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Thursday, 18 February 2016 12:47

Linguine di timilìa al nero di seppia con verdura senape

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LINGUINE DI TIMILìA AL NERO DI SEPPIA CON VERDURA SENAPE.
In genere è il paesaggio ad ispirarmi in cucina ma oggi è stato esattamente l'inverso, gli ingredienti che selezionavo ed aggiungevo alla preparazione del piatto mi rimandavano agli elementi della natura che mi circondano quotidianamente e mi sono molto familiari.
Dal mare Salvatore mi ha portato le seppie freschissime ( se così non fosse stato non si sarebbe azzardato a propormele conoscendomi), non ho molto su cui riflettere e forse neanche troppa voglia di farlo, e poi con ingredienti di prima scelta si va sempre sul sicuro ed il piatto della tradizione si rinnova da sè, nel piacere di gustarlo ogni volta.
La pasta al nero di seppia lascia a molti qualche perplessità, per via del suo colore. Chi discrimina lo fa evidentemente anche col cibo, precludendosi anche qui possibilità di arricchimento e nuove esperienze. Che poi per noi siciliani è ancora più strano poichè a tutti i tipi di contaminazione siamo stati abituati, e questa riluttanza nei confronti di qualcosa che apparentemente può non essere familiare non è nel nostro dna.
In ogni caso oggi nella mia padella ho fatto un viaggio che è partito dunque dal mare ma che non si è dimenticato di passare dalla campagna. La senape, una verdura versatilissima, questa volta ho voluto accoppiarla al pesce con un risultato a mio gusto eccellente.
Si distinguevano sgargianti ed ancora non pienamente amalgamati il verde, il rosso del concentrato di pomodoro, il bianco poi diventato rosato della seppia, il rosso striato dell'aglio di Randazzo e l'oro dell'olio d'oliva etneo.
Sfumare il tutto con uno dei nostri migliori bianchi, Carricante della cantina Calcagno, ha sviluppato un profumo impossibile a descriversi.
Così pensavo a quanta fertlità ci fosse lì concentrata mentre sprigionavo con una forchetta il nero dalla sacca, e quando il liquido che ne è fuorisciuto ha oscurato tutto ho immediatamente associato il paesaggio lavico a quanto stesse accadendo sotto ai miei occhi.
La sciara che circonda Randazzo, ed in particolare la colata che ha ricoperto nel 1981 gran parte di terreni fertilissimi di questo territorio, era tanto per ricordarci che è inutile affannarsi, tanto è lei, la natura, a dominarci. A poco servono le strutture e le regole che la nostra mente cerca di costruirsi.

Last modified on Saturday, 07 January 2017 07:33