Le mie ricette
Menu
Sunday, 09 April 2017 12:05

Fimmini, masculi, ciambelle e lumìa....

Written by

Straordinario il lessico siciliano, esplicito e conciso nell’esprimere concetti rispetto alla lingua nazionale.

 Il limone "femminello" è un esempio di quanto appena affermato. La denominazione rimanda immediatamente alla caratteristica principale di questa varietà di agrumi, la vivace fertilità. Ma non è finita qui, ha ottenuto la nomenclatura di “femminello masculuni” la cultivar più vigorosa, dal maggior successo numerico in termini di produzione.

 “U masculu e a fimmina”, entrambi declinati al genere maschile, ma in questo caso non ci si può appellare al solito maschilismo, anzi, “u masculuni” subentra al femminello come rafforzativo, ma la potenza generatrice ha la radice “ fimmina”.

 Del limone sì che non si butta via nulla! Di questa varietà in special modo.                                                                                                                                                                                            

La sua buccia setosa, ricca di oli essenziali, avanza nell’albedo (la parte bianca, dolce e spugnosa) e questo fa da custode ad un succo dalle mille virtù.                                                                                                     

Appena la lama del coltello affonda tra gli strati a cercare la polpa, l’aria si inebria di un profumo fresco ed intenso.

Che scempio il solo pensiero di poter scartare anche un grammo di prodotto quando sono appena raccolti.

 Candire le bucce ad arte, per la lunga conservazione, è un lavoro che richiede tempo e dedizione, ma per soddisfare il desiderio nell’immediato, la golosità trova facilmente strade veloci ed alternative.                                   

Così anche un semplice impasto di ciambella assume una sua peculiare connotazione ed esalta altre materie prime eccellenti.

Il grano, esclusivamente biologico, seminato dagli agricoltori custodi e maturato dal sole di Sicilia. Quello dell’entroterra di Giuseppe Li Rosi, o le spighe del grano di Pippo Conti che racchiudono il profumo della mia montagna, , affidati, in entrambi casi, alla grande competenza di Paolo Caruso per gli aspetti scientifici.                                                                                                                                                                                             

Cruciale il passaggio dalla macina a pietra del mulino Damigella per diventare la farina che è arrivata alla mia cucina.

Il burro artigianale prodotto a Randazzo, senza alcun conservante, fatto con latte raccolto da allevamenti di zona, anche da quello di Andrea Di Nolfo, sottoposto da Rosita La Cava a rigorosissimi controlli (guai se nel suo caseificio, attivo da generazioni, gli standard qualitativi non siano altissimi!).

Le uova rigorosamente da galline libere di vivere all’aria aperta, che prima curava nonno Paolo, e adesso continuano a garantirmele papà e zio Nino.

I limoni me li ha regalati Fabrizio, che ha un bellissimo giardino in cui produce solo per sé ma tutto in biologico, e sa quanto io ne vada ghiotta.

Il cibo non deve essere quello che ci ritroviamo nel piatto, quanto tutto ciò che circonda e di cui dobbiamo avere cura, dall’ambiente, ai produttori ad ogni essere vivente che ne è coinvolto.

Ingredienti:

200   gr    zucchero di canna integrale

200   gr    burro artigianale

400    gr farina integra di timilìa

4        uova fresche

8        limoni varietà Femminello

una bustina di lievito bio per dolci

Un bicchiere di latte fresco intero

300   gr acqua

300   gr zucchero di canna per la canditura

 

Preparazione della ciambella:

Togliere il burro dal frigo, grattugiare la buccia di quattro limoni, unirla al burro, montare a crema con una frusta elettrica e lasciar riposare almeno un’ora (ideale fino al raggiungimento della temperatura ambiente).

Montare insieme uova zucchero per bene, aggiungere la farina poco alla volta, man mano che il composto si addensa versare il latte a filo in modo da non farlo indurire e renderlo lavorabile. Aggiungere la crema di burro e lavorare ancora l’impasto con le fruste, alla fine aggiungere il lievito.

Versare in uno stampo per ciambella precedentemente imburrato ed infarinato ed infornare a 180° per circa 45 min.

Canditura delle scorze di limone:

 Lavare per bene 4 limoni freschissimi, ricavare con l’aiuto di un coltello delle listarelle sottili dalla buccia ed una parte di bianco (circa 3mm di quest’ultima), far bollire circa 300 gr di acqua con altrettanto peso di zucchero, tuffarvi le bucce dei limoni e far bollire per circa 15 min; devono risultare morbide e dolci.

   Scolare, far raffreddare e decorare la ciambella una volta sfornata e fatta raffreddare.

Last modified on Sunday, 13 January 2019 19:09