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Bucciddatu o cucciddatu, o altre varianti a seconda dell’area linguistica.

Il panettone in Sicilia è una assoluta modernità.

 Vero dolce della tradizione natalizia regionale, è una bellissima corona decorata, colorata di canditi e farcita con frutta secca, fichi, uva passa, spezie, marmellata di arance. Espressione della biodiversità agraria siciliana.

Il bucciddatu era il re delle festività natalizie, ma molti altri dolci sono simbolo del più atteso evento dell’anno.

Alcuni hanno nomi incomprensibili anche per chi ancora li pronuncia, come i tirrimmulluri che si preparano a Randazzo (Ct), sull’Etna (https://bit.ly/391Z2vO). Ma è solo uno dei tanti modi di indicare gli antichi dolci a base di mosto cotto

 

tirrimmulluri

 

 

Più conosciuti in tutta la regione col nome mostaccioli,

mostaccioli Musumeci

(Mostaccioli della Pasticceria Musumeci di Randazzo, Ct)

 

anche se questi presentano varianti con miele al posto del mosto cottoo si differenziano nettamente come quelli di Erice (https://bit.ly/2ECbrJ4)

 

 

mostaccioli Erice

( I mostaccioli eicini di Maria Grammatico)

 

  Se invece la base dell’impasto è la frutta secca, entriamo nell’area dei nucattuli, ancora ampiamente diffusi nella regione, con le relative distinzioni tra aree geografiche. (Una ricetta alternativa qui https://bit.ly/2Meiewv

 

 

cantucci

 

Pezzetti croccanti di torrone, e gommose formine di mostarda d’uva (https://bit.ly/2Q6WG6h) e cotognata completavano il quadro della natività siciliana.

 

mostarda e cotognata

  

 Raccontare i dolci della tradizione siciliana, qualunque sia il dolce, qualunque sia il luogo in cui ha avuto origine, significa raccontare la storia di un popolo nei suoi aspetti sociali ed antropologici, e sviscerare il vissuto di una comunità ed il suo rapporto di scambio con il territorio e le materie prime

 

torrone 

  

La pasticceria casalinga siciliana è emblema e sintesi dell'evoluzione di una cultura in cui convergono le influenze di molte altre culture, di tutte quelle che hanno dominato un popolo che, sebbene sottomesso, si è espresso riversando nel rapporto con il cibo, dalla produzione delle materie prime alla tavola, il suo modo di essere e di relazionarsi con gli altri e con ogni sfera che attenga alla vita umana.

La religione ha un ruolo cruciale in questo percorso a ritroso.

Il dolce è consolazione, ricompensa, è la carezza che non trovava coraggio né spazio tra il duro lavoro quotidiano. 

 

cotognata pezzetti

 

Sebbene la cultura fosse quella della gestualità ostentata, espressione di personalità forti e mezzo grazie al quale costruire la propria identità, era spesso solo lì, nel sostegno alla comunicazione verbale e nel lavoro che aveva campo di azione.

In quel contesto culturale, esternare i propri sentimenti non era cosa semplice, anzi era forse considerato sintomo di debolezza. 

La società patriarcale, in cui i bambini non vivevano appieno la loro infanzia poiché vi era la necessità che diventassero presto adulti, esigeva rigore e non lasciava spazio ai sentimentalismi, perchè braccia che lavorassero servivano meglio delle carezze.

Ma in quello stesso contesto, dove così ferrea era l'osservanza delle regole religiose, che spesso imponevano la privazione dei piaceri del corpo, la gola come la lussuria non riuscivano ad essere domate. 

Ed il dolce diventa trasgressione e peccato, ma non si può farne a meno, così lo si riconduce alla sfera del lecito e per fare ciò si offre a quella stessa divinità che vieta di godere dei piaceri del palato, perchè, se lo si condivide non è più peccato. 

 

lune

( Le Lune, dolce di Natale tipico di Paternò, Ct)

Ad ogni festa del calendario liturgico religioso, ogni paese della Sicilia dedica il meglio che le antiche massaie riuscirono a tirar fuori dagli ingredienti di cui disponevano, per offrire ad adulti e piccini quella carezza di cui tutti, almeno ogni tanto, hanno bisogno.

Così ancora oggi, con buccellati, mostaccioli, torroni, perpetuiamo il rito di farci coccolare dalle tante prelibatezze che vogliono significare il Natale.

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Thursday, 12 December 2019 09:25

Linguine al Gambero Rosso di Mazara

Rubino di Sicilia, il gambero rosso di Mazara del Vallo è tesoro che vive nei fondali del Mediterraneo, patrimonio dell’isola Sicilia.

 Rosso brillante ed intenso, polpa dolce, compatta e assai saporita, merito dei fondali fangosi in cui alloggia, e delle forti correnti del mare da cui è accarezzato. 

 

gamberi colapasta

 

 

Crostaceo prezioso, ricercato in tutto il mondo.

La ricetta delle linguine al gambero rosso di Mazara è tra le più apprezzate, 

Il sapore unico del gambero rosso si rivela al massimo in ogni sua versione. 

Ma il sughetto salino che ne viene fuori, ha dichiarato amore alle linguine integrali di perciasacchi Antichi Granai, così ruvide da raccogliere e trattenere il sapore del condimento in modo eccellente.

Acquistabili al link  https://www.antichigranai.com/shop/pasta-integrale-di-perciasacchi-biologica/

La ricetta si prepara con semplicità. Una volta ripulito per bene il crostaceo, anche i tempi di cottura si rivelano non molto lunghi.

Il risultato è da dieci e lode, come sempre accade quando si impiegano tutte materie prime di altissima qualità. 

 

copertina1

 

 

INGREDIENTI

250 gr linguine perciasacchi integrali Antichi Granai

500 gr gambero Rosso di Mazara freschissimo

1 spicchio di aglio

½ bicchiere di buon vino bianco secco

Olio extravergine d’oliva

Prezzemolo

Sale

 

 

PREPARAZIONE

 

Pulire i gamberi eliminando la corazza esterna ed il budello, mettere da parte le teste.

 

teste in vaschetta

 

 

Lavare per bene.

 

 

sgusciati in vaschetta

 

 

Riempire il fondo di una padella con l’olio, schiacciare l’aglio e lasciarlo rosolare il padella a fuoco medio.

 

teste in padella

 

Versare le teste dei gamberi, far cuocere un po' e pressarle con un cucchiaio per farne fuoriuscire gli umori (circa 8 min).

 

 

teste in padella cotte

 

Con un mestolo forato, eliminare dalla padella le teste dei gamberi, facendo gocciolare bene.

 

colatura teste

 

Aggiungere i gamberi, sfumare con il vino bianco. Dopo qualche minuto abbassare la fiamma e coprire con un coperchio, in modo che si trattenga l’umidità del sughetto.

 

vino bianco

Cuocere le linguine, due minuti prima della fine della cottura, con un mestolo raccogli pasta versare direttamente dalla pentola alla padella. Alzare la fiamma ed amalgamare il tutto, aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua di cottura.

 

pasta in padella primo piano

 

Tritare il prezzemolo e spargere a fine cottura.

 

 

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Ed ora che l’inverno più gelido è arrivato, bisogna fare approvvigionamento di legumi e verdure, per fronteggiare in modo sano l’aumentata richiesta di energie da parte del nostro corpo.

Variare e colorare l’alimentazione d’inverno, è un pò più difficile.

 Per questo, con l’azienda agricola Antichi Granai, che oltre al grano biologico siciliano produce le varietà tradizionali di legumi,

 stiamo mettendo a punto una serie di mix pensati proprio per rendere variegata la nostra dieta, rispettando la biodiversità siciliana.

Abbiamo miscelato legumi e cereali, creando una nuova linea, le zuppe.

Più gustose proprio perché si sommano diverse varietà dello stesso legume ad un cereale. 

Questi diventano la base per creare infinite ricette. Adesso che il freddo fa da padrone, accendere la fiamma in cucina per una o due ore, diventa veramente piacevole!

Gli ortaggi e le verdure invernali possono combinarsi a seconda dei gusti e, naturalmente della disponibilità nella propria zona. Io ho usato una varietà di cavolo che semina mio padre nel mio orto, ma può essere facilmente sostituito da altre tipologie. 

 

zucca e cavolo crudi

Le zuppe arricchite di altri vegetali, diventano un ricco piatto unico, che scalda e nutre in maniera ottimale.

La prima ricetta della linea di zuppe, impiega il misto ceci e farro. Ceci pascià, ceci neri, e farro.

Insieme alla zucca, regina dell’inverno, e al cavolo, potente antitumorale.

INGREDIENTI per 4 persone

300 gr zuppa

400 gr zucca già pulita

500 gr cavolo nero (o altra varietà)

2 cipolle fresche

2 pomodori pelati

Sale 

Olio extravergine d’oliva

2 litri acqua

PREPARAZIONE

La zuppa di ceci prevede almeno 12 ore di ammollo (ideale 24).

Tagliare a rondelle la cipollina fresca, in un tegame dai bordi alti versare sul fondo l’olio, far scaldare e versare la cipolla e, dopo pochi minuti, il pomodoro. 

 

cipolla e pomodoro

 

Nel frattempo tagliare a dadini la zucca già ripulita dalla buccia e dai semi, e versare in pentola. Mescolare con il soffritto di cipolla e pomodoro e lasciare insaporire per circa 10 min.

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 Scolare e sciacquare per bene la zuppa, aggiungere alla zucca ed al resto del soffritto, mettere il coperchio e fare rosolare, rimestando ogni tanto, per 20 min.

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Far bollire 2 litri d’acqua.

 Mondare e lavare per bene le foglie di cavolo nero, scolare e tagliare a listarelle sottili. 

Trascorsi i 20 min, aggiungere l’acqua bollente alla zuppa (circa un litro e mezzo tenendo il resto nell’eventualità si asciughi troppo).

Trascorsi i 20 min, aggiungere l’acqua bollente alla zuppa (circa un litro e mezzo tenendo il resto nell’eventualità si asciughi troppo).

Quando l’acqua riprende il bollore, aggiungere il cavolo nero.

 

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Cuocere la zuppa a fuoco moderato per circa 2 ore, rimestando ogni tanto ed aggiustando di sale.

 

zuppa finita

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 Ora può capitare, e capita sempre più spesso, che alcune famiglie siano divise dalla scelta della pasta da consumare. Chi si è convertito all’integrale (in genere è la donna ad essere più sensibile al richiamo della genuinità), chi invece considera roba da dieta dimagrante la pasta scura (il resto della famiglia!).

Per stimolare i più scettici, al consumo della pasta prodotta con farina integra, si può ricorrere alla via di mezzo, la linea semintegrale dell’azienda Antichi Granai.

Ha colore e sapore meno “aggressivi” per chi non è abituato al vero gusto del chicco di grano

Grano

 

La semola di grano antico siciliano perciasacchi, viene molita a pietra senza asportazione del germe, conservando così tutte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del grano. Proteine, vitamine (B1,B2,PP,B6), magnesio, calcio, ferro, sali minerali ed altri oligoelementi naturalmente presenti nel germe sono assimilati dall’organismo quando scegliamo di consumare abitualmente i prodotti integrali o semintegrali.

 

macine

L’idea errata, che si è diffusa negli ultimi decenni, sulla superiore bontà della pasta bianca, è solo uno dei tanti successi dell’industria alimentare che ha voluto l’appiattimento del gusto.

Un filo di buon olio extravergine d’oliva deve ad esaltare il gusto pieno e variegato della pasta Antichi Granai.

Ma cimentarsi in ricette stagionali sempre diverse appaga sicuramente di più, ed accelera il processo di accettazione e gradimento in tutta la famiglia!

 

Antichi Granai

 

 

   INGREDIENTI

400 gr penne di perciasacchi semintegrali Antichi Granai

100 gr farina integrale perciasacchi Antichi Granai

200 gr alici freschissime già pulite

  30 gr uva passa siciliana

    6 carciofi

    1 limone

Mezzo bicchiere di vino bianco

Sale integrale siciliano

Olio evo 

  PREPARAZIONE

  • Sciacquare l’uvetta in un colino e poi ammollare in acqua tiepida per circa 20-30 min., dopodichè strizzare ed asciugare.
  • Lavare per bene le alici con acqua e sale, far asciugare tutta l’acqua tamponandole con carta assorbente.
  • Mondare i carciofi ricavando la parte più tenera, i cuori. Tagliarli a spicchi e lasciare in acqua fredda e succo di limone per circa 15 minuti.
  •  Scolare, asciugare per bene sotto l’acqua corrente. 

 

penne rigate semintegrali perciasacchi

 

  • Scaldare l’olio in una padella antiaderente, appena è ben caldo versare i carciofi e l’uvetta, rosolare circa 5 min, aumentare la fiamma e sfumare con il vino bianco, rimoderare la fiamma e completare la cottura. Spegnere e lasciare nella stessa padella.

 

farina perciasacchi

 

  • Nel frattempo, passare le alici ben asciutte nella farina di perciasacchi, scuoterle in uno scolapasta per eliminare la farina in eccesso e friggerle in olio bollente. Appena cotte, con una paletta forata, raccogliere e passarle nella padella con i carciofi. Con una paletta di legno mescolare per amalgamare il condimento.

 

 

pesci in frittura

 

  • Bollire l’acqua a cuocere la pasta al dente, riavviare la fiamma della padella e man mano versarvi la pasta. Continuare gli ultimi minuti di cottura delle penne in padella, aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua di cottura.

 

tutto insieme

 

  • Completare il piatto a piacimento con prezzemolo tritato o finocchietto.

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Una miscela di farine da grani antichi siciliani sta conquistando panifici e pizzerie in numero sempre maggiore, è Rosso di Sicilia, prodotto di punta della gamma “Le farine di Giovanni Billeri”.

La lunga esperienza nella molitura di Giovanni Billeri, lo ha condotto nella ricerca di una miscela perfetta per il suo ideale di pane, l’omonimo Rosso di Sicilia. Giovanni ha selezionato alcune varietà di grani antichi siciliani, per poi bilanciare le percentuali nelle farine e creare un perfetto equilibrio di sapori e profumi, esaltato dalla macina a pietra.

 

logo

 

La versatilità della farina Rosso di Sicilia, facilita nell’ideare ricette sempre diverse, che siano nuove o personalizzazioni di quelle già esistenti.

Questa volta l’input è dato dal desiderio di poter portare fuori casa uno snack genuino, privo di conservanti e additivi e comunque a medio-lunga conservazione.

Così ho ideato i crackers aromatizzati, che mi supportano, insieme alla frutta secca, negli spuntini che intercorrono tra i pasti principali.

 

profilo

Quando si trascorrono intere giornate fuori per lavoro, è altissimo il rischio di avere attacchi di fame ed acquistare la prima cosa che ci capiti a tiro, ovvero prodotti industriali ricchi di sostanze per niente nutrienti e anzi nocive.

I crackers non subiscono gli effetti da sbalzi di temperature, per questo possono essere portati sempre in borsa con noi, placando la fame improvvisa senza intaccare la forma fisica.

A casa naturalmente si spalmano di qualunque cosa ci faccia gola! Dai formaggi freschi, ai patè; dalla marmellata alle creme dolci.

Nella ricetta che segue ho inserito una polvere di agrumi e finocchietto selvatico, aromi siciliani preparati da Sapori di Regalpetra, proprio perché ho pensato ad un consumo senza aggiunta di altri ingredienti, facendo sì che risultino più appetitosi.

 

polvere interno

 

      Ingredienti

260 gr  farina Rosso di Sicilia

180 gr  acqua

   1  gr  lievito di birra

   1       cucchiaio olio evo bio

   1       cucchiaino sale

   1       cucchiaio polvere di agrumi e finocchietto Regalpetra ( a piacere)

         PREPARAZIONE

  • Scaldare poco l’acqua, appena è tiepida sbriciolarvi il lievito e sciogliere bene.

 

farina e aromi

 

  • In una ciotola capiente versare la farina, aggiungere il cucchiaio di aromi e miscelare. Versare l’acqua con il lievito ed iniziare ad impastare, alla fine aggiungere l’olio ed il sale , continuare ad impastare finché diventa liscio ed elastico.
  • Coprire con una pellicola e lasciare a riposare tre ore circa.

 

panetto e rotella

 

  • Riprendere l’impasto, suddividerlo in panetti, stendere con il matterello delle lunghe strisce rettangolari, dello spessore di 2-3 millimetri.

 

 

striscia intera

 

 

  • Suddividere i crackers con un coltello affilato o una rondella, tagliando prima in maniera decisa per formare il singolo cracker e poi delicatamente procedere con un unica linea orizzontale al centro per creare il punto di divisione.

 

sul tagliere

 

  • Bucherellare con uno stuzzicadenti le superfici, sistemare su una teglia ricoperta da carta da forno e far cuocere a 180° per 10- 15 min.

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La farina di Giovanni Billeri, Rosso di Sicilia, conquista ogni giorno nuovi professionisti del settore, ammaliati dalla moltitudine di profumi e sapori che questa miscela di farine riesce a sprigionare.

 

logo

 

Oltre alla ricetta quasi standardizzata che Giovanni ha voluto per il suo pane, di cui abbiamo già parlato nell’articolo precedente (https://federicagenovese.com/index.php/le-mie-ricette/item/121-ricetta-pan-di-patate), è interessante “giocare” ad impastare con la semola da grani antichi siciliani Rosso di Sicilia. Lo si può definire un gioco quasi di magia, perché i profumi che esprime ogni volta si combini Rosso di Sicilia con ingredienti diversi, sempre diversi, lasciano stupefatti.

 

in forno

La semola integra macinata a pietra, deriva da una personale selezione di Giovanni. Una miscela unica da lui brevettata, che diventa sempre più apprezzata non solo da panificatori e pizzaioli.

 

giovanni

Una ricetta facile per preparare le scacce ragusane con Rosso di Sicilia, è quella di base che ho trascritto sotto. Il ripieno è quello tradizionale, ma ho voluto elaborare l’impasto per lasciare spazio alla vostra fantasia. 

        SCACCE RAGUSANE

 

 

copertina

 

    INGREDIENTI

  Impasto

 

500 gr semola Rosso di Sicilia

300 ml acqua

    3 cucchiai vino bianco

    3 cucchiai olio d’oliva

    5 gr lievito di birra

  15 gr sale marino di Trapani

Succo di un limone

   Ripieno

2  grandi cipolle rosse

500 ml passata di pomodoro bio

200 gr caciocavallo grattugiato

Olio evo

Sale

     PREPARAZIONE

    L’impasto

Sciogliere il lievito fresco sbriciolato nell’acqua intiepidita.

Sistemare la farina nell’impastatrice ed avviare la macchina, versare lentamente l’acqua, il succo di limone, il vino. Impastare per qualche minuto aggiungendo alla fine il sale e l’olio d’oliva. Quando l’impasto sarà liscio ed elastico, riporre per un paio d’ore una ciotola e sigillare.

Il ripieno

Affettare finemente le cipolle e soffriggerle, unire la passata di pomodoro e proseguire la cottura aggiustando di sale.

  Assemblaggio

Stendere la pasta con il matterello fino a realizzare una sfoglia molto sottile, dalla forma rettangolare da suddividere poi quadrati.

Versare al centro della pasta il pomodoro, spolverare con il caciocavallo

 

aperta con salsa

 

 A questo punto ripiegare le due fasce laterali verso l’interno.

 

chiusa in due

 

 

Infine ripiegare a libro le due parti.

 

chiusa intera

 

Spennellare con altro olio evo e infornare per circa 30 min a 200°.

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Ci sono diversi modi di interpretare la cucina, intendendo con il verbo cucinare il rapporto che si instaura tra una data persona e l’universo cibo, dal seme primordiale all’ultimo ritrovato della tecnologia per la cottura o trasformazione o conservazione di un alimento.

Ma l’aspetto psicologico è quello più incidente nella relazione cibo- uomo, dove l’appagamento deve invadere tutti i campi sensoriali (nei paesi Sovra-sviluppati chiaramente).

Se hai fame, ed hai in dispensa un prodotto di alta qualità come la pasta da grani antichi siciliani Antichi Granai, basta una cottura al dente ed un filo d’olio extravergine d’oliva per un pasto appagante.

 

Fusilli 1

Se, oltre all’appetito, c’è voglia di mettersi alla prova, con i sapori, gli accostamenti, i colori, allora tutto diventa un gioco. Oppure una sfida, a fare sempre meglio, ad esprimere attraverso i cibi la propria creatività.

I fusilli già esprimono allegria per la loro forma. Una spirale che diventa perfetta per intrappolare la tonalità di gusto scelta.

Il cavolo, in genere, è sempre una scelta opportuna viste le sue proprietà nutrizionali, farlo apprezzare proprio a tutti è la parte un pò più delicata. Ma in un gioco di equilibrati contrasti e gioiosi colori, sono quasi certa di poter conquistare quantomeno la curiosità di molti.

 

cavolo sul tagliere

La tumminia è un grano dal sapore deciso, che si contraddistingue rispetto alle altre varietà. Per questo non va bene con tutto.

Per questo dovete assolutamente provare questa ricetta. 

 

 

copertina

     INGREDIENTI

400 gr fusilli di tumminia Antichi Granai

1/2      cavolo viola

40 gr   noci

150 gr pecorino stagionato grattugiato

1         bustina zafferano in povere

25 ml  latte

1        spicchio di aglio

1/2     bicchiere di vino bianco

aghi di rosmarino

olio evo

sale marino di Trapani

      PREPARAZIONE

  • Mondare e lavare il cavolo verza, tagliarlo a listarelle.

 

 caVolo 1

  • Sistemarlo in un tegame capiente con i bordi bassi, aggiungere un bicchiere d’acqua, coprire con il coperchio e far cuocere a fuoco basso.

 

in tegame

 

 

  • Scolare raccogliendo in un recipiente il liquido di cottura, lasciare nel colapasta ad asciugare. 
  • Nello stesso tegame, versare l’olio d’oliva a ricoprire tutto il fondo, aggiungere uno spicchio d’aglio e far rosolare. Aggiungere il cavolo e soffriggere per fare insaporire, sfumando con il vino bianco.

 

in padella con aglio

 

 

  • Quando sarà ben rosolato, trasferire tutto in un recipiente dai bordi alti, versare un pò del liquido di cottura precedentemente messo da parte, un pizzico di sale e frullare. Aggiungere alla purea di cavolo le noci e qualche ago di rosmarino, aggiustando ancora di sale se necessario, e frullare ancora tutto finché si ottiene una crema.

 

boccale mixer

 

 

  • Durante la cottura della pasta, preparare il formaggio aromatizzato.
  • In un padellino antiaderente, versare il pecorino e lo zafferano, quando è molto caldo aggiungere il latte e far sciogliere tenendolo ancora sul fuoco a fiamma media per qualche qualche minuto. Quando si sarà rappreso, far raffreddare e sbriciolare con le dita.

 

pecorino in padella

 

  •  Scolare la pasta al dente, mantecare qualche minuto con la crema di cavolo viola, impiattare ed insaporire con le briciole di pecorino.

Antichi Granai

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Sunday, 17 March 2019 11:19

Sfince di San Giuseppe

Sono giorni, questi, in cui le strade attigue alle pasticcerie siciliane, da oriente ad occidente, profumano di dolci fritture.

E mentre qui, in estremo oriente, le zeppole di riso trionfano in vassoi pesanti di miele, lì verso occidente San Giuseppe si onora con altra specialità.

La ricetta delle sfince nasce, secondo tradizione e consuetudine, ad opera di religiose. 

Le suore del Monastero delle Stimmate di San Francesco a Palermo, preparavano le loro crespelle per poi ricoprirle con miele ed onorare così San Giuseppe.

Friabile bignè fritto, senza aggiunta di lievito di alcun tipo. 

La versione originale prevede lo strutto sia nell’impasto che per la frittura, qui invece ho sostituito il burro, quello artigianale del caseificio La Cava.

 

Burro

 

Un risultato straordinario, per friabilità e gusto, mi è stato reso dalla qualità della farina di maiorca Antichi Granai, raffinata nella giusta percentuale per ottenere lievitazioni e fragranze di alta pasticceria.

 

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  INGREDIENTI

      Per circa 20 sfince

  • 250 gr farina di maiorca Antichi Granai
  • 120 gr burro La Cava
  • 300 gr acqua
  • 4     uova fresche
  • 1     pizzico di sale marino siciliano
  • Olio di semi di arachide per friggere

       Farcitura

  • 200 gr ricotta senza sale
  • 80 gr zucchero
  • 80 gr cioccolato fondente ridotto in scaglie
  • Granella di pistacchio
  • Ciliegine candite

PREPARAZIONE

   Farcitura

  La ricotta deve essere stata preparata almeno un giorno prima dell’utilizzo e fatta scolare dal siero.

Setacciare la ricotta e mescolare con lo zucchero. Lasciare riposare due ore circa fuori dal frigo.

 

 

riccioc

 

     Sfince 

Versare in un tegame acqua, burro e sale e portare a bollore.

Togliere la pentola dal fuoco e versare tutta in una volta la farina setacciata, mescolare energicamente e rimettere sul fuoco per qualche minuto ancora. 

 

impasto frusta

Versare in una ciotola e lasciare intiepidire.

 

impasto

 

Dopo circa 3 quarti d’ora, unire le uova all’impasto ed amalgamare per bene.

 

 

 

Scaldare l’olio e versare a cucchiaiate l’impasto, facendo per bene dorare le sfince.

 

Frittura

 

 

Scolare su carta assorbente.

Tagliare ogni sfincia a metà e farcire con la ricotta. Decorare la parte superiore con altra ricotta, scaglie di cioccolato, granella di pistacchio e ciliegine.

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L’olio extravergine d’oliva siciliano si afferma tra i migliori al mondo, conquistando posizioni di prestigio nei concorsi internazionali.

Lusinghiera conferma della grande qualità del nostro prodotto, è l’istituzione del Premio speciale Sicilia nella diciassettesima edizione del Premio Sirena D’Oro, dedicato agli oli extravergini d’oliva Dop, Igp e Bio italiani.

 

 copertina sirena doro

Nelle ultime edizioni del Premio Sirena D’Oro, la DOP Monte Etna e la DOP Monti Iblei, hanno ottenuto una successo tale da indurre il Comitato Tecnico del premio che ha sede Sorrento, di offrire uno spazio dedicato esclusivamente alla regione Sicilia.

L’importanza dell’evento, ha riunito ieri nella Sala Giunta del palazzo degli Elefanti di Catania, l’assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, il vicesindaco di Sorrento Maria Teresa De Angelis, il presidente della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Pietro Agen, il presidente del Comitato Tecnico Sirena D’Oro Tullio Esposito, il presidente del Consorzio di Tutela per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna Giosuè Catania, accolti dai padroni di casa Giuseppe Castiglione, presidente del Consiglio Comunale e Ludovico Balsamo, assessore comunale alle Attività Produttive.

 

Edy bandiera

Per garantire e tutelare la qualità dei nostri oli, bisogna anzitutto combattere le frodi

“L’azione sinergica tra i consorzi di tutela, rappresentati in maniera ineccepibile da Gino Catania, e l’assessorato regionale, è quella relativa ai controlli - afferma Edy Bandiera- In poco più di un anno il nostro governo ha effettuato oltre 500 controlli sui prodotti in entrata. Dal primo ingresso fino alle analisi di laboratorio è necessario il rigore. Dove l’obiettivo è anche quello di far entrare meno prodotti possibili, per far incrementare il mercato regionale”.

Un insieme di azioni, su più fronti, si prospettano volte all’incremento delle vendite all’interno della stessa regione.

Pietro Agen

“La Camera di Commercio punta molto all’agricoltura per l’economia regionale. Nel caso specifico dell’olio, essendo un produttore conosco benissimo le difficoltà del settore. Il percorso è ancora lungo, dobbiamo lavorare perché l’olio torni ad avere il grande valore che aveva in passato. Lo sforzo che dobbiamo fare, è quello di far comprendere il giusto costo dell’olio, non inferiore ai 10 euro al litro”.

 

Giosuè Catania

L’enorme lavoro svolto da Giosuè Catania, trova riscontro in questa ed altre occasioni di valorizzazione degli oli siciliani,

“Il nostro vulcano qualche volta dà qualche dispiacere ma non è altro che motivo di promozione. Grazie al Premio Sirena D’Oro, oggi si istituisce un premio creato per la nostra regione. E nonostante la pessima annata per l’olivicoltura, sono circa 40 gli oli DOP, Bio ed IGP presentati alla commissione di capi panel”.

Tullio Esposito, lancia pubblicamente una sfida a Giosuè Catania “L’olio dei due vulcani”, un prodotto che unisca le olive dell’Etna e quelle del Vesuvio.

 

Insieme fine

Ieri ed oggi, la commissione dei capi panel con Euplio Vitello per la Sicilia, si riunisce nel saloni della Camera di Commercio per la selezione degli oli che parteciperanno alla 17esima edizione del Premio Sirena D’Oro che si terrà a Sorrento dal 29 al 31 marzo.

 

 

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Catania ospita una tappa importante del premio internazionale la Sirena D’oro di Sorrento, rassegna relativa agli oli DOP, IGP e BIO che nelle ultime edizioni ha premiato la qualità dell’olio extravergine d’oliva siciliano. 

La 17esima edizione del Sirena d'Oro, il premio dedicato agli oli extravergini di oliva Dop, Igp e Bio italiani, che si svolgerà a Sorrento dal 29 al 31 marzo, prevede la selezione degli oli Siciliani a Catania il 15 e 16 Marzo presso i locali della Camera di Commercio, i quali saranno sottoposti ad analisi sensoriale da parte di un panel di assaggio che li valuterà e classificherà secondo i metodi del Coi, il Consiglio oleicolo internazionale e dell’Unione Europea.

 

rami ed Etna

 

Nell’ambito della manifestazione e del ricco programma, una sezione del premio è dedicata agli oli del Giappone, grande attenzione vi è anche per la produzione della Cina, mentre ospite della Rassegna sarà il Portogallo. 

Cruciale sarà il dibattito nazionale ed internazionale sulle produzioni olivicole, al fine di promuovere l’olio italiano, sia sui mercati italiani che su quelli stranieri, con grandi potenzialità di espansione.

La Sicilia ha un ruolo di primissimo piano poiché è stato istituito il Premio speciale Sicilia.

olive oil

Giosuè Catania, Presidente del Consorzio di Tutela Per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna

 “Un riconoscimento importante per una Regione che vanta l’eccellenza della produzione e che si afferma sul mercato con il suo patrimonio di biodiversità e con  sei DOP e una IGP di recente istituzione, che caratterizzano le qualità di un prodotto di forte identità territoriale.

L’istituzione di un premio speciale dedicato al miglior olio Siciliano tra le categorie DOP. IGP, e Bio voluta dal comitato promotore della Sirena D’oro rappresenta un valore aggiunto per la terza Regione produttrice di olio, una Regione al centro del Mediterraneo, terra di mitologia e di cultura millenaria che grazie alla sapienza dell’uomo e alla ricchezza del territorio è in grado di conquistare il palato dei consumatori con  prodotti salubri e di riconosciuta qualità”.

Gino parla 

La città di Catania è pronta ad accogliere i graditi ospiti e gli organizzatori del premio che si terrà venerdì 15 Marzo presso la prestigiosa Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti del Municipio di Catania, con una conferenza stampa alla quale parteciperanno il Sindaco di Catania on.le Salvo Pogliese, l’Assessore Regionale all’Agricoltura on.le Edy Bandiera, il presidente della Camera di Commercio Sicilia Sud/Est dott. Pietro Agen, il Presidente del comitato tecnico della Sirena D’oro dott. Tullio Esposito e il Vice Sindaco di Sorrento dott.sa Maria Teresa De Angelis. 

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