Le mie ricette
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Natale Giunta ospite ieri di Rai Radio2 al programma "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

lunatici

 

Il famoso chef palermitano è un esempio di grande coraggio, un siciliano che con estrema forza e determinazione ha deciso di non abbassare la testa di fronte alle minacce della mafia.

Certo non è una vita semplice, quella di chi decide di stare dalla parte della giustizia, e Natale Giunta così racconta ai conduttori del programma,

 

natale strada

 

“Vivo sotto scorta da sei anni, da quando, nel 2012, ho denunciato diverse famiglie mafiose di Palermo che mi chiedevano il pizzo. Ho avviato diverse attività commerciali senza “chiedere autorizzazioni” a nessuna di queste famiglie, e vennero per regolare i conti, cioè a chiedermi soldi sul mio lavoro. Ho avuto il coraggio di denunciare tutto e tutti”.

La giustizia ha avviato il suo corso, dopo 11 mesi di indagine hanno arrestato tutti, sono state condannate cinque persone per tentativo di estorsione e danneggiamenti. 

Adesso lo chef convive con la scorta e continua con entusiasmo il suo lavoro. 

 

natale giunta cucina bn

 

“L'imprenditore che denuncia non deve cambiare mestiere - continua nell’intervista radiofonica lo chef - non deve mettersi a fare il politico, io dico sempre che noi imprenditori dobbiamo denunciare certe situazioni, ma lo Stato deve consentirci di continuare a fare il nostro lavoro, certo, la vita sotto scorta è più difficile, tanta gente non ti chiama più perché tu sei lo sbirro, cammini con i carabinieri.

Però se ci credi negli anni la mentalità cambia. Io ci credo, tutto deve cambiare, c'è gente che c'è morta di mafia, noi che siamo vivi e siamo qui ci stiamo battendo contro qualcosa che in futuro non deve più esistere. Io poi ancora sono nella mia terra, vivo nella mia terra, lavoro nella mia terra ho avuto mille offerte per andarmene, ma il mio deve essere un messaggio. A meno di 40 anni vivo da 6 sotto scorta, ma oggi i mafiosi, e le intercettazioni parlano, stanno iniziando a non chiedere più il pizzo, proprio perché gli imprenditori hanno iniziato a ribellarsi”.

 

natale isoardi

 

Grandi soddisfazioni e meriti quotidianamente riceve Natale Giunta per il suo operato, dalla confermata partecipazione allo show di Rai Uno che lo ha reso celebre, La Prova del Cuoco, ai molti eventi importanti che coinvolgono il catering da lui diretto.

Lo scorso 13 dicembre, ha cucinato per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ospite d’onore alla prima della Boheme al Teatro Massimo di Palermo.

In un giorno in cui il capoluogo siciliano festeggia una Santa molto popolare,

"Santa Lucia a Palermo è onorata con due preparazioni tipiche, l’arancina e la cuccìa. Entrambe sono state molto apprezzate dal nostro Presidente, che, dopo averne mangiate diverse porzioni, insieme allo sformato del Gattopardo ed altri miei piatti, più volte mi ha rivolto i complimenti".

 

mattarella

 

Non valgono certo quanto quelli di Mattarella, ma complimenti anche da me, Chef.

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Friday, 14 December 2018 09:43

Carlo Cracco, se vuoi fare il figo, studia.

Che da chef pluristellato Carlo Cracco si sia prestato allo spot pubblicitario di cibi spazzatura, quali le patatine sue omonime, ancora ci può stare, i soldi attraggono anche chi ne ha già parecchi.  

E forse, affermare che, seppur creatore di ricercate e sopraffine pietanze, poi la sera davanti la tv ingurgiti schifezze, lo rende più umano. 

 

patatina

 

 

Ma quando si parla di cose serie, adesso si scopre che è il caso si faccia da parte.

E l’olio extravergine d’oliva è più che cosa seria.

 

 

OLIO OLIVA 2

 

Dal suo salotto della Milano nobile, il ristorante in galleria, mentre riposa dai tour de force televisivi che, quelli sì, lo hanno portato alle stelle, si ritrova convocato come esperto assaggiatore di olii d’oliva di qualità.

La guida spagnola EVOOLEUM, propone la sua terza edizione con una selezione dei migliori 100 oli extra vergine di oliva del mondo EVOOO TOP 100, riconosciuti agli EVOOLEUM Awards.

La guida nasce da un'alleanza tra Mercacei Publishing Group e AEMO (Associazione Spagnola dei Comuni produttori di olive).

 Con tale alleanza si garantisce il massimo livello in fatto di qualità, rigore e obiettività. Ci crediamo.

 

guia2019olio

 

In questa edizione tutta deluxe, già la prefazione è aurea. E’ a cura di chef Carlo Cracco, che guida il lettore in un viaggio sensoriale straordinario.

Spesso sentiamo dire che l'olio extra vergine di oliva dovrebbe seguire il percorso creato dall'industria del vino. 

A tal proposito, vorrei concludere queste righe con un aneddoto. Anche se è bene sapere che un extra vergine dovrebbe essere consumato preferibilmente dal raccolto successivo a quello da cui è stato prodotto, di recente ho avuto l'opportunità di aprire un olio evo del 2001, rimasto nascosto nella mia cantina.

Naturalmente ero piuttosto scettico nel provarlo. Ma la mia grande sorpresa è stata scoprire che 17 anni dopo aveva ancora un profumo incredibilmente aromatico ed un sapore unico. E questo dimostra che, in effetti, l'olio extravergine d'oliva è eterno.

La parola, a questo punto, al prof. Ercole Aloe, Dottore agronomo, Capo Panel e Assaggiatore Professionista di olio evo,

 

ercole 2

 

Se la chimica è una scienza esatta, come credo, posso controbattere che dopo 17 anni di conservazione, un olio, pur mantenendo ancora l’aroma come sostiene Cracco, personaggio la cui parola non oserei mettere in dubbio, credo quantomeno che quello stesso aroma dovrebbe avere un pò di flavour di cetriolo, che non ha nulla da vedere con la tipicità, ma piuttosto con il condizionamento ermetico eccessivamente prolungato e con la chimica delle aldeidi (2,6 nonadienale). In breve, un olio rancido”.

 

Chef, mi sa tanto che hai sbagliato cantina.

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Thursday, 13 December 2018 11:32

Santa Lucia, ridacci oggi il riso siciliano.

La vista è il primo senso col quale il cibo ci attrae. Forme e colori attivano un ciclo mnemonico che passando dalla sonorità della masticazione arriva alla sublimazione delle papille gustative e sprofonda nel vortice dei piaceri esistenziali.

Santa Lucia gode appunto di grandi glorie in tutta la nostra isola. Proclamata protettrice della vista, la si celebra gastronomicamente “a zone”, dove con arancini, dove con la cuccìa.

Pare che questa frenesia sul consumo di arancini e cuccia, sia legata ad un voto fatto nel 1646 durante una grave carestia, che colpì Siracusa, città della Santa.

 

arancini tanti

 

 Quando ormai nulla più sembrava possibile a rimediare la situazione, giunse una nave carica di frumento.

Al miracolo seguì un voto alla Santa, cui si promise di consumare il frumento senza prima averne fatto farina.

Da qui la tradizione di non cibarsi di pane o pasta il 13 dicembre, ma di cuccìa ed arancini.

Riso e grano. Che in Sicilia abbondavano.

 

campi di riso

 

Campo di riso nella piana di Catani, foto del dott. P. Caruso

 

Ma, con tutto questo gran fervore sul richiamo alle tradizioni, ci si interroga se siamo proprio così ligi all’originarietà?

Sul riso di cui son fatte le centinaia di arancini che allettano ogni avventore di bar e panetterie, si chiede mai qualcuno da dove provenga?

Sono circa 200 anni che il riso non si coltivava più in Sicilia, da quando, pare, Cavour concentrò le produzioni in Piemonte. Successivamente si procedette con la bonifica delle zone destinate alla coltivazione di tale cereale e la questione fu archiviata.

E intanto gli arancini continuano ad essere il più ricercato tra i cibi di strada.

 

spighe riso

 

Da qualche anno in Sicilia, in un paio di aziende localizzate nella Piana di Catania e nell’entroterra Ennese grazie alla passione e alla volontà di alcuni agricoltori si è ripreso a produrre riso, una pianta che da più di un secolo non veniva coltivata nell’Isola.

La reintroduzione del riso è stata stimolata dalla collaborazione che si è instaurata tra questi imprenditori agricoli, alcuni docenti e ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania (Di3A) e il Dr. Massimo Biloni, uno dei maggiori esperti di riso in Europa (*1).

 

io e massimo

Con Tommaso Cannata, il bakery chef che da Messina è emigrato a Milano (sigh!), è avvenuto il rilancio del vero arancino 100% siciliano, con riso e panatura da grani antichi siciliani. (Contemporanemente al mio che resta però relegato ad una strettissima cerchia di parenti e amici).

 

tommaso

 

Sul grano, o meglio, sui grani, vi rimando ad altri articoli che tanto, tantissimo, c’è da riscoprire.

 

1* http://federicagenovese.com/index.php/blog/item/47-il-ritorno-del-riso-in-sicilia-paolo-caruso-e-paolo-guarnaccia

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Massimo Mantarro, Alfio Visalli, Peppe Cannistrà e Francesco Patti, presentano con orgoglio la prima Master Class Gold ideata in Blu Lab Academy.

 

 blu lab 1

 

Un percorso di formazione sull’enogastronomia rivolto a professionisti della ristorazione che vogliono affinare le proprie conoscenze e competenze, studiando per ogni settore che riguarda il mondo food, compreso quello della comunicazione.

Accanto ad Alfio Visalli, presidente e fondatore di Blu Lab, a presiedere la presentazione del progetto, Massimo Mantarro, chef executive del ristorante Principe di Cerami, una stella Michelin al San Domenico Palace, cui spetta il compito della direzione del corso. Oltre a tenere le lezioni con focus sulla cottura e i tagli delle carni, lo chef enuncia che approfondirà aspetti manageriali ed organizzativi su cui ha grande esperienza e competenza.

 

blulab libretto

 

Francesco Patti, altra stella Michelin, è l’altro giovane chef docente del corso, che seguirà gli allievi in una full immersion che parte dalla pasta  e termina coi finger food. Un suo modulo sarà invece dedicato all’organizzazione di grandi eventi, banqueting e catering sono materie a sé della ristorazione.

Pane, panificazione e derivati saranno materia di Giuseppe Cannistrà, chef patron dei Banchi di Ragusa Ibla.

Il corso su tutto ciò che concerne il pesce, è naturalmente il focus di Alfio Visalli, che, dalla tracciabilità alle tecniche del taglio, trasferirà ai corsisti la sua grande competenza e conoscenza dei prodotti ittici.

La Master Class Gold, offrirà studi e approfondimenti sui svariati temi, comunicazione, analisi aziendale, aspetti psicologici, analisi sensoriali e abbinamenti cibo - vino.

 

blulab sala

 

Alla presentazione presenti giornalisti e blogger intervenuti da tutta la Sicilia, voluti lì dal presidente Alfio Visalli perché: 

“Vorrei che ognuno di voi fosse coinvolto in questo percorso di formazione, ognuno con le sue conoscenze e competenze, perché se non saremo capaci di costruire una rete e sfruttarla positivamente, nessuno potrà crescere nel proprio percorso”.

Accogliamo la sfida!

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Semina, speranza, raccolto. Così è scandito principalmente il calendario annuale dell’agricoltore. Infinite variabili condizionano ogni fase di un rito vitale antico millenni, la raccolta del grano.

La speranza e la preghiera di chi semina coscientemente è rimasta immutata nei secoli, perché si rimette un intera annata alla grazia del cielo e della terra.

Il cuoco invece ha cambiato rotta, seguendo i dettami del mercato contemporaneo, e perdendo il contatto diretto con chi produce le materie prime.

 

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Finalmente c’è aria di cambiamento, a Galati Mamertino (Me) tre chef sono letteralmente scesi in campo per presiedere simbolicamente la semina dei grani siciliani, affiancando i contadini che rivalutano i semi antichi. 

Diamo una mano al grano” è il progetto degli Ambasciatori Del Gusto di Messina, che vuole ripristinare la coltivazione degli antichi grani siciliani nella provincia di Messina. I tre ambasciatori, lo chef Pasquale Caliri, il pastry chef Lillo Freni, ed il bakery chef Francesco Arena, hanno sposato l’impresa insieme agli ultimi anziani contadini che conservano la conoscenza delle antiche procedure di semina.

 

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All’avvenuto raccolto, gli chef saranno i diretti fruitori delle farine, ingrediente per le loro pregiate preparazioni.

Il progetto coinvolge il territorio di Galati Mamertino, su venti ettari di terreno sono stati seminate alcune varietà di grano duro,  Perciasacchi, Senatore Cappelli, Bufala Nera e Russello, ed il grano tenero Maiorca.

I terreni sono stati ripuliti, spietrati e resi nuovamente adatti per la semina che non avveniva da oltre quarant’anni.

 

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Alla fine del ciclo si capirà quali delle varietà si adatteranno meglio.

 I tre Ambasciatori del Gusto, hanno presieduto alcuni lavori di semina durante un coinvolgente incontro sia con gli anziani che con i bambini della zona. “Abbiamo coinvolto le giovani generazioni per mettere in atto un meccanismo virtuoso con chi in futuro potrà goderne e presiedere sentendole finalmente proprie”.

 

in campo 1

 

I piccoli, insieme ai tre professionisti ed alla presenza di un dirigente Slow Food, si sono dati appuntamento domenica scorsa per dare vita al rito della semina. 

Tutte le fasi verranno seguite dai tre noti chef messinesi, sino alla raccolta delle spighe nella prossima estate. 

Cucina, pasticceria e panetteria, nei locali dei tre chef, acquisiranno un valore aggiunto.

 

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E’ trascorso esattamente un anno da quando, con Ettore Moliteo, abbiamo coinvolto un gran numero di persone nel nostro primo corso di cucina.

Il successo è stato decretato dall’ unione tra più elementi.

Accertato innanzi tutto un forte interesse sul tema, non solo dei grani antichi siciliani, ma sulla riscoperta di tutte le materie prime territoriali per la realizzazione delle nostre ricette.

 

ettore sacca a poche

 

La differenza sta dunque nell’origine, nel modo in cui si origina il pensiero di ogni consumatore.

Se si acquista pensando al prodotto, al produttore, al territorio ed alla salute, gli interessi si rivolgono inevitabilmente alla qualità, al biologico, al km zero.

 

grano maiorca

 

Chi sceglie di seguire un corso che abbia come focus l’impiego dei grani antichi siciliani, che si tratti di panificazione o pasticceria, ha già fatto una scelta ben precisa, etica, salutista ed ambientalista.

 La cucina naturale ed etica, senza nessuna rinuncia al gusto, è la filosofia che conduce lo chef Ettore Moliteo a traguardi sempre più ambiziosi.

 

foto ettore

 

Dalla sede catanese della scuola del Gambero Rosso, dopo varie esperienze in prestigiose cucine siciliane tra cui Locanda Don Serafino, il giovane chef sente di dover assecondare la sua propensione ad un altro modo di fare cucina.

  Migra a Milano e si forma al ristorante Joia - Alta Cucina Vegetariana , al fianco di Pietro Leeman.

Era proprio quello il suo destino.

Ora Ettore dirigere la brigata dell’Hotel Raphaël di Piazza Navona a Roma, lussuoso ristorante vegetariano dove proprio Leeman lo ha voluto a rappresentarlo.

Ettore Moliteo, si specializza costantemente nella pasticceria vegana e salutistica, le ricette che propone sono equilibrio perfetto tra gusto e leggerezza.

 

foto di gruppo

 

Vi aspettiamo al corso di questo Natale, il 13 dicembre a Catania dalle ore 14,00.

Per appagare la gola senza troppi sensi di colpa!

 

Per avere tutte le Info e prenotare la tua postazione, scrivi a

fooditinera@federicagenovese.com

Whatsapp 3286827750

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Il grano duro è patrimonio dell’umanità, ed i suoi derivati, pane e pasta in primis, gli alimenti basilari della dieta mediterranea. 

Ad esso dunque, al grano duro prodotto in Sicilia, finalmente si dedica una fiera regionale.

FIL DI GRANO è la prima fiera del grano duro siciliano, si terrà a Palermo presso il San Lorenzo Mercato dal 14 al 16 dicembre.

Il progetto FIL DI GRANO è stato finanziato nell’ambito del Piano Promozionale 2018 dal Dipartimento Regionale Attività Produttive della Regione Siciliana, e rappresenta un importante contributo per favorire il consolidamento dell’intera filiera produttiva e sostenere la consapevolezza presso i consumatori del ruolo culturale, storico, ambientale, economico e salutistico del grano duro.

 campo di grano

 

Il grano è adesso oggetto di molteplici processi di valorizzazione. Dagli aspetti salutistici ad emblema della cultura agricola isolana, ma proprio per tale ragione, l’eccesso di comunicazione non accreditata rischia di banalizzare l’importanza ed il ruolo che i prodotti da esso derivati hanno nell’alimentazione, soprattutto in riferimento alla tutela della salute, dunque alla prevenzione primaria.

Da alcuni anni le imprese e le istituzioni siciliane stanno lavorando per implementare una filiera organizzata del grano duro siciliano, per garantire il consumatore che è disposto a premiare sullo scaffale il prodotto made in Sicily. 

 

cesta pane

 

In questo contesto si muove Fil di Grano, per cui sono state selezionate dieci aziende.

I produttori racconteranno le storie e le esperienze legate al proprio percorso, ognuno rappresentando i valori, i prodotti  e caratteristiche del  territorio in cui vivono ed operano.

L’evento si aprirà il 14 dicembre con un Educational dal titolo “Grano duro siciliano: cultura, salute, economia” organizzato dal Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, ente pubblico di ricerca e partner scientifico del progetto e coinvolgerà ricercatori e esperti del settore.

 

grano maiorca

 

Seguiranno due giorni di degustazioni, esposizioni e laboratori sul grano duro, sulle sue varietà e sui prodotti della filiera cerealicola siciliana, promossi e gestiti da Coffice srl, società di sviluppo e marketing, ideatrice dell’evento. 

Il luogo in cui si svolgerà l’evento, è, simbolicamente, SanLorenzo Mercato a Palermo, punto di riferimento per i consumatori attenti all’agroalimentare di qualità.

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Thursday, 29 November 2018 09:51

Master class Gold 2019, a BluLab Academy

Dare un senso alla qualità, è lo scopo di un progetto formativo destinato agli operatori della ristorazione, ed agli addetti alla comunicazione che lavorano quotidianamente per il food.

Il prossimo 5 dicembre alle ore 17:30 , nella sede dell’Ass.Cult. Blu Lab Academy, sita ad Aci Sant’Antonio, si terrà una conferenza stampa avente ad oggetto la presentazione della prima edizione della Master class Gold 2019 “Experience Sicily in Lab”.

programma blue lab

 Blu Lab, grazie alla preziosa collaborazione dei docenti Peppe Cannistrà, Francesco Patti e Alfio Visalli, e con la direzione didattica affidata al maestro Massimo Mantarro, ha sviluppato l’idea di una formazione mirata al senso della qualità, con la consapevolezza che prima di tutto vada riconosciuta, per individuarne la chiave di lettura ed interpretare al meglio le capacità personali di ognuno dei partecipanti. In tal modo sarà possibile sfruttare al meglio competenze e conoscenze di uno dei mestierei più amati nel mondo.

 

alfio visalli

 

“Crediamo fortemente nei principi e nella filosofia che stanno alla base della Mission Accademia, che con perseveranza portiamo avanti ogni giorno – ha dichiarato Alfio Visalli - Prima fra tutte la necessità di incrementare questo “paniere di contenuto formativo” da offrire al nostro territorio, così da ottenere un nuovo ventaglio di domanda ed offerta lavorativa che inevitabilmente si svilupperanno al termine di tale percorso".

Un esempio su tutti, è la possibilità offerta a tutti i corsisti della Master Class, di optare per uno stage o un tirocinio post master in uno dei ristoranti degli chef docenti.

Ciò, rende BluLab Academy di ausilio alle difficoltà che ogni stagione, soprattutto in Sicilia, si riscontrano nella ricerca di personale qualificato, soprattutto relativamente a settori ben determinati. 

 

blulab2

 

Per la prima volta in Sicilia, quindi, si scommette su un progetto di grandi vedute e ambiziosi obiettivi, con la speciale collaborazione di professionisti esterni ai quali verranno affidati focus di ben 30 ore (comunicazione gastronomica, Gastrosofia, pasticceria, cucina vegana e tanto altro)

Il Master aprirà le porte anche a chi vorrà semplicemente assistere da spettatore a qualche lezione, in modo da creare sinergie sempre più ampie e far conoscere al contempo le potenzialità del progetto.

Al termine della conferenza stampa, l’inaugurazione della “Master class Gold 2019 “Experience Sicily in Lab”, proseguirà in un’affascinante dimora storica alle pendici dell’Etna, il Relais San Giuliano, Boutique Hotel de Charme. Una zona ricca di natura e cultura, che vi ospiterà nell’ampia sala del suggestivo “Palmento del Serra”.

 

Per Contatti ed info.

Mail. comunicazione@blulabacademy.it

M.342-1306974

View All.

www.blulabacademy.it

www.relais-sangiuliano.com

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E’ Daniela di Garbo la neo responsabile di di Turismo Verde – Sicilia Occidentale, l’associazione degli agriturismi promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori. 

E’ un incarico che mi rende orgogliosa e mi dà l’opportunità di partecipare in prima persona al processo di rinnovamento di Turismo Verde. Abbiamo in cantiere diverse idee e proposte che presenteremo ai nostri associati”

Su di lei punta anche l’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, che lo scorso fine settimana a Bari, l'ha selezionata tra le prime quattro dei 50 partecipanti alla tappa per il sud Italia di AgriAcademy. 

 

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Quest’ultimo, è un progetto di alta formazione realizzato in collaborazione con il Mipaaf, con l’obiettivo di avvicinare gli agricoltori under 41 alle tematiche dell’agricoltura 4.0, della digital transformation, dell’export management e del marketing, lavorando alla costruzione di veri progetti. 

I giovani partecipanti imprenditori, hanno presentato 16 concept di agricoltura innovativa, diventati 4 dopo una selezione non competitiva effettuata dagli stessi imprenditori.

Tra i 4 progetti selezionati, Crunchy Nature di Daniela di Garbo: produzione di barrette ed alimenti monodose di facile consumo per merende e aperitivi, a base di frutta ed ortaggi del territorio. I vegetali biologici, una volta disidratatati, si combinano senza aggiunta di zuccheri ed additivi chimici, per diventare snack genuini, destinati a sportivi e amanti del benessere.

 

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Miele prodotto nell'Agriturismo Bergi

 

A Castelbuono, Daniela, gestisce insieme alle tre sorelle l’agriturismo di famiglia Bergi, azienda precursore in ambito del biologico, e tra le prime promotrici nelle scuole della fattoria didattica.

Lavorando in agriturismo ho constatato che gli ospiti manifestano un grande interesse per le produzioni artigianali biologiche italiane. Preparare snack che si possono consumare facilmente sia in vacanza che a casa, rappresenta un’opportunità per far crescere l’attività con prodotti da portare in tasca”.

 

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Daniela e la sua attività lavorativa, l’agriturismo Bergi, fanno parte della grande associazione Simenza-cùmpagnia siciliana sementi contadine, ed anche lì la giovane donna, mamma e imprenditrice, ha avuto sin da subito riconosciuti i meriti che le spettano.

 

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Nel dicembre 2016, insieme al suo secondo bimbo ancora in grembo, riceve da Simenza il primo premio femminile dalla nascita dell’associazione.

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Tuesday, 20 November 2018 10:18

Pizza in teglia di grani antichi

Quanto vale l’improvvisazione in un’ambito tanto delicato quale quello dei lievitati?

Personalmente ritengo nulla o quasi.

Lo sanno bene, molto bene, gli stessi addetti ai lavori (seri) che nonostante pratichino da anni l’arte bianca, si trovano a dover ammettere la propria impreparazione quando si cimentano nell’utilizzo delle farine da grani antichi siciliani.

pane in lievitazione 2

 

Francesco Arena, ormai esperto bakery chef in materia di grani antichi, ha egli stesso raccontato, durante il corso del 16 novembre, che quando iniziò le prime sperimentazioni con semole integre da grani antichi siciliani, gli sembrava impossibile poterci lavorare.

 

marco e francesco 2

 

La conosco benissimo quella semi-disperazione, io che non ero nemmeno del mestiere, amatrice appassionata di impasti, lievito madre e lievitazione, che sprofondavo nello sconforto ai primi tentativi di impasto coi grani antichi.

Eppure avevo seguito dei corsi, studiavo dai libri. E tutto filava liscio fin quando si trattava di miscelare comune semola di grano duro e 00.

 

marco e io 2

 

Ma la voglia di vincere la sfida era più forte di ogni sconfitta, il desiderio di nutrirmi degli straordinari grani di Sicilia ha fatto sì che trovassi la via. Una delle poche che posso essere certa di non abbandonare più.

 

condiamo la pizza 2

 

Certo, trovare mulini che con la loro esperienza e passione riescano a molire farine di alta qualità, è fondamentale alla riuscita delle ricette.

Con i prodotti dei Molini Riggi,( http://www.moliniriggi.it/prodotti/) certamente è più semplice trovare equilibri nelle dosi ed una giusta elasticità negli impasti.

Francesco Arena poi ne è assodato praticante, anche per questo tutto quello che abbiamo creato durante il corso era davvero speciale. O forse anche perché Marco Riggi, proprietario del mulino, era lì a coccolare con lo sguardo le sue farine?!

 

stesura pizza 2

Tumminia, Perciasacchi, Maiorca, Russello, Bidì, le varietà di semole del molino; per la pizza però ho scelto di miscelare Maiorca e Bidì, ne pregustavo già la fragranza.

Il gusto fresco e crudo del pomodoro Casa Morana, la mozzarella per pizza del Caseificio La Cava, ed un il filo d’olio evo Grottafumata, a condire ed esaltare il profumo dei migliori grani antichi siciliani.

 

caseificio la cava 2

 

 

Pizza in teglia con farine da grani antichi siciliani maiorca e bidì

300 gr farina di maiorca Molini Riggi

700 gr farina di bidì Molini Riggi

600/700 gr acqua

20 gr sale marino

5 gr  miele

5 gr lievito di birra

PREPARAZIONE

Sciogliere il lievito sbriciolato in acqua, aggiungere il miele, sciogliere.

Miscelare le due varietà di farine, versare nell’acqua poco per volta, impastare  nella planetaria per 20/25 minuti aggiungendo verso la fine il sale.

Far riposare l'impasto per 30 minuti in una ciotola coperta da pellicola. Spezzare l'impasto e formare più panetti. 

Riporre in un contenitore e sistemare in frigo per 12/18 ore. 

Stendere su teglia, condire a piacere ed infornare a 250°

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