Le mie ricette
Menu
Saturday, 25 June 2016 11:05

Bavarese alla cioccolata di Modica

Written by

Ammaliante e seducente il cioccolato, come il barocco delle facce dei gargoyles che si affacciano a sorreggere balconi di facciate maestoese, richiamando, come di nascosto, le anime allo stordimento, a perdersi in mondi oscuri, paralleli, dove il piacere peccaminoso è lecito ed incommensurabile, alla lontana paragonabile da quanto invece è consentito operare in superficie. Il godimento non è ammesso dalla legge cristiana, eppure è ciò che agita e moltiplica l'essere umano. Ogni senso brama per esserne nutrito, e l'anima, raffreddate e spente le carni, sopravvive per compensare la quiete che al corpo vivo non è data trovare.

A gurdarli dal basso sembra di esserci già negli inferi e ciònostante, la loro mimica, i loro sguardi vuoti sembrano aleggiare sopra di noi per trascinarci ancora più a fondo.

Cioccolato e barocco, binomio ricco di assonanze ma solo musicalmente. La tradizionale preparazione del cibo peccaminoso risale infatti a molto tempo prima che l'arte dell'eccesso esplodesse a Modica, luminosa cittadina siciliana dove il tempo pare si sia fermato nei circoli di conversazione ed in altri angoli di vite vissute lentamente, di cui Camilleri nutre i suoi racconti.

Le origini della storia della cioccolata modicana si rintracciano in quel lontano, e lungo periodo in cui la contea fu dominata dagli spagnoli. Questi ultimi, una volta scoperti i tesori del nuovo continente, importarono ed affinarono nuove colture ed abitudini alimentari e, già alla fine del Cinquecento la cioccolata veniva consumata dalle fasce abbienti della società siciliana.

Nel panorama della attuale produzione industriale, ciò che contraddistingue la cioccolata modicana è la tecnica di preparazione artigianale "a freddo", poco distante dal metodo con cui gli aztechi ricavavano la loro xocoàtl.

Partendo da una massa di cacao ottenuta da semi macinati, non privati del burro di cacao, la si riscalda in modo da renderla fluida e potervi aggiungere lo zucchero e le spezie (le più antiche cannella, vaniglia, peperoncino). Il passaggio successivo di raffinazione mantiene una temperatura tale per cui i cristalli di zucchero non si sciolgono. Gli ingredienti risultano così addensati in una tavoletta, ma il composto granuloso, sciolto in bocca, slega esprimendo distintamente i sapori.

Modica diviene nei secoli la capitale del cioccolato in Sicilia, fino a diventare, oggi, ambita meta turistica che spinge i curiosi e gli appassionati dell'arte dolciaria a visitare quei laboratori dove si produce ancora in maniera artigianale uno tra i prodotti più commercializzati nel mercato alimentare.

A rimarcarne l'ancoraggio con il prodotto originario sta, a mio avviso, il fenomeno linguistico per cui nella maggior parte dei casi si utilizzi il termine cioccolata, al femminile dunque, e non al maschile come avviene nella stragrande maggioranza dei casi quando si indica il prodotto nella versione solida. Si distingue infatti oramai il " cioccolato" solido, dalla "cioccolata" liquida. La bevanda a base di semi di cacao polverizzati, acqua e spezie, (e zucchero una volta giunta in Europa) era l'unica versione conosciuta fino al 1.800, da lì in poi cominciò a diffondersi il preparato in tavolette e si creò nel tempo la distinzione di genere per indicare lo stato di materia. Il fatto dunque che la modicana sia rimasta linguisticamente cioccolata pur presentandosi in versione solida mi richiama la primitività mantenuta nella tecnica di preparazione.

Il biologo svedese Linneo, nell'identificare la pianta del cacao le conferì il nome scientifico " Theobroma cacao", tradotto dal greco "cibo degli dei".

Già gli aztechi associavano questo cibo a Xochiquetzal, dea dell'amore e della fertilità. Dunque non ci si limita al gusto intenso e travolgente che scatena il piacere del gusto ad indicare divini i frutti della pianta, quanto ai poteri energetici che sprigiona l'assunzione.

I più famosi amatori della storia moderna furono promotori nonchè assidui consumatori del rinvigorente in questione, alimentando, oltre che le proprie energie fisiche a sostegno delle fatiche d'amore, l'immaginario di un cibo tanto seducente da essere associato al peccato. Casanova trovò nel cioccolato un ottimo alleato con duplice funzione, supporto fisico a lunghe sedute di piacere, e potere disinibente per gioire di amanti accondiscendenti, che si scioglievano alla somministrazione dell elisir d 'amore di cui egli era sempre ben assortito.

Le note intense della pasta di cacao, scura e bruna come la notte che anima quegli occhi vuoti ed inquetanti di barocchi gargoyles, conducono i sensi ed i desideri verso i luoghi del piacere umano, che siano quelli del palato, della carne, o della scoperta di uno dei luoghi più ricchi di storia e di fascino dell'isola,

Modica, la più potente Contea di Sicilia.

LA RICETTA.

INGREDIENTI:

350 gr. di latte fresco intero

3 tuorli d'uovo

100 gr. di zucchero

130 gr. Cioccolata di Modica

12 gr. Colla di pesce

200 gr. Panna fresca

un paio di cucchiai di liquore all'amaretto.

PREPARAZIONE:

Mettere a bagno la colla di pesce per circa mezz'ora. Nel frattempo versare il latte in un tegame ed aggiungere i tuorli e lo zucchero mescolando con una frusta. Raggiunto il bollore togliere dal fuoco e versarvi il cioccolato grattugiato ed il liquore. Mescolare, rimettere sul fuoco ed aggiungere la colla di pesce mescolando energicamente in modo da far amalgamare bene gli ingredienti. Raggiunta l'omogeneità togliere da l fuoco e lasciar raffreddare.

Montare la panna ed amalgamarla delicatamente al composto. Versare in uno stampo e lasciar riposare in frigo almeno tre ore.

Last modified on Saturday, 07 January 2017 07:38
More in this category: Crostata ai limoni di Sicilia »