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Cos’è la festa del carnevale, se non il momento in cui esprimere senza filtri la propria voglia di mettersi in mostra, di uscire fuori, allo scoperto, proprio mentre si indossa una maschera?

Le feste in maschera, o meglio, le maschere, sono le occasioni di sublimazione dell’ego, quel brevissimo lasso di tempo in cui le regole sociali cambiano e permettono di giocare ad essere ciò che si è o si aspira ad essere. 

Dall’antica Babilonia ed i suoi riti, alle antesterie greche e poi i saturnali romani, si festeggia con lo stesso moto di sovversione all’autorità il carnevale cristiano.

 

sardegna 2

        (Carnevale in Sardegna , foto http://www.flickr.com/photos/bautisterias/32303105432/ )

 

Rituali dissacranti e blasfemi, attuati persino dalle stesse istituzioni religiose contro le stesse. La creazione del caos ritenuto necessario passaggio verso l’evoluzione della specie e della società. Scandagliare e verificare i limiti della follia in assenza di regole, per tornare ad una apparente regolarità.

Schiavi che diventavano re per un giorno, e padroni che si piegavano alla volontà dei loro schiavi quasi lo desiderassero da un intero anno. Salvo poi, che lo stesso schiavo-re, a conclusione dei folli riti, veniva ucciso.(1*)

Cosa rimane nel 2019 di quei riti? 

Probabilmente la componente più importante del pensiero medievale, che diede il nuovo nome a quei riti, i contemporanei “carnascialeschi”. 

Il dialetto, come sempre, rende il concetto più esplicito ed immediato 

Carnaluvari - Carni ha luvari - a Carni ha lassari”.

Poco meno di una settimana in cui dare sfogo a gola ed ogni altro senso per piombare  nella quaresima, il diniego delle carni.

 

Sardegna

(Foto tratta da sardegnainfesta.com) 

Perché? Perché la Carne è il piacere per antonomasia. La fonte di tutti i mali e di tutti i peccati, il piacere è della Carne e nella Carne. 

Il cristianesimo ha scisso l’unità che è l’uomo di corpo e spirito. Dove l’ultimo raggiunge lo stato di esaltazione solo non compromettendosi con le esigenze del primo.

 Da questa innaturale ed inumana separazione, sorgono le frustrazioni che hanno permesso ai capi della chiesa di tenere soggiogato l’uomo, dal medioevo degli albori a quello odierno.

Le maschere ci inquietano ed allo stesso tempo ci attraggono, perché dietro di esse pulsano i nostri desideri.

 

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(Scena dal fiml Eyes wide shut di Stanley Kubrick) 

 

 

(1*) http://cedocsv.blogspot.com/2014/03/il-carnevale-dai-saturnali-alla-festa.html

 

 FRITTELLE DI “CARNALUVARI” (ovvero prima di privarsi dei piaceri)

 

INGREDIENTI

400 gr      farina di Maiorca 

450 ml     acqua tiepida

250 ml     latte fresco

200 ml     miele fior d’arancio

20 gr.       olio extravergine d’oliva

1 gr.        lievito di birra fresco

1            cucchiaio zucchero grezzo di canna

1            pizzico di sale aromatizzato zenzero e limone “I sapori di Regalpietra”

Cannella in polvere

Olio di semi di arachide per friggere

  PREPARAZIONE

 

  • Sciolgliere il lievito in parte dell’acqua tiepida. 
  • Della restante acqua prelevarne una tazzina in cui sciogliere il sale.

 

 

sale limone

 

  • Scaldare poco anche il latte fresco, e versare il lievito sciolto, l’acqua rimanente e lo zucchero. Miscelare per bene.
  • Versare a pioggia la farina e mescolare con una frusta, quasi alla fine aggiungere l’olio d’oliva e l’acqua in cui è stato sciolto il sale.
  • Mescolare fin quando la risulterà una pastella liscia ed omogenea

 

pastella

 

  • Coprire con pellicola e lasciar lievitare per almeno 3 ore.
  • Quando l’impasto avrà raddoppiato il volume, friggere in abbondante olio bollente, a doratura, scolare e poggiare su un vassoio con carta assorbente.

 

in frittura

 

  • Scaldare a bagnomaria il miele insieme a 200 ml d’acqua, cospargere le frittelle con cannella ed abbondante miele caldo e servire.

 

frittella singola

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Tuesday, 22 January 2019 06:56

Torta con crema alle nocciole

L’adolescenza è quel periodo dell’esistenza che si può affrontare solo in due modalità, sentirsi sopraffatti oppure onnipotenti.

Io, l’ho vissuta seguendo la seconda opzione. 

Questo senso di onnipotenza derivava dal fatto che alle spalle si avessero delle famiglie che ci coccolavano come fossimo ancora bambini. 

 

Intera diagonale

 

 

Grazie a loro, sia io che le mie compagnie, disponevamo sempre di quella modesta quantità di soldi che ci permetteva di acquistare e provare tutte le novità dell’industria alimentare, reclamate nell’ultimo spot (quindi la pubblicità aveva appieno centrato i suoi obiettivi).

Pomeriggi e serate trascorse ad ingurgitare di tutto. Sì, lo ammetto, ho avuto eccome un passato da alimentazione assolutamente non sana!

Fortunatamente però ero circondata da persone sane, molti adulti che mi indirizzavano a quella che sarebbe diventata la mia strada.

 

DSC01468

 

Io avevo già la passione per la cucina, che esprimevo specialmente nella pasticceria casalinga. 

Una ricetta che da allora mi porto dietro è quella della torta di nocciole. La preparò la mamma di un’amica per il suo compleanno, mi pare che ne avessimo 16 di anni allora. Lo stupore dove non mi sarei aspettata. Le chiesi immediatamente la ricetta, appena la assaggiai (e visto che mi dovetti limitare ad una solo fetta!).

 

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Il più elaborato prodotto dolciario da banco del supermercato, non ha retto negli anni il confronto col più semplice pan di spagna dove predomina il gusto legnoso della nocciola. 

 

nocciole in ciotola

 

 

Certo, la mia indole continua a propendere per la golosità estrema, e infatti quella ricetta negli anni l’ho rivista. Non che semplice non sia già buonissima, ma provate questa versione squisita con il cuore di crema al cioccolato e nocciole. 

 

       

         INGREDIENTI

      Per la torta

  160 gr farina di maiorca Molino Amoruso

   200 gr nocciole tostate

   160 gr zucchero di canna

   150 gr burro

   125 gr fecola di patate bio

   4 uova

   1 bustina lievito per dolci bio

   1 pizzico di sale integrale 

      Per la crema di nocciole

 

    160 gr latte

    200 gr cioccolato fondente

    150 gr nocciole

    160 gr zucchero

     90 gr olio d’oliva

           PREPARAZIONE

        Crema di nocciole

 

  • Tritare in un mixer abbastanza potente le nocciole con lo zucchero, aggiungere il cioccolato ridotto in piccoli pezzi e tritare tutto insieme fino ad ottenere una pasta uniforme. 
  • Versare a filo il latte, sempre con il robot azionato, e poi l’olio d’oliva.
  • Continuare ad emulsionare finchè la crema sarà densa e corposa.

         Impasto torta

  • Tritare finemente le nocciole per ottenere una farina. 
  • Sciogliere il burro a bagnomaria e lasciar raffreddare.
  • Sbattere con una frusta elettrica alla massima velocità tuorli, zucchero ed il pizzico di sale, per circa un quarto d’ora e fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
  • Setacciare la farina con il lievito ed aggiungere poco alla volta alle uova, mescolando con un cucchiaio, lentamente e dal basso verso l’alto.
  • Procedere allo stesso modo con la farina di nocciole.
  • Alla fine amalgamare per bene il burro.
  • Imburrare ed infarinare una teglia del diametro non superiore a 24 cm.
  • Versare metà del composto, alternare con uno strato interno di crema alle nocciole e ricoprire con l’altra metà.
  • Infornare a forno preriscaldato a 180° per circa 45 min.
  • Spolverare con cacao amaro in polvere

 

 

            impasto 1impasto 2impasto 3

 

 

 

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Wednesday, 19 December 2018 11:44

Ciambella all'arancia e cioccolato.

L’olio essenziale degli agrumi siciliani, che si esprime in fragranza, cadenza le stagioni.

Esplode quando i polpastrelli scostano la buccia, o la lama del coltello la ferisce. 

Il limone fiorisce le quattro stagioni, ma verdello è estate.

 

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 Le arance, la bionda arriva nel tardo autunno per lasciare in inverno ampio spazio al sanguigno tarocco, il mio preferito.

 Il mandarino addobbava il presepe, quando questo era povero. Le suore, al convento delle mie zie, usano ancora così.

 

presepe mandarini

Le scorze degli agrumi possiedono un valore inestimabile, quasi mistico, e mille virtù.  Largo è il loro impiego in cucina, col dolce e col salato, regalando sentori di spiccata mediterraneità.

Utilizzare la buccia di un agrume vuol dire però essere coscienti che questa non sia stata trattata, o tutti gli effetti saranno vanificati. 

Giosuè Arcoria, giovane agricoltore che da 20 anni porta avanti l’azienda di famiglia, da sempre nel settore agrumicolo, è più che un fornitore di fiducia. La sua produzione biologica di arance che crescono guardando l’Etna, risente della passione con cui egli stesso se ne prende cura. La scorza dei suoi agrumi è schietta quanto lui, e onora le mie pietanze.

 

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Dalla città barocca capitale del cioccolato, Modica, Giovanni Cicero sperimenta continuamente su cacao, esotico secolarmente ambientato, e carrubo, autoctono racconto di un paesaggio mitico.

Ciokarrua infatti ha nome la sua officina, mia prediletta fabbrica del cioccolato.

cioccolata

Una farina di grano maiorca fine, che non vuol dire raffinata bensì semi integrale, è quella che mi ha fatto recapitare Gaetano Amoruso. Il suo mulino macina a pietra e no, in ogni caso ad arte. 

 

crusca 2

E macina grani biologici, che coltiva nel territorio di Agira (EN), dove clima, terreno e semi di grani fanno l’amore.

 

D’inverno il forno s’accende ben volentieri, il profumo degli agrumi che invade d’un tratto la cucina mette di buon umore, la cioccolata è una coccola irrinunciabile. Il grano tenero, lo dice la stessa definizione, pretende che gli rendiamo tenerezza come sofficità, quella di un dolce che tutti possono permettersi, ma che certamente con grande qualità di materia prima, cambia status. 

 

INGREDIENTI

 

  • 250 gr farina di maiorca semi integrale MOLINO AMORUSO
  • 200 gr zucchero di canna integrale
  •   70 gr latte fresco intero
  • 3 uova
  • 100 gr burro artigianale Caseificio LA CAVA
  • 150 gr cioccolata CIOKARRUA
  • 1 cucchiaio cacao amaro in polvere
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 2 arance biologiche Az. AGRICOLA ARCORIA
  • 1 bustina lievito bio

 

etichetta amoruso

 

PREPARAZIONE

 

Nella planetaria versare le uova e la buccia grattugiata finemente delle arance, aggiungere lo zucchero ed impastare a velocità moderata per circa 15 min. Nel frattempo tagliare in due metà la bacca, prelevarne la polpa ed aggiungere.

Sciogliere il burro a bagnomaria e lasciar raffreddare.

Al composto di uova e zucchero, aggiungere a cucchiate la farina, poco per volta, procedere alternando alla farina anche il latte ed il burro, affinché il composto si mantenga sempre morbido.  

Per ultimi, il cacao in polvere ed il lievito.

Ridurre a scaglie la cioccolata con un coltello, staccare la ciotola dalla planetaria, ed amalgamare l’ultimo ingrediente con l’aiuto di un cucchiaio.

Foderare la tortiera con burro e farina, versare lentamente l’impasto e cuocere a forno preriscaldato a 180° per circa 40 min.

 

 

 

 

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Tuesday, 20 November 2018 10:18

Pizza in teglia di grani antichi

Quanto vale l’improvvisazione in un’ambito tanto delicato quale quello dei lievitati?

Personalmente ritengo nulla o quasi.

Lo sanno bene, molto bene, gli stessi addetti ai lavori (seri) che nonostante pratichino da anni l’arte bianca, si trovano a dover ammettere la propria impreparazione quando si cimentano nell’utilizzo delle farine da grani antichi siciliani.

pane in lievitazione 2

 

Francesco Arena, ormai esperto bakery chef in materia di grani antichi, ha egli stesso raccontato, durante il corso del 16 novembre, che quando iniziò le prime sperimentazioni con semole integre da grani antichi siciliani, gli sembrava impossibile poterci lavorare.

 

marco e francesco 2

 

La conosco benissimo quella semi-disperazione, io che non ero nemmeno del mestiere, amatrice appassionata di impasti, lievito madre e lievitazione, che sprofondavo nello sconforto ai primi tentativi di impasto coi grani antichi.

Eppure avevo seguito dei corsi, studiavo dai libri. E tutto filava liscio fin quando si trattava di miscelare comune semola di grano duro e 00.

 

marco e io 2

 

Ma la voglia di vincere la sfida era più forte di ogni sconfitta, il desiderio di nutrirmi degli straordinari grani di Sicilia ha fatto sì che trovassi la via. Una delle poche che posso essere certa di non abbandonare più.

 

condiamo la pizza 2

 

Certo, trovare mulini che con la loro esperienza e passione riescano a molire farine di alta qualità, è fondamentale alla riuscita delle ricette.

Con i prodotti dei Molini Riggi,( http://www.moliniriggi.it/prodotti/) certamente è più semplice trovare equilibri nelle dosi ed una giusta elasticità negli impasti.

Francesco Arena poi ne è assodato praticante, anche per questo tutto quello che abbiamo creato durante il corso era davvero speciale. O forse anche perché Marco Riggi, proprietario del mulino, era lì a coccolare con lo sguardo le sue farine?!

 

stesura pizza 2

Tumminia, Perciasacchi, Maiorca, Russello, Bidì, le varietà di semole del molino; per la pizza però ho scelto di miscelare Maiorca e Bidì, ne pregustavo già la fragranza.

Il gusto fresco e crudo del pomodoro Casa Morana, la mozzarella per pizza del Caseificio La Cava, ed un il filo d’olio evo Grottafumata, a condire ed esaltare il profumo dei migliori grani antichi siciliani.

 

caseificio la cava 2

 

 

Pizza in teglia con farine da grani antichi siciliani maiorca e bidì

300 gr farina di maiorca Molini Riggi

700 gr farina di bidì Molini Riggi

600/700 gr acqua

20 gr sale marino

5 gr  miele

5 gr lievito di birra

PREPARAZIONE

Sciogliere il lievito sbriciolato in acqua, aggiungere il miele, sciogliere.

Miscelare le due varietà di farine, versare nell’acqua poco per volta, impastare  nella planetaria per 20/25 minuti aggiungendo verso la fine il sale.

Far riposare l'impasto per 30 minuti in una ciotola coperta da pellicola. Spezzare l'impasto e formare più panetti. 

Riporre in un contenitore e sistemare in frigo per 12/18 ore. 

Stendere su teglia, condire a piacere ed infornare a 250°

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