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Friday, 25 November 2016 17:19

La ricca tradizione di un biscotto povero

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Lucia è una donna dolce e delicata nei modi come poche, ciò non la esime dal lavoro faticoso dei campi in cui segue fedelmente il marito, e dove invece esprime tutta la forza vitale che contraddistingue, in taluni casi,

il genere.

La campagna, la famiglia, la vita domestica. Termini che richiamano ideologicamente la semplicità, ambiti invece in cui si consumano le più grandi passioni o tragedie dell’umanità.

Ed è probabile che l’impoverimento culturale e sentimentale della società abbia avuto inizio quando le donne hanno distolto l’attenzione che tali sfere necessitano, suppongo per stanchezza atavica più che per superficialità.

Quella stessa forza ancestrale però, è talmente radicata nei DNA da non permettere che il germe della storia che fin qui ci ha condotti si estingua.

Quando ho chiesto a Lucia quale fosse il dolce della tradizione preparato nella sua famiglia d’origine, ha esitato nella risposta e la sua espressione è diventata incerta, titubante.

Inizialmente ho creduto che il ricordo fosse talmente lontano da essersi perduto, rammaricandomene. Allora lei, in tutta la sua semplicità e spontaneità, ad un certo punto mi risponde

“ Quando noi facciamo il pane, utilizziamo una parte dell’impasto per farne biscotti, aggiungendo zucchero ed altri ingredienti”.

Nell’utilizzo del verbo al presente si scioglie il mio timore.

Non si è spezzato il legame con la tradizione, è, al contrario, talmente intriso nella quotidianità da non riuscire a distinguerlo.

Non esiste un prima e un dopo l’industrializzazione, hanno continuato a seminare e produrre il grano, con le loro farine a preparare il pane e cuocerlo nel forno a legna, e, seguendo la logica di un’economia domestica in disuso, a riarrangiare l’impasto per regalare un momento di dolcezza alla famiglia.

“Sacrificando” parte del pane in pasta, a cui vengono aggiunti pochi ingredienti, Lucia continua a sfornare quelli che definisce semplicemente “biscotti con il lievito”, senza aver mai pensato al fatto che potessero avere una specifica denominazione o una tradizione.

Semplici, genuini e buoni, come la cara Lucia.

INGREDIENTI

Farina mista di grano duro e tenero                    kg 1

(Lucia ha usato una miscela di maiorca, russello e perciasacchi)

Lievito naturale                                                    250 gr

Zucchero                                                              250 gr

Strutto                                                                  250 gr

Scorza grattugiata di 2 limoni

Acqua, quanta ne basta a far rapprendere l’impasto.

PREPARAZIONE

Qualora si partisse direttamente dall’impasto dei biscotti, piuttosto che dal pane in pasta, si procede innanzitutto sciogliendo il lievito madre in acqua, questo deve essere poi aggiunto alla farina insieme alla quantità d’acqua necessaria a creare un impasto elastico.

Si lavora dunque a lungo come accade per il pane, aggiungendo poco a poco il resto degli ingredienti facendo in modo di incorpararli omogeneamente.

L’impasto si lascia lievitare per diverse ore, coperto da uno strato di pellicola. Quando avrà raddoppiato il suo volume si potrà procedere alla messa in forma dei biscotti ed alla cottura.

Last modified on Saturday, 07 January 2017 07:36
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