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Sunday, 07 February 2016 10:14

A carnevale, ogni fritto vale

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eri sera ho avuto l'ennesimo scontro di vedute con un caro amico che non si capacitava dell'euforia generale e mia nei confronti di una festa che egli ritiene assolutamente insensata, oltre al fatto di accusarmi perchè troppo cresciuta per prendervi parte!
Questo non ha smosso minimamente il mio entusiasmo per un momento che invece è ancora sentito nella nostra società, anche se le sue origini profonde sono dai più sconosciute.
Come tutte le festività cattoliche, anche questa affonda le sue radici nei riti greci e romani, poi adeguati e rimodulati sul calendario liturgico. Il carnevale risulta dunque un momento di liberazione, di sovvertimento delle regole, di contestazione lecita al potere, di gioco e divertimento prima che ogni piacere relativo alla carne sia proibito con l'arrivo della quaresima.
" Carnem levare", la terminologia racchiude il significato profondo di tutto ciò che denomina, il momento più festoso dell'anno è adombrato da una negazione. Paradossalmente, il delirio della rottura degli schemi va vissuto con la quasi minaccia di quella nomenclatura religiosa, che incombe come l'autorità che guarda dall'alto e in qualche modo nega il piacere assoluto.
Il momento di festa naturalmente è anche in tavola, dove abbondano carni e fritture, ed anche qui il senso va ricercato in quella società, dalla quale ci si allontana sempre più, dove si seguivano i cicli della natura. Era questo il periodo in cui da poco i maiali erano stati macellati e si disponeva maggiormente di carne e di strutto per friggere.
Inoltre noi uomini industrializzati non avevamo ancora determinato quel cambiamento climatico che ci fa vivere la primavera a febbraio, ed il freddo chiamava pietanze ricche di grassi.
" Carnaluvari " in siciliano, che rende sempre meglio dell'italiano e la morfologia è più chiara e diretta: " Divertiti, che poi torna l'austerità dei dettami religiosi".
Ma di chiacchere ne abbiamo fatte fin troppe, ed oggi preferisco preparare le
SIRINGATE DI RICOTTA, fritte naturalmente.

INGREDIENTI
800 gr di ricotta
3 uova
3 cucchiai di zucchero
farina di grano tenero
200 gr di miele
zucchero a velo
cannella
olio per friggere

PREPARAZIONE
Passare a setaccio la ricotta e lavorarla con lo zucchero, i tuorli d'uovo ed infine gli albumi montati a neve. Aggiungere la farina, tanta quanto ne basta a rendere consistente il composto. Mettere la ricotta in una siringa da pasticcere e versare a sinringate in una padella con olio bollente. Appena saranno ben dorate, sistemarle sun piatto da portata e versarvi sopra il miele sciolto, zucchero a velo e cannella.

Last modified on Saturday, 07 January 2017 07:34