiato per la migliore leggibilità dell’etichetta.

 L’olio extra vergine di oliva siciliano si conferma essere tra i migliori prodotti al mondo.

Dopo la recente dichiarazione dell’Agenzia americana FDA (Food and Drug Administration), sugli aspetti farmaceutici dell’olio d’oliva, ci si attende un incremento della richiesta del prodotto, specie quello di alta qualità.

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Morettino, storico marchio di caffè palermitano, presenta al Biofach di Norimberga l’ambizioso progetto della micro-roastery, che unisce la visione di una lavorazione eco-sostenibile ai saperi della tradizione, puntando a piccole produzioni on-demand di caffè artigianale “etico”, che vanno oltre il concetto di biologico.

 

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Caffè naturali, selezionati con cura direttamente nei paesi d’origine attraverso la collaborazione con i piccoli produttori, nel rispetto di chi lavora nelle piantagioni e delle comunità locali. 
Saranno questi caffè ad essere presentati al Biofach, la principale fiera dedicata al bio che in corso fino al 16 febbraio, dove è possibile degustarli, sia in espresso che in modalità filtro, allo stand Morettino.

 

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A Norimberga Morettino presenterà in anteprima assoluta due nuovi caffè biologici: la monorigine “Mexico Altura” della linea di Specialty Coffee “La Musa Nera” e la nuova selezione di blend di puri Arabica con profili di tostatura più morbida, ideale per le preparazioni filtro. 

“Mexico Altura” è una monorigine delle varietà Typica, Caturra e Bourbon, proveniente dalle piantagioni che crescono sugli altipiani del Chiapas oltre i 1.200 metri di altitudine. Le drupe sono raccolte a mano e spolpate ad acqua, mentre la tostatura è morbida, ideale per estrazioni filtro.

La linea filter, invece, è una selezione di blend di puri Arabica ideata per andare incontro ai nuovi metodi di consumo del caffè. A Norimberga sarà presentato il Filter Bio (Perù Chanchamayo, Brazil Alta Mogiana, Mexico Berilo), con una tostatura chiara e un gusto morbido.

 

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Entrambi i caffè, come nella tradizione Morettino, sono tostati artigianalmente e in maniera lenta, tramite un processo ad aria calda pulita: un metodo innovativo, ecologico e salutare, che permette di esaltare le proprietà organolettiche del caffè, evitando il contatto con le sostanze volatili derivanti dai processi industriali di tostatura.

Infine, sarà possibile degustare durante il Biofach anche le selezioni “Pure Organic Coffee” di Morettino, linea di caffè puri e biologici dedicata agli elementi di madre natura che, dopo il recente lancio, ha già riscosso le attenzioni dei buyer internazionali più attenti della categoria: Terrae 100% Arabica (premiato con la Medaglia d’oro all’International Coffee Tasting 2018), Naturae (blend di pregiati Arabica e Robusta) e Aquae (monorigine di Arabica decaffeinato naturale ad acqua).

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Energie rinnovabili e Dieta Mediterranea insieme, domenica 10 febbraio, per una giornata ricca di incontri, laboratori di degustazione e visite guidate all’interno della storica Centrale Idroelettrica Alcantara I Salto.

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Dalle acque del fiume Alcantara, ogni giorno, viene prodotta energia pulita all’interno dell’impianto idroelettrico di Castiglione di Sicilia (Ct), che è in grado di soddisfare il fabbisogno delle comunità vicine in modo naturale, sicuro e sostenibile. Dalle stesse acque dell’Alcantara e dai numerosi affluenti, che dai territori di Castiglione e Francavilla di Sicilia scendono alle pendici dell’Etna, vengono coltivati da infaticabili lavoratori del territorio “tesori nel guscio” come le mandorle e le nocciole di Motta Camastra, ma anche prodotti tipici della tradizione enogastronomica siciliana come l’olio extravergine di oliva “Valdemone”, il miele “Millefiori” il vino rosso “Etna D.O.C.” ed anche i grani antichi

 

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L’unione tra tutte queste peculiarità ed i temi dello sviluppo industriale sostenibile, ha creato la manifestazione “Energia del territorio”: sostenibilità, cultura, alimenti e salute”. 

Domenica 10 febbraio, infatti, la Centrale Idroelettrica Alcantara I Salto di Enel Green Power, sita in contrada Gravà nel territorio di Castiglione di Sicilia (Ct), aprirà le porte ai visitatori per far scoprire come, nel rispetto dell’ambiente circostante e attraverso momenti culturali di promozione della Dieta Mediterranea, dalle acque di quel fiume derivano energia elettrica “pulita” ma anche eccellenze alimentari tipiche destinate alle comunità limitrofe.

 I visitatori potranno così partecipare alle visite guidate previste sull’impianto nel corso della giornata, condividendo momenti conviviali all’insegna dei prodotti agroalimentari di quel territorio. Una occasione speciale per conoscere particolarità e curiosità della biodiversità alimentare siciliana e dei corretti stili di vita, non trascurando attività ludiche e istruttive dedicate al mondo delle energie rinnovabili.

 

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La dott.ssa Francesca Cerami, direttore generale IDIMED

 “L’evento è stato presentato giovedì 8 febbraio presso l’Istituto Alberghiero “G. Falcone” di Riposto, dove hanno avuto luogo dei laboratori di trasformazione dei prodotti agroalimentari locali (noci, mandorle, farine, miele). Domenica avremo il piacere di degustare le ricette degli allievi all’interno della Centrale. Un vero e proprio assaggio di Energie vere che vengono dai giovani, dalla terra, dal rispetto dell’ambiente”. 

La centrale idroelettrica dell’Alcantara, da molti considerata un gioiello di ingegneria idraulica, durante la manifestazione si trasformerà in un vero e proprio teatro contemporaneo all’aperto, accessibile alla comunità ed in grado di esaltare i prodotti tipici della Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco dal 2010. 

All’interno del Villaggio Gastronomico allestito per l’occasione, saranno organizzati laboratori di conoscenza e degustazione che avranno come protagonisti i produttori del territorio, tra cui le noci di Motta Camastra, le nocciole del Parco dei Nebrodi, il miele “Millefiori” dell’azienda “Lu Miele” i vini “Etna D.O.C.” prodotti alle pendici del vulcano, i grani antichi del contadino Pippo Conti di Maniace.

 

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I partecipanti potranno infine conoscere alcune pubblicazioni IDIMED in tema di alimentazione che raccontano le verdure spontanee di Sicilia o i Menu della Dieta Mediterranea. 

L’accesso alla Centrale è consentito solo previa registrazione dei visitatori che potrà avvenire in loco al loro arrivo oppure mediante l’invio di una e-mail all’indirizzo: energiadelterritorio@gmail.com, indicando il numero di partecipanti ed i rispettivi riferimenti anagrafici. 

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Il programma della giornata:

10,00 /16,00 Accoglienza e registrazione

10,30 /16,30 Visita guidata alla Centrale (Turni 10,30 – 11,20 – 12,30 – 13,30 – 15,30 – 16,30)

12,00 Saluti istituzionali

11,00 Laboratorio “Tesori nel guscio”: la noce di Motta Camastra e la nocciola dei Nebrodi

13,00 “I libri che raccontano il territorio”

14,00 Laboratorio: le eccellenze agroalimentari locali

15,00 Laboratorio: “La Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna”

16,00 Laboratorio: chiudiamo in dolcezza con una sorpresa preparata dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “G. Falcone”

17,00 Chiusura della Centrale

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