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Thursday, 12 January 2017 15:53

Il matrimonio dei sensi a "La Casa del Grecale"

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La partecipazione ad un matrimonio, superato il momento delle grandi emozioni suscitate dagli scambi di promesse, si esplica materialmente nella condivisione di un più stabile e longevo sposalizio di cui storicamente non v’è traccia ufficiale che testimoni avvenute cause di divorzio. E’ il rapporto con cibo.

Questo trova un senso profondissimo nelle relazioni tra persone.

Cibarsi insieme, delle stesse pietanze, instaura rapporti intimi tanto quanto quelli sessuali.

Il matrimonio implica il consenso alla sessualità.

 In Sicilia soprattutto rappresentava  il rito attraverso cui, alle donne specialmente, genitori e parenti concedevano il permesso all’ accoppiamento carnale.

Il banchetto nuziale, il cibo sapido, abbondante, colorato, ben impiattato, è invece la fase sensuale caratterizzata da una preliminare stimolazione dei sensi.

Un pranzo di nozze eccellente, sarà preambolo di grandi performance.

Entrare a “ La Casa del Grecale” vuol dire stimolare ogni senso lasciandosi travolgere dalla sensualità intrinseca dei siciliani.

Lungi dalle moderne (seppur bellissime) sale ricevimenti, qui si rievoca  quella che fu la quotidianità di una nobile famiglia  ottocentesca, che esprimeva i dettagli di una cultura peculiarissima.

Ma non v’è spazio per i ricordi o una romantica malinconia, tutto è vivo, tangibile.

Il meraviglioso tovagliato caratterizzato da pizzi, intarsi, ricami, macramè, i lavori all’uncinetto di cui quasi si ode lo sferrettìo, sono prodotti oggi dal miglior artigianato locale cui i mecenati del ricevimento si rivolgono per adornare le sale. Così come le alzate in ceramica di Caltagirone e le varie suppellettili e decori che si ammirano ripercorrendo ogni angolo della casa, senza mai scadere nell’eccesso.

L’atmosfera è calda e familiare, come accadeva quando si celebravano le nozze in casa ed i parenti si adoperavano per portare sulle tavole il meglio che la nostra tradizione ha saputo elaborare.

Lo chef ed il suo staff ripropongono ad ogni evento il gusto ricco e variegato della gastronomia siciliana. I meravigliosi tavoli tematici confondono quasi, tra la bellezza delle composizioni, i colori spesso vivaci ed allettanti ed i profumi che promettono godimento alle papille gustative, dover scegliere è quasi impossibile, e l’assaggio di ogni singola pietanza è sempre un’esperienza di piacere.

Grande è l’attenzione alle materie prime utilizzate, prodotti esclusivamente siciliani, freschissimi e di alta qualità.

La scelta di presentare i piatti con etichette in lingua dialettale è quantomai felice, nessuna espressione altra linguistica può esprimere un concetto siculo.

In controtendenza alle lunghe perifrasi devianti con cui è moda raccontare i sapori (spesso poi deludenti rispetto ai panegirici introduttivi), qui la schiettezza vince e conquista senza dover cimentarsi in difficili interpretazioni, per cui, un esempio per tutti, i “badduzzi di patati” non possono dar adito ad equivoci.

Le connessioni qui sono il file rouge, territorio-cibo-cultura-sentire comune. L’estetica che attraversa ogni ambito dell’essere umano, consonamente alle attese che si innescano quando di Sicilia ci si vuole sfamare.

 L’agro e il dolce che un DNA multietnico contiene, in un microcontinente che non esaurisce mai il suo potenziale.

I Rummuli de La Casa del Grecale

La ricetta e l’introduzione gentilmente concessami dal personale della Casa.

Se vuoi conoscere davvero La Casa del Grecale, non puoi non assaggiare i Rummuli alla farina di Ciciri. La portata deve il suo nome alla forma che assume la pasta dopo il taglio, quella di un “rombo” letteralmente, ed ha origine proprio all’interno delle cucine della struttura, che vanta numerosissimi tentativi di imitazione.

Ecco quello che serve per preparare i Rummuli de La Casa del Grecale:

Per la pasta

. farina di ceci

. uova

. latte

. sale

Per il ripieno

. melanzane

. pomodorino ciliegino

. aglio

. basilico

. ricotta salata

La preparazione inizia con il composto per la pasta, uniamo quindi la farina con il sale e le uova, mischiandole con una frusta, senza creare grumi. Continuiamo a lavorare l’impasto aggiungendo a filo il latte a temperatura ambiente, fino ad ottenere una consistenza liquida simile al preparato per le crepes.

Ora possiamo dedicarci al ripieno iniziando con le melanzane, le tagliamo a fette sottili e lasciamo che scarichino il gusto amaro tipico lasciandole riposare per almeno mezz’ora in una bacinella con il sale. Una volta risciacquate, procediamo con la frittura delle melanzane. Nel frattempo, in una padella facciamo riscaldare un filo d’olio evo e aggiungiamo uno spicchio d’aglio in camicia, per poi unire il pomodorino ciliegino tagliato a metà. Appena il pomodoro si caramella aggiungiamo il basilico fresco tritato e spegniamo la fiamma. Dopo aver fatto riposare in frigo il composto di farina di ceci, prendiamo una padella che ungiamo con del burro e una volta ben calda aggiungiamo un mestolo del composto in maniera tale da creare le crepes. Una volta pronte, stendiamo all’interno della pasta le melanzane fritte, la salsa di pomodorino ciliegino, la ricotta salata ed il basilico. A questo punto arrotoliamo la pasta e la tagliamo trasversalmente per creare i “rummuli” (rombi). Ottenuti i nostri rombi, li disponiamo in una pirofila e li facciamo mantecare in forno, con un’aggiunta di parmigiano e noci di burro, fino a quanto la parte superiore non si dora. Si consiglia di farli riposare per mezz’ora, per poterli assaporare ancora meglio.

Last modified on Thursday, 12 January 2017 16:14