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Wednesday, 20 March 2019 09:28

Rosso di Sicilia, passione di Antica Farina.

Rosso di Sicilia, è il ritorno al mondo dei grani e della molitura di Giovanni Billeri, che nella città del pane nero di tumminia, Castelvetrano (TP), rompe ogni schema dando nuovi colori e profumi ai suoi prodotti.

 

Le farine di G

Sotto il marchio ANTICA FARINA, rientrano più di dieci tipologie di semole, la maggior parte da grano duro ed altre di tenero, che sono spesso miscele create da Giovanni per ottenere prodotti dal risultato caratteristico sempre uguale.

I grani utilizzati sono tutti siciliani, selezionati tra diverse varietà antiche, che poi vengono moliti a pietra. 

 Giovanni Billeri ha già grande competenza in campo, è stato titolare ed amministratore di un mulino per quindici anni, che per motivi personali ha poi abbandonato dedicandosi ad altro.

Oggi però, rientra nel settore e stringe un accordo in esclusiva con un giovane proprietario di un piccolo mulino a pietra. 

 

giovanni

                                                                           Giovanni Billeri

 

Quattordici i marchi creati, tra i quali il Rosso di Sicilia,

Ma, rispetto a tutte le altre semole da grani antichi siciliani macinati a pietra, qual è il punto di forza dei prodotti di Giovanni Billeri?

 “Io non propongo solo farina, ma un omonimo pane con forma e caratteristiche prestabilite: rotondo, due linee parallele, senza sesamo, rigorosamente impastato con lievito madre - spiega Giovanni - certo per me è condizione fondamentale che chi lo produca ne dia il giusto risalto, è un marchio, per cui va corredato di targhette identificative e locandine che ne spieghino le caratteristiche”.

 pane in forno

 

Ed in pochi mesi è diventato un prodotto di successo, grazie ad un grande impegno di divulgazione, che ha ottenuto l’adesione di circa sessanta trasformatori tra panifici e pizzerie.

Una ricetta che invece si presta benissimo al forno domestico, è il pan di patate che ho elaborato.Una pane in cassetta morbidissimo ed umido, che può andare bene per il salato se aromatizzato con rosmarino, oppure per la colazione dolce, accompagnato confetture e creme spalmabili.

                                                                           PAN DI PATATE 

 

 intero

   INGREDIENTI

  • 400 gr semola Rosso di Sicilia
  • 300 gr acqua
  • 250 gr circa patate 
  •   15 gr sale
  •   1 gr lievito di birra
  •   2  cucchiai olio extravergine d’oliva
  • mezzo cucchiaio di miele

   PREPARAZIONE

Bollire le patate con la buccia, quando saranno cotte scolarle, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate mentre sono molto calde. Lasciare intiepidire la purea.

Sciogliere il lievito in un bicchiere d’acqua insieme al miele.

In una ciotola capiente, o nella planetaria, impastare farina, acqua e lievito ed aggiungere le patate, impastare bene versando pian piano l’olio d’oliva, alla fine aggiungere il sale.

 

impasto e patate

Quando l’impasto è ben amalgamato, versare in una ciotola e ricoprire con pellicola, aspettando che raddoppi il suo volume ( 5 ore circa) .

 

impasto pan

Utilizzare per la cottura uno stampo da plum cake, cm 25x11

Ritagliare un foglio di carta forno, bagnarlo in acqua, strizzarlo e foderare lo stampo. Versare l’impasto, profumare se si desidera con aghi di rosmarino, ed infornare a 180 gr per circa 45 min.

 

in teglia rosmarino

Prima di sformare lasciare raffreddare completamente.

 

Pane e fette di sbiego

 

 

 

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Sunday, 17 March 2019 11:19

Sfince di San Giuseppe

Sono giorni, questi, in cui le strade attigue alle pasticcerie siciliane, da oriente ad occidente, profumano di dolci fritture.

E mentre qui, in estremo oriente, le zeppole di riso trionfano in vassoi pesanti di miele, lì verso occidente San Giuseppe si onora con altra specialità.

La ricetta delle sfince nasce, secondo tradizione e consuetudine, ad opera di religiose. 

Le suore del Monastero delle Stimmate di San Francesco a Palermo, preparavano le loro crespelle per poi ricoprirle con miele ed onorare così San Giuseppe.

Friabile bignè fritto, senza aggiunta di lievito di alcun tipo. 

La versione originale prevede lo strutto sia nell’impasto che per la frittura, qui invece ho sostituito il burro, quello artigianale del caseificio La Cava.

 

Burro

 

Un risultato straordinario, per friabilità e gusto, mi è stato reso dalla qualità della farina di maiorca Antichi Granai, raffinata nella giusta percentuale per ottenere lievitazioni e fragranze di alta pasticceria.

 

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  INGREDIENTI

      Per circa 20 sfince

  • 250 gr farina di maiorca Antichi Granai
  • 120 gr burro La Cava
  • 300 gr acqua
  • 4     uova fresche
  • 1     pizzico di sale marino siciliano
  • Olio di semi di arachide per friggere

       Farcitura

  • 200 gr ricotta senza sale
  • 80 gr zucchero
  • 80 gr cioccolato fondente ridotto in scaglie
  • Granella di pistacchio
  • Ciliegine candite

PREPARAZIONE

   Farcitura

  La ricotta deve essere stata preparata almeno un giorno prima dell’utilizzo e fatta scolare dal siero.

Setacciare la ricotta e mescolare con lo zucchero. Lasciare riposare due ore circa fuori dal frigo.

 

 

riccioc

 

     Sfince 

Versare in un tegame acqua, burro e sale e portare a bollore.

Togliere la pentola dal fuoco e versare tutta in una volta la farina setacciata, mescolare energicamente e rimettere sul fuoco per qualche minuto ancora. 

 

impasto frusta

Versare in una ciotola e lasciare intiepidire.

 

impasto

 

Dopo circa 3 quarti d’ora, unire le uova all’impasto ed amalgamare per bene.

 

 

 

Scaldare l’olio e versare a cucchiaiate l’impasto, facendo per bene dorare le sfince.

 

Frittura

 

 

Scolare su carta assorbente.

Tagliare ogni sfincia a metà e farcire con la ricotta. Decorare la parte superiore con altra ricotta, scaglie di cioccolato, granella di pistacchio e ciliegine.

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L’olio extravergine d’oliva siciliano si afferma tra i migliori al mondo, conquistando posizioni di prestigio nei concorsi internazionali.

Lusinghiera conferma della grande qualità del nostro prodotto, è l’istituzione del Premio speciale Sicilia nella diciassettesima edizione del Premio Sirena D’Oro, dedicato agli oli extravergini d’oliva Dop, Igp e Bio italiani.

 

 copertina sirena doro

Nelle ultime edizioni del Premio Sirena D’Oro, la DOP Monte Etna e la DOP Monti Iblei, hanno ottenuto una successo tale da indurre il Comitato Tecnico del premio che ha sede Sorrento, di offrire uno spazio dedicato esclusivamente alla regione Sicilia.

L’importanza dell’evento, ha riunito ieri nella Sala Giunta del palazzo degli Elefanti di Catania, l’assessore Regionale all’Agricoltura Edy Bandiera, il vicesindaco di Sorrento Maria Teresa De Angelis, il presidente della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Pietro Agen, il presidente del Comitato Tecnico Sirena D’Oro Tullio Esposito, il presidente del Consorzio di Tutela per l’olio extravergine di oliva DOP Monte Etna Giosuè Catania, accolti dai padroni di casa Giuseppe Castiglione, presidente del Consiglio Comunale e Ludovico Balsamo, assessore comunale alle Attività Produttive.

 

Edy bandiera

Per garantire e tutelare la qualità dei nostri oli, bisogna anzitutto combattere le frodi

“L’azione sinergica tra i consorzi di tutela, rappresentati in maniera ineccepibile da Gino Catania, e l’assessorato regionale, è quella relativa ai controlli - afferma Edy Bandiera- In poco più di un anno il nostro governo ha effettuato oltre 500 controlli sui prodotti in entrata. Dal primo ingresso fino alle analisi di laboratorio è necessario il rigore. Dove l’obiettivo è anche quello di far entrare meno prodotti possibili, per far incrementare il mercato regionale”.

Un insieme di azioni, su più fronti, si prospettano volte all’incremento delle vendite all’interno della stessa regione.

Pietro Agen

“La Camera di Commercio punta molto all’agricoltura per l’economia regionale. Nel caso specifico dell’olio, essendo un produttore conosco benissimo le difficoltà del settore. Il percorso è ancora lungo, dobbiamo lavorare perché l’olio torni ad avere il grande valore che aveva in passato. Lo sforzo che dobbiamo fare, è quello di far comprendere il giusto costo dell’olio, non inferiore ai 10 euro al litro”.

 

Giosuè Catania

L’enorme lavoro svolto da Giosuè Catania, trova riscontro in questa ed altre occasioni di valorizzazione degli oli siciliani,

“Il nostro vulcano qualche volta dà qualche dispiacere ma non è altro che motivo di promozione. Grazie al Premio Sirena D’Oro, oggi si istituisce un premio creato per la nostra regione. E nonostante la pessima annata per l’olivicoltura, sono circa 40 gli oli DOP, Bio ed IGP presentati alla commissione di capi panel”.

Tullio Esposito, lancia pubblicamente una sfida a Giosuè Catania “L’olio dei due vulcani”, un prodotto che unisca le olive dell’Etna e quelle del Vesuvio.

 

Insieme fine

Ieri ed oggi, la commissione dei capi panel con Euplio Vitello per la Sicilia, si riunisce nel saloni della Camera di Commercio per la selezione degli oli che parteciperanno alla 17esima edizione del Premio Sirena D’Oro che si terrà a Sorrento dal 29 al 31 marzo.

 

 

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Thursday, 28 February 2019 09:35

Grani antichi, ecosostenibilità e celiachia.

Il ritorno dei grani antichi è sintomo di una società che vuole invertire la rotta, avendo compreso di stare percorrendo la strada dell’autodistruzione.

Grani antichi non è il titolo un romanzo romantico dell ‘800.

E’ divenuto un concetto bandiera, portatore di ideali tendenti alla contro globalizzazione. Un fatto sociale che nasce dal disorientamento.

nello campi 2

      (Nello Blangiforti) 

La contemporaneità in agricoltura si misura con il riappropriarsi della identità di un territorio, nella ricerca dei contadini di quelle che furono le sementi autoctone o adattate al loro contesto geografico.

“Oggi coltivare i grani antichi significa stare a passo con i tempi, volgere lo sguardo verso il futuro partendo da ciò che la natura ci ha regalato, una “retroinnovazione” che da più parti viene condivisa e che punta agli ordinamenti colturali alternativi basati sulla sostenibilità”

 sostiene Il dott. Nello Blangiforti, ricercatore presso la Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone.

 

nello campi 3

Assistiamo al consolidamento di nuovi circoli virtuosi. La sostenibilità di micro-ecosistemi che si ripercuote a livello globale, la ritrovata rete di relazioni che si esplica nel rapporto tra i vari produttori e operatori di filiere corte, circoscritte nel raggio di pochi km e comunque sempre regionali. Fino alla riconquista, dopo più di mezzo secolo, del rapporto diretto tra produttore e consumatore, un rapporto di fiducia e nuove interlocuzioni sociali che si instaurano e si moltiplicano.

Si attua così la riappropriazione dell’identità territoriale, per chi produce e per chi consuma. 

I benefici si ripercuotono a catena, già riscontrabili nel giro di pochi anni,

  • Creazione di occupazione dovuta al recupero di aree rurali abbandonate
  • Ilriassetto ed il ripristino paesaggistico altrimenti in stato di degrado ed abbandono 
  • L’ecosostenibilità, dovuta alla rimessa a coltura dei terreni
  • Lo sviluppo di cicli produttivi che chiudano la filiera nel raggio di pochi chilometri
  • Il recupero dell'agrobiodiversità

 

campi stazione

E nonostante le rese delle varietà antiche siano minori rispetto a quelle moderne, in compenso si adattano molto bene ai metodi di coltivazione biologica.

Continua il dott. Nello Blangiforti

“La salute sta al centro di questo nuovo paradigma. Alimentarsi in modo sano significa vivere più a lungo ma soprattutto meglio. Un alimento che proviene da sistemi a basso input è un alimento che rispetta la nostra salute e la salute della terra”

 

libro grani antichi

In Italia, il sistema di monitoraggio Okkio alla salute del Centro Nazionale di Prevenzione e Controllo delle malattie che fa capo al Ministero della Salute, riporta che oltre il 40 per cento degli italiani soffre di patologie dovute a un regime alimentare sbagliato.

Numerosi gli studi in corso, di diversi enti di ricerca, sulle correlazioni tra alimenti e problemi di salute, nonché tra l’uso di fitofarmaci e gravi, se non terminali, malattie.

La correlazione tra consumo di grani moderni e celiachia è ancora sotto osservazione,

“Al giorno d’oggi uno degli aspetti più interessanti della riscoperta dei grani antichi è il loro impatto più blando, rispetto ai prodotti alimentari ottenuti dai grani comuni, sulla malattia celiaca e sull’altra forma di intolleranza alimentare nota come gluten sensitivity (Carnevali et al, 2014)”. (1*)

Ed ancora

“Le relazioni che sussistono tra lo stile alimentare di ogni individuo e la sua salute sono ampiamente documentate e sono determinate da diversi fattori, tra cui la composizione e le proprietà delle materie prime alimentari, gli effetti dei trattamenti a cui sono sottoposte, nonché dai prodotti della loro digestione nel tratto gastro-intestinale”. (1*)

 

campo e papaveria

Nel dubbio, preferiamo consumare esclusivamente derivati da grani antichi siciliani biologici.

 

 

 Foto dall'archivio della Stazione Sperimentale di Granicoltura. 

 

(1*) https://www.enterisi.it/upload/enterisi/documentiallegati/ABSTRACTConvegnoAISTEC2017_13660_985.pdf

 (2*)http://www.expo2015.org/magazine/it/sostenibilita/grani-antichi--una-risorsa-per-il-futuro.html

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Un approfondimento su come l’alimentazione può influire sulla salute e sulla bellezza. Convegno su “Nutraceutica e gelato officinale” il 27 febbraio alle 10 alla Fiera del Mediterraneo (sala A padiglione 4)

Può un gelato, oltre a dare piacere al palato, nutrire e allo stesso tempo fare bene alla salute?

Di cosa cibarsi per mantenersi giovani, belli e in salute si parlerà durante “Nutraceutica e gelato officinale”, il convegno che si svolgerà nell’ambito di Expocook il prossimo 27 febbraio alle 10 nella sala A per le conferenze del padiglione 4 della Fiera del Mediterraneo.

 

gelato

 

Durante il convegno sul tema centrale del gelato, cibo che erroneamente molti associano a un vero e proprio peccato di gola per palati impenitenti, si innesteranno molte visioni diverse ma concorrenti verso una rivalutazione in chiave salutistica di una delle preparazioni più golose che tentano il palato. A cominciare dalla interpretazione che ne ha fatto Maurizio Valguarnera che ha brevettato il gelato officinale depositandone anche il marchio. Nella versione dolce o gastronomica (quella salata che accompagna le pietanze in versione gourmet) il gelato officinale è realizzato con la massima attenzione agli ingredienti, alla loro provenienza e al giusto bilanciamento. Niente zuccheri aggiunti ma tanta natura a cominciare dalle piante spontanee, molte delle quali hanno effetti benefici sulla salute umana.

 

gelato officinale 2

E per riuscire in questa impresa titanica - trasformare un dolce in una sorta di super food - ha trovato molti alleati che saranno presenti il 27 febbraio alla Fiera del Mediterraneo: Paolo Inglese, Nicola Francesca e Rosario Schicchidell’Università degli Studi di Palermo; Umberto Nardi dell'Università Cattolica di Roma; Veronica Di Nardo dell’Università degli Studi di Salerno. E ancora la diabetologa Antonietta Costa dell’Asp n.6 di Palermo, Vittorio Virzì, presidente dell'associazione medico sportiva Amsd-Fmsi di Palemo, Giovanni Alberti, medico estetico e Patrizia Ajovalasit, pediatra presso gli Ospedali Riuniti Palermo.

Nel corso del convegno sarà presentato il programma della seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea. A parlarne Giuseppe Carruba, membro del Comitato Scientifico Internazionale nonchè responsabile del Sirs, Arnas-Civico di Palermo e Pietro Di Fiore dell'associazione Società Diaita per gli Stili di Vita e responsabile del Centro per la cura dell'obesità della Asp n.6 di Palermo.

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ConvegnoNutraceutica e Gelato Officinale

27 febbraio 2019 ore 10 - Padiglione 4 Sala Conferenze A - Fiera del Mediterraneo

L’Università a fianco degli imprenditori - Paolo Inglese - Coordinatore Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Palermo

La ricerca scientifica a servizio dell’innovazione negli alimenti nel rispetto della tradizione - Nicola Francesca - Microbiologia degli alimenti, Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Palermo

Il valore nutraceutico delle piante spontanee nella tradizione siciliana - Rosario Schicchi - docente di botanica - Università degli Studi di Palermo

Il gelato, un nuovo modo di utilizzare le piante medicinali per la cura e l'alimentazione dell’uomo - Umberto Nardi - docente di Chimica dei prodotti Naturali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Rallentare l'invecchiamento con la nutrizione funzionale: dai super food alla dieta mediterranea - Veronica Di Nardo - biologa nutrizionista docente presso l’Università degli Studi di Salerno.

Un gelato che nutre mente e corpo - Maurizio Valguarnera - gelatiere di ricerca inventore del “Gelato officinale”

Diabete e cibo - Antonietta Costa – Diabetologa responsabile Uos Educazione e promozione della salute Distretto 42 Asp n.6 di Palermo

Sport non competivo e cibo nella tutela della salute - Vittorio Virzì – presidente dell'associazione medico sportiva Amsd-Fmsi di Palemo

Mantenersi belli con la nutrizione anti-age - Giovanni Alberti - medico esteticoGelato sano per bambini in forma - Patrizia Ajovalasit - Pediatra Ospedali Riuniti

Palermo

Presentazione del Programma della seconda Conferenza mondiale sulla rivitalizzazione della Dieta Mediterranea a cura di:

Giuseppe Carruba – membro del Comitato Scientifico Internazionale e responsabile Sirs, Arnas-Civico, Palermo

Pietro Di Fiore - Società DIAITA per gli Stili di Vita e responsabile del Centro per la cura dell'obesità della Asp n. 6 di Palermo

Modera Angela Sciortino - giornalista


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TALK
Il cibo, il miglior ambasciatore del territorio

27 febbraio 2019 ore 15 - Padiglione 4 Sala Conferenze A - Fiera del Mediterraneo

interverranno:

Dario Cartabellotta - Dirigente generale del Dipartimento regionale della Pesca mediterranea

Nicola Francesca – Scienze e Tecnologie Agro Alimentari, Unipa

Patrizia Di Dio - Presidente Confcommercio Palermo

Mario Indovina - Direttivo regionale di Slow Food

Laura Elici - Responsabile della Condotta Slow Food della provincia di Palermo

Marilù Monte - Imprenditrice agricola e referente del presidio Slow Food “Susine bianche di Monreale”

Maurizio Valguarnera - Ice-chef inventore del Gelato OfficinaleFilippo e Ambra Drago - Molini del Ponte - Castelvetrano (Tp)Sebastiano Di Bella – Vini Di Bella - Noto (Sr)
Michelangelo Balistreri - Acciughe di Aspra (Pa)

Giuseppe Todaro - Sud Gel - Carini (PA)
Nicola Clemenza - società agricola “Futura“, produttore di olio extra vergine di olivaLillo Vizzini - presidente Federconsumatori Palermo

A seguire

Presentazione di PINK IS BEAUTYFUL - progetto dedicato alle imprenditrici siciliane del settore food

Per concludere
TRA TERRA E MARE - Degustazione di alcuni terroir del gelato gastronomico:

• sorbetto al vino spumante Grillante
• sorbetto alle alici;
• gelato Rosso di Sicilia al “Nero d’Avola” Di Bella ad alto contenuto di polifenoli

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 Appuntamento da Enosteria Sicula giovedì 28 febbraio con Cantine in Cucina. Il format di successo vede la coniugazione delle etichette di alcune aziende vitivinicole siciliane con la cucina del ristorante palermitano.

Enosteria Sicula propone la seconda tappa di viaggio tra sapori e profumi della cucina dello chef Gioacchino Sensale, Ambasciatore del Gusto e membro di Euro-Toques,.

Format di successo nato dall’estro dei titolari: Massimo Rallo, Danilo Ciulla e Piero Scelfo.

Il plus che accomunerà tutte le serate sarà la gradita presenza di produttori, brand ambassador ed enologi che avranno il piacere di raccontarsi illustrando le proprie origini, la storia e la filosofia aziendale abbracciando, con diverse disamine, aneddoti ed episodi che riguardano le modalità di produzione.

 

c Vrucara

 

Un piatto, un vino. Anche stavolta sarà rispettata la regola dell’1-1, ma arricchita dal legame con l’arte: oltre all’abbinamento cibo-vino, i piatti saranno accostati anche dai dipinti dell’artista Veronica Ribbeni. La mostra prende il nome di “Sqquadri”.

Le etichette sono selezionate ed abbinate armonicamente da Marcello Malta, degustatore ufficiale Ais Italia e consulente del ristorante, e da Livia Ricevuto, sommelier Ais e responsabile di sala. Ai commensali, personaggi principali assoluti della serata, andrà, vino dopo vino, diritto di parola per lo scambio di opinioni coi protagonisti delle cantine, sia sulle note degustative dei vini sia sui rispettivi abbinamenti alle portate. 

 

c Fabio Sireci

 

Giovedì 28 febbraio sarà la volta della cantina agrigentina Feudo Montoni col suo “papà” Fabio Sireci. Sita nell’agro di Cammarata, già nel 1595 Andrea Bacci, agronomo e medico di Papa Sisto V, nel “De Naturali Vinorum Historia”, primo trattato enologico italiano, elogia la tradizione viticola e le qualità del vino prodotto in queste terre. Alla fine dell’800 la storia di Feudo Montoni incontra la famiglia Sireci. Dal nonno Rosario al papà Elio, fino ad arrivare a Fabio, figlio putativo del grande e compianto Giacomo Tachis, alacre custode delle sue vigne colme di biodiversità, figlie di un terroir straordinario. 

In Contrada Montoni Vecchi tutto è governato da Madre Natura. Severa e buona, comanda solo “Lei”. A totale regime biologico, l’azienda si impernia solo sulle sue forze: la gravità, l’inverno, la montagna, l’aria. Infine il “tempo”, che è sacro. I vini ne necessitano per raggiungere lo stato di “perfezione”. «Tempo – come sostiene Fabio Sireci - che tutti dovremmo imparare a valutare per i benefici che dona a cose e uomini».

 

soqquadri mostra enosteria sicula cantine in cucina

 

Grande protagonista della cena-degustazione sarà senza dubbio Vrucara, un Nero d’Avola di grande carattere austero ed aristocratico. Fresca di un 96/100 della prestigiosa rivista Wine Advocate di Robert Parker e di un 95/100 di Decanter che la pone tra i migliori venti vini siciliani. Il vigneto cru ad alberello da cui proviene l’uva prende il nome da vruca, un cespuglio che cresce intorno e che ha sentore mentolato e d’incenso. I vigneti sono “prephylloxera” e contengono un antico ed esclusivo codice genetico di Nero d’Avola, custodito da secoli a Montoni, che rende la pianta completamente resistente alla fillossera.

 

Enosteria Sicula dessert 2

 

Ospite d’onore Nicolas Gatti Russo delle Tenute Gatti di Librizzi (Me).

Il menù della serata prevede:

Amuse-bouche
Sorpresa dello chef

Antipasto

Scampo scottato con crema di sparacelli, cagliata di latte di capra e crumble al nero di seppia

In abbinamento: Catarratto del Masso 2017

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Primo piatto

Vialone nano con borragini, scamorza, limone e vongole

In abbinamento: Rose di Adele 2017 (Nerello Mascalese)

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Secondo piatto

Guancia di vitello stracotta al Nero d’Avola,
tuberi in consistenze diverse

In abbinamento: Vrucara 2013 (Nero d’Avola prephylloxera)

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Pre-dessert
Sorpresa dello chef


Dessert

Cioccolato fondente 70%, finocchi, pere,
arance e pepe nero

In abbinamento: Passito rosso (Nero d’Avola e Perricone)

Prezzo: 50 € per persona
Contatto Fb: Cantine In Cucina

Per info e prenotazioni:

Tel. +39 339 4531471
Via Torrearsa, 3 - 90139 Palermo

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Basta una passeggiata tra i sentieri della tenuta Monaci delle Terre Nere, a Zafferana Etnea, per immaginarsi il giorno più bello, quello del fatidico sì, pronunciato sullo sfondo di una cima innevata, quella del vulcano più alto d’Europa che guarda al mare, a quel mare caldo che accoglie come un abbraccio e riporta a una terra al centro del Mediterraneo, da sempre crocevia di popoli, di tradizioni, simbolo della multi cultura, delle commistioni dei sapori e degli odori che da essa provengono. Un luogo che sa di dono della natura e di amore, tra il profumo dei fiori di zagara, dell’uva al tempo della vendemmia, dei fichi raccolti e delle ceste di vimini bagnate, del pane appena sfornato. 

 

monaci esterno

 

L’hanno immaginata e l’hanno fatta quella promessa d’amore decine di coppie straniere provenienti da Australia, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Austria che hanno scelto Monaci delle Terre Nere, e la cucina dell’annesso ristorante Locanda Nerello, come location per festeggiare il loro matrimonio da favola. “Il numero delle coppie di sposi che hanno scelto Monaci è cresciuto molto in questi ultimi mesi, piace questo pezzo di Sicilia che è insieme territorio, tradizione e internazionalità, grazie agli standard che riusciamo a garantire, offrendo un luogo magico e una cucina dai sapori mediterranei”, è il commento del founder Guido Alessandro Coffa, il manager trapiantato in America che quasi dieci anni fa ha mollato tutto per tornare ad innamorarsi della sua terra.

 

monaci interno

 

Nei suoi 24 ettari di uliveti, agrumeti e vigneti, trasformati in una tenuta biologica, fonte di ispirazione e di materie prime eccellenti, Monaci delle Terre Nere è dimora e rifugio, allo stesso tempo, e il suo nome, riporta alla storia ultracentenaria dei luoghi, di terre fertili ai piedi del monte Etna, e di mura, che hanno raccolto la preghiera e l’opera dei frati. Presente e passato si fondono, con la stessa anima. Anche le materie prime, trasformate dalle sapienti mani degli chef di Locanda Nerello, diventano percorsi di gusto e non semplici piatti da portare in tavola. Menù dai sapori mediterranei che rispettano la stagionalità, esaltano il territorio, con tante verdure dell’orto, le carni tipiche della zootecnia locale e naturalmente, tanto pesce. Il pescato del giorno, scelto con cura dalla brigata, proviene dal mercato della “pescheria” di Catania, Riposto, Giardini Naxos.

 

Fusilloni 

 

Tra i piatti proposti da Locanda Nerello e particolarmente apprezzati dagli sposi per il loro wedding, sono i “fusilloni di Gragnano con frutti di mare crudi e cotti e cime di rapa”. Gli chef del ristorante di Locanda Nerello hanno scelto dal paniere delle primizie coltivate e raccolte dal vicino orto biologico, le cime di rapa, una verdura particolarmente buona in questo periodo dell’anno perché le basse temperature ne accrescono le sostanze benefiche come ferro e proteine nobili. Semplici e versatili, le cime di rapa abbinate in cucina con i frutti di mare, mitili e molluschi altrettanto di stagione come cozze, vongole, calamari, conferiscono alla pietanza gusto e personalità. Ad aggiungere estro a questo primo di pasta, è una punta di tartare di palamita. 

 

Triglia

 

Un altro piatto che sposa la filosofia di Locanda Nerello, del mix tra terra e mare è la “Triglia maggiore con panzanella di pomodoro appeso e bietoline rosse all’aglio”. La triglia è più preziosa in periodo dell’anno perché in amore, quindi, nel pieno del vigore, mentre le bietole, come tutte le verdure a foglia verde, sono un concentrato di benessere per l’alto contenuto di potassio, ferro, calcio, fosforo. Non tradendo le sue origini mediterranee, le bietole presenti in molte ricette della cucina nord africana, dell’Est Europa, della Turchia, vengono saltate in padella con olio evo e aglio. L’accostamento con la panzanella di pomodori appesi, ricchi di zuccheri non complessi e l’acidità citrica sufficiente per sgrassare la triglia, fa di questo piatto un tripudio di gusto pur nella sua semplicità.

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Monday, 18 February 2019 16:00

Sicilia, la regione più desiderata.

 Alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano, la Sicilia afferma il suo primato di qualità, è la regione più scelta dai viaggiatori italiani per il turismo enogastronomico

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci dichiara

«Sul piano turistico la Sicilia vive il suo momento magico. Dovunque andiamo, da Rimini a Verona, da Bruxelles a Berlino, i nostri stand sono i più visitati, i più graditi”

 

Cassata

 L’isola si trova al primo posto nella classifica, seguita dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. A dirlo è il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, presentato alla Bit di Milano.

I prodotti alimentari siciliani, riconosciuti e richiesti non solo Italia, contano numeri, da primato appunto.

 Con 33 prodotti ad Indicazione Geografica e  31 vini a Denominazione, la Sicilia è la quarta regione italiana per numero di prodotti agroalimentari certificati, ma è anche la terza per numero di aziende agricole con vite e per numero di frantoi.

 

olive copertina

Incrementi importanti anche nel settore della ristorazione e per le aziende agrituristiche, che crescono in qualità dell’offerta oltre che in numero.

Alla scorsa BIT di Milano, l’immenso padiglione “Piazza Sicilia”, ha esposto i settori regionali di Turismo, Agricoltura, Territorio e ambiente, Attività produttive, Beni culturali oltre all’Istituto per l’incremento.

 

Alcantara

In primo piano, naturalmente, la promozione degli itinerari di viaggio più suggestivi, a cominciare dai cinque Parchi naturali regionali – Etna, Madonie, Nebrodi, Fluviale dell’Alcantara e Monti Sicani – che la Regione progetta di inserire in un’unica offerta di slow tourism all’interno del brand “Sicilia, Paradiso in terra”, e dai borghi siciliani vincitori, negli ultimi anni, di ben quattro edizioni del premio “Il Borgo dei Borghi”: Petralia Soprana, Sambuca di Sicilia, Montalbano Elicona e Ganci.

Ma ciò che in assoluto attrae di più, sono arancini, cannoli e cassate!

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Un’azienda siciliana conquista il podio in una competizione internazionale che premia i migliori oli extravergini di oliva al mondo.

premiazione olio

 

A Parigi, Magihouse Valle dell’Inferno di Cammarata, vince Olio Nuovo Days 2019, a cura di Emmanuelle Dechelette.

 Gli oli che si sono aggiudicati i premi, saranno promossi nei migliori ristoranti stellati di Parigi attraverso un percorso gastronomico, al quale partecipano anche i produttori.

olio nuovo days

Quest’anno la giuria di Olio Nuovo Days, presieduta dallo Chef Mof Eric Briffard Direttore dell’Accademia Le Cordon Bleu di Parigi, è stata composta da due panel costituiti da ricercatori, esperti del settore, giornalisti, buyer e personalità del mondo dell’arte.

 

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La Commissione, dopo avere eseguito i lavori di assaggio, ha proclamato vincitore l’olio extra vergine di oliva 2018 “Magihouse Valle dell’Inferno – Family Reserve” di Cammarata (AG) prodotto dalla Famiglia Marino-Giambrone. Secondo la classifica di ogni giurato, che ha degustato gli oli alla cieca, l’Azienda Magihouse si è aggiudicata il podio, a seguire l’Azienda Giapponese Takao e al terzo posto l’Azienda francese Domanine Salvador.

“Valle dell’Inferno è un olio dalla bella personalità, potente ed equilibrato” ha dichiarato il presidente della giuria Eric Briffard. 

bottiglia olio

Si tratta di un olio prodotto in una piccola valle cammaratese denominata “Valle dell’Inferno” contraddistinta da forti escursioni termiche che incidono sulle proprietà chimiche, sensoriali e sul livello degli antiossidanti degli oli. Come ci conferma il dott. Pasquale Marino, questa condizione ambientale avviene spesso nel territorio di Cammarata e nell’entroterra siciliano. Le piante, durante il periodo estivo, sono sottoposte ad un ingente stress termico producendo oli dal fruttato medio-intenso e con elevati livelli di amaro e piccante; si tratta di caratteri sensoriali che denotano elevata qualità le cui proprietà sono connesse al prezioso patrimonio varietale autoctono delle olive Biancolilla, Nocellara del Belice, Tonda Iblea, Cerasuola, Nocellara Etnea e Moresca.

 L’olio Valle dell’Inferno nel 2018 è stato anche vincitore di una medaglia d’oro al “New York International Olive Oil” e di due medaglie d’argento al “Olive Japan” e al “EVO International Olive Oil Contest di Paestum”.

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Durante la competizione Olio Nuovo Days, sono stati premiati anche altri oli extra vergini di oliva: il miglior packaging è stato conferito a Bona Furtuna di Corleone mentre il tunisino Oleastra è stato premiato per la migliore leggibilità dell’etichetta.

 L’olio extra vergine di oliva siciliano si conferma essere tra i migliori prodotti al mondo.

Dopo la recente dichiarazione dell’Agenzia americana FDA (Food and Drug Administration), sugli aspetti farmaceutici dell’olio d’oliva, ci si attende un incremento della richiesta del prodotto, specie quello di alta qualità.

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Morettino, storico marchio di caffè palermitano, presenta al Biofach di Norimberga l’ambizioso progetto della micro-roastery, che unisce la visione di una lavorazione eco-sostenibile ai saperi della tradizione, puntando a piccole produzioni on-demand di caffè artigianale “etico”, che vanno oltre il concetto di biologico.

 

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Caffè naturali, selezionati con cura direttamente nei paesi d’origine attraverso la collaborazione con i piccoli produttori, nel rispetto di chi lavora nelle piantagioni e delle comunità locali. 
Saranno questi caffè ad essere presentati al Biofach, la principale fiera dedicata al bio che in corso fino al 16 febbraio, dove è possibile degustarli, sia in espresso che in modalità filtro, allo stand Morettino.

 

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A Norimberga Morettino presenterà in anteprima assoluta due nuovi caffè biologici: la monorigine “Mexico Altura” della linea di Specialty Coffee “La Musa Nera” e la nuova selezione di blend di puri Arabica con profili di tostatura più morbida, ideale per le preparazioni filtro. 

“Mexico Altura” è una monorigine delle varietà Typica, Caturra e Bourbon, proveniente dalle piantagioni che crescono sugli altipiani del Chiapas oltre i 1.200 metri di altitudine. Le drupe sono raccolte a mano e spolpate ad acqua, mentre la tostatura è morbida, ideale per estrazioni filtro.

La linea filter, invece, è una selezione di blend di puri Arabica ideata per andare incontro ai nuovi metodi di consumo del caffè. A Norimberga sarà presentato il Filter Bio (Perù Chanchamayo, Brazil Alta Mogiana, Mexico Berilo), con una tostatura chiara e un gusto morbido.

 

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Entrambi i caffè, come nella tradizione Morettino, sono tostati artigianalmente e in maniera lenta, tramite un processo ad aria calda pulita: un metodo innovativo, ecologico e salutare, che permette di esaltare le proprietà organolettiche del caffè, evitando il contatto con le sostanze volatili derivanti dai processi industriali di tostatura.

Infine, sarà possibile degustare durante il Biofach anche le selezioni “Pure Organic Coffee” di Morettino, linea di caffè puri e biologici dedicata agli elementi di madre natura che, dopo il recente lancio, ha già riscosso le attenzioni dei buyer internazionali più attenti della categoria: Terrae 100% Arabica (premiato con la Medaglia d’oro all’International Coffee Tasting 2018), Naturae (blend di pregiati Arabica e Robusta) e Aquae (monorigine di Arabica decaffeinato naturale ad acqua).

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