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Mercoledì, 08 Aprile 2020 06:45

Il pane è sacro, ma ce ne scorderemo.

  Perché adesso tutti desiderano preparare il pane in casa?

La sacralità del pane riemerge e si palesa alle generazioni ignare della traccia che ha segnato la storia dell’umanità. Ed ora, si manifesta il legame invisibile ma imprescindibile tra l’uomo e la sua originaria forma di sopravvivenza, il seme.

Semi ed acqua, si riscoprono fonti di vita.

 

albero vita

 

 

Così, la corsa all’accaparramento di farina, l’attenzione quasi ossessiva all’ingrediente primo del nutrimento, è scaturita anche in chi mai aveva neanche lontanamente immaginato di cimentarsi in preparazioni casalinghe di lievitati.

 

sacco farina 2

 

Panifici e supermercati continuano a garantire gli alimenti, non è una necessità o comunque non lo è per la maggioranza. E non è neanche un modo come un altro per far trascorrere il tempo in casa.

È l’essersi scrollati, in brevissimo tempo, tutte quelle stratificazioni degli anni del progresso, della tecnologia, della conquistata libertà per le donne. Come se tutto d’un colpo i riflettori di una vita caotica e frenetica, spegnendosi, avessero costretto ognuno ad un confronto con sé stesso, con la propria natura di essere, umano e fragile, assoggettato ad un ecosistema che oggi l’ha vinta.

Improvvisamente si è passati dalle domeniche trascorse nella bolgia dei centri commerciali, dove il cibo non aveva nessun valore se non quello di colmare una fame capricciosa, al filo diretto coi mulini artigianali, che si ritrovano intasato l’e-commerce.

 

mulino

 

Ma chi li aveva mai considerati negli ultimi 60 anni i mulini?! 

I mulini, il prezzo del grano schizzato alle stelle, l’accaparramento, sembra di essere nel dopoguerra. Quando la gente campava la famiglia col pane.

 E forse ci è tornata la memoria ed è per questo che vogliamo di nuovo imparare a fare il pane. 

 

Per grano

 

Il pane è sacro, perché viene dal grano, e il grano è il seme della vita. È quel seme che ha dato il tormento e la soddisfazione all’uomo nella sua storia, perché la vita e la sopravvivenza delle popolazioni era correlata ai raccolti. Mesi di preghiere verso il cielo e lavoro con la testa china, per portare il pane sulla tavola di una famiglia. E se accadeva, era considerato un miracolo.

Adesso qualcosa è riemerso, ma non credo con consapevolezza. 

L’uomo dimentica in fretta soprattutto gli eventi negativi e traumatici. Torneremo (tornerete) a mangiare pseudo-pane industriale precotto nei centri commerciali, pensando che quella sia la felicità.

 

 

 

 

 

 

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Una miscela di farine da grani antichi siciliani sta conquistando panifici e pizzerie in numero sempre maggiore, è Rosso di Sicilia, prodotto di punta della gamma “Le farine di Giovanni Billeri”.

La lunga esperienza nella molitura di Giovanni Billeri, lo ha condotto nella ricerca di una miscela perfetta per il suo ideale di pane, l’omonimo Rosso di Sicilia. Giovanni ha selezionato alcune varietà di grani antichi siciliani, per poi bilanciare le percentuali nelle farine e creare un perfetto equilibrio di sapori e profumi, esaltato dalla macina a pietra.

 

logo

 

La versatilità della farina Rosso di Sicilia, facilita nell’ideare ricette sempre diverse, che siano nuove o personalizzazioni di quelle già esistenti.

Questa volta l’input è dato dal desiderio di poter portare fuori casa uno snack genuino, privo di conservanti e additivi e comunque a medio-lunga conservazione.

Così ho ideato i crackers aromatizzati, che mi supportano, insieme alla frutta secca, negli spuntini che intercorrono tra i pasti principali.

 

profilo

Quando si trascorrono intere giornate fuori per lavoro, è altissimo il rischio di avere attacchi di fame ed acquistare la prima cosa che ci capiti a tiro, ovvero prodotti industriali ricchi di sostanze per niente nutrienti e anzi nocive.

I crackers non subiscono gli effetti da sbalzi di temperature, per questo possono essere portati sempre in borsa con noi, placando la fame improvvisa senza intaccare la forma fisica.

A casa naturalmente si spalmano di qualunque cosa ci faccia gola! Dai formaggi freschi, ai patè; dalla marmellata alle creme dolci.

Nella ricetta che segue ho inserito una polvere di agrumi e finocchietto selvatico, aromi siciliani preparati da Sapori di Regalpetra, proprio perché ho pensato ad un consumo senza aggiunta di altri ingredienti, facendo sì che risultino più appetitosi.

 

polvere interno

 

      Ingredienti

260 gr  farina Rosso di Sicilia

180 gr  acqua

   1  gr  lievito di birra

   1       cucchiaio olio evo bio

   1       cucchiaino sale

   1       cucchiaio polvere di agrumi e finocchietto Regalpetra ( a piacere)

         PREPARAZIONE

  • Scaldare poco l’acqua, appena è tiepida sbriciolarvi il lievito e sciogliere bene.

 

farina e aromi

 

  • In una ciotola capiente versare la farina, aggiungere il cucchiaio di aromi e miscelare. Versare l’acqua con il lievito ed iniziare ad impastare, alla fine aggiungere l’olio ed il sale , continuare ad impastare finché diventa liscio ed elastico.
  • Coprire con una pellicola e lasciare a riposare tre ore circa.

 

panetto e rotella

 

  • Riprendere l’impasto, suddividerlo in panetti, stendere con il matterello delle lunghe strisce rettangolari, dello spessore di 2-3 millimetri.

 

 

striscia intera

 

 

  • Suddividere i crackers con un coltello affilato o una rondella, tagliando prima in maniera decisa per formare il singolo cracker e poi delicatamente procedere con un unica linea orizzontale al centro per creare il punto di divisione.

 

sul tagliere

 

  • Bucherellare con uno stuzzicadenti le superfici, sistemare su una teglia ricoperta da carta da forno e far cuocere a 180° per 10- 15 min.

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Sorprendente l’agrobiodiversità siciliana, che ci regala sfumature di colori, odori e sapori in gradazioni innumerevoli.

Il mio cammino alla ricerca dei grani antichi siciliani, dell’autenticità del lavoro contadino, delle gemme preziose di madre natura, non può trovare confini in un’isola dove terra, mare e profondità vulcaniche sono antologia del pianeta terra.

Il grano antico siciliano ‘maiorca’, fino ad ora inteso solo quale grano tenero, è l’unica varietà di frumento “bianco” ripreso dai contadini negli ultimi anni.

 

spighe maiorca

Dalle varietà siciliane, in un percorso a ritroso, si sta svoltando alla varietà locale. La vera peculiarità della regione sta proprio qui, come per i dialetti, diversi nel raggio di 5-10 km, anche per i vegetali tra una contrada e l’altra, il terreno si presta meglio a questa o quella varietà, o persino la stessa varietà assume diverse caratteristiche.

Divulgare questa ricchezza rientra, suppongo, tra le mie “missioni”.

Adesso che ho scoperto una nuova, straordinaria, varietà di grano tenero, voglio condividere con voi le sue caratteristiche, i benefici del consumo, i profumi, i sapori, gli usi.

 

logo a penna

L’azienda agricola Valpilieri®, situata nel territorio di Niscemi (CL), ha selezionato un grano antico locale, coltivato da sempre nelle loro terre.

Il termine dialettale è “tiraddittu”, che per loro scelta commerciale diventa marchio Tiraditto.

 E’ un grano tenero con glutine leggero, molto ricco in sali minerali e oligoelementi, funzionali e benefici per il nostro organismo. 

La farina di Tiraditto possiede alti contenuto di selenio e magnesio, ed è preziosa fonte di fosforo, necessario per la crescita e lo sviluppo osseo dei bambini.

E’ ideale per la panificazione, la pizza casalinga ed i forni professionali. Sublima ogni dolce.

 

spighe titaditto                                               

                              (Immagine di proprietà azienda agricola Valpilieri®, tutti i diritti sono riservati)

 

Presenteremo il prodotto in un corso in cui ci si metterà direttamente alla prova pratica con gli impasti.

La lezione sarà tenuta da Giovanni Zuccarello, chef e consulente per la prestigiosa Pizzeria Sazi e Sani

Il locale, primo forno a Catania ideato per la divulgazione di prodotti a base di grani antichi, con lievitazioni lunghe, è il luogo che ospiterà l’evento.

 

sazi e sani impasto

Lo chef del locale Sazi e Sani, già da molto tempo impiega la farina di grano TiradittoGiovanni seleziona con gradissimo rigore la qualità delle materie prime, non solo per gli impasti. Prodotti artigianali e di alto valore qualitativo accompagneranno la degustazione dei lievitati.

 

pizza 1

Il corso è teorico-pratico, ogni partecipante metterà le “mani in pasta” facendo esperienza diretta delle caratteristiche della farina di Tiraditto.

Continuiamo insieme la ricerca e la scoperta del nostro patrimonio di biodiversità, ma per apprezzarlo realmente bisogna riconoscerlo e saperlo valorizzare, dietro indicazioni di chi ne ha già competenza.

Posti limitati!

Per info e prenotazioni inviare una mail a fooditinera@federicagenovese.com

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Mercoledì, 20 Marzo 2019 09:28

Rosso di Sicilia, passione di Antica Farina.

Rosso di Sicilia, è il ritorno al mondo dei grani e della molitura di Giovanni Billeri, che nella città del pane nero di tumminia, Castelvetrano (TP), rompe ogni schema dando nuovi colori e profumi ai suoi prodotti.

 

Le farine di G

Sotto il marchio ANTICA FARINA, rientrano più di dieci tipologie di semole, la maggior parte da grano duro ed altre di tenero, che sono spesso miscele create da Giovanni per ottenere prodotti dal risultato caratteristico sempre uguale.

I grani utilizzati sono tutti siciliani, selezionati tra diverse varietà antiche, che poi vengono moliti a pietra. 

 Giovanni Billeri ha già grande competenza in campo, è stato titolare ed amministratore di un mulino per quindici anni, che per motivi personali ha poi abbandonato dedicandosi ad altro.

Oggi però, rientra nel settore e stringe un accordo in esclusiva con un giovane proprietario di un piccolo mulino a pietra. 

 

giovanni

                                                                           Giovanni Billeri

 

Quattordici i marchi creati, tra i quali il Rosso di Sicilia,

Ma, rispetto a tutte le altre semole da grani antichi siciliani macinati a pietra, qual è il punto di forza dei prodotti di Giovanni Billeri?

 “Io non propongo solo farina, ma un omonimo pane con forma e caratteristiche prestabilite: rotondo, due linee parallele, senza sesamo, rigorosamente impastato con lievito madre - spiega Giovanni - certo per me è condizione fondamentale che chi lo produca ne dia il giusto risalto, è un marchio, per cui va corredato di targhette identificative e locandine che ne spieghino le caratteristiche”.

 pane in forno

 

Ed in pochi mesi è diventato un prodotto di successo, grazie ad un grande impegno di divulgazione, che ha ottenuto l’adesione di circa sessanta trasformatori tra panifici e pizzerie.

Una ricetta che invece si presta benissimo al forno domestico, è il pan di patate che ho elaborato.Una pane in cassetta morbidissimo ed umido, che può andare bene per il salato se aromatizzato con rosmarino, oppure per la colazione dolce, accompagnato confetture e creme spalmabili.

                                                                           PAN DI PATATE 

 

 intero

   INGREDIENTI

  • 400 gr semola Rosso di Sicilia
  • 300 gr acqua
  • 250 gr circa patate 
  •   15 gr sale
  •   1 gr lievito di birra
  •   2  cucchiai olio extravergine d’oliva
  • mezzo cucchiaio di miele

   PREPARAZIONE

Bollire le patate con la buccia, quando saranno cotte scolarle, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate mentre sono molto calde. Lasciare intiepidire la purea.

Sciogliere il lievito in un bicchiere d’acqua insieme al miele.

In una ciotola capiente, o nella planetaria, impastare farina, acqua e lievito ed aggiungere le patate, impastare bene versando pian piano l’olio d’oliva, alla fine aggiungere il sale.

 

impasto e patate

Quando l’impasto è ben amalgamato, versare in una ciotola e ricoprire con pellicola, aspettando che raddoppi il suo volume ( 5 ore circa) .

 

impasto pan

Utilizzare per la cottura uno stampo da plum cake, cm 25x11

Ritagliare un foglio di carta forno, bagnarlo in acqua, strizzarlo e foderare lo stampo. Versare l’impasto, profumare se si desidera con aghi di rosmarino, ed infornare a 180 gr per circa 45 min.

 

in teglia rosmarino

Prima di sformare lasciare raffreddare completamente.

 

Pane e fette di sbiego

 

 

 

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Mercoledì, 19 Dicembre 2018 11:44

Ciambella all'arancia e cioccolato.

L’olio essenziale degli agrumi siciliani, che si esprime in fragranza, cadenza le stagioni.

Esplode quando i polpastrelli scostano la buccia, o la lama del coltello la ferisce. 

Il limone fiorisce le quattro stagioni, ma verdello è estate.

 

agrumi 2

 

 Le arance, la bionda arriva nel tardo autunno per lasciare in inverno ampio spazio al sanguigno tarocco, il mio preferito.

 Il mandarino addobbava il presepe, quando questo era povero. Le suore, al convento delle mie zie, usano ancora così.

 

presepe mandarini

Le scorze degli agrumi possiedono un valore inestimabile, quasi mistico, e mille virtù.  Largo è il loro impiego in cucina, col dolce e col salato, regalando sentori di spiccata mediterraneità.

Utilizzare la buccia di un agrume vuol dire però essere coscienti che questa non sia stata trattata, o tutti gli effetti saranno vanificati. 

Giosuè Arcoria, giovane agricoltore che da 20 anni porta avanti l’azienda di famiglia, da sempre nel settore agrumicolo, è più che un fornitore di fiducia. La sua produzione biologica di arance che crescono guardando l’Etna, risente della passione con cui egli stesso se ne prende cura. La scorza dei suoi agrumi è schietta quanto lui, e onora le mie pietanze.

 

arcoria 2 2

 

Dalla città barocca capitale del cioccolato, Modica, Giovanni Cicero sperimenta continuamente su cacao, esotico secolarmente ambientato, e carrubo, autoctono racconto di un paesaggio mitico.

Ciokarrua infatti ha nome la sua officina, mia prediletta fabbrica del cioccolato.

cioccolata

Una farina di grano maiorca fine, che non vuol dire raffinata bensì semi integrale, è quella che mi ha fatto recapitare Gaetano Amoruso. Il suo mulino macina a pietra e no, in ogni caso ad arte. 

 

crusca 2

E macina grani biologici, che coltiva nel territorio di Agira (EN), dove clima, terreno e semi di grani fanno l’amore.

 

D’inverno il forno s’accende ben volentieri, il profumo degli agrumi che invade d’un tratto la cucina mette di buon umore, la cioccolata è una coccola irrinunciabile. Il grano tenero, lo dice la stessa definizione, pretende che gli rendiamo tenerezza come sofficità, quella di un dolce che tutti possono permettersi, ma che certamente con grande qualità di materia prima, cambia status. 

 

INGREDIENTI

 

  • 250 gr farina di maiorca semi integrale MOLINO AMORUSO
  • 200 gr zucchero di canna integrale
  •   70 gr latte fresco intero
  • 3 uova
  • 100 gr burro artigianale Caseificio LA CAVA
  • 150 gr cioccolata CIOKARRUA
  • 1 cucchiaio cacao amaro in polvere
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 2 arance biologiche Az. AGRICOLA ARCORIA
  • 1 bustina lievito bio

 

etichetta amoruso

 

PREPARAZIONE

 

Nella planetaria versare le uova e la buccia grattugiata finemente delle arance, aggiungere lo zucchero ed impastare a velocità moderata per circa 15 min. Nel frattempo tagliare in due metà la bacca, prelevarne la polpa ed aggiungere.

Sciogliere il burro a bagnomaria e lasciar raffreddare.

Al composto di uova e zucchero, aggiungere a cucchiate la farina, poco per volta, procedere alternando alla farina anche il latte ed il burro, affinché il composto si mantenga sempre morbido.  

Per ultimi, il cacao in polvere ed il lievito.

Ridurre a scaglie la cioccolata con un coltello, staccare la ciotola dalla planetaria, ed amalgamare l’ultimo ingrediente con l’aiuto di un cucchiaio.

Foderare la tortiera con burro e farina, versare lentamente l’impasto e cuocere a forno preriscaldato a 180° per circa 40 min.

 

 

 

 

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  Le truffe sul grano e i suoi derivati sono tra le più diffuse del mercato alimentare, a rimetterci è la nostra salute come quella dell’ambiente.

La notizia appresa qualche giorno fa, sulla creazione di un marchio di qualità per identificare i produttori di pane e pasta che usano grano siciliano non trattato con glifosate ed alcun veleno, desta subito il mio interesse.

 

locandina udicon

 

L’iniziativa è dell’U.Di.Con, l’Unione Difesa dei Consumatori che porta avanti da mesi la battaglia per la sicurezza a tavola. 

Due giorni, 14 e 15 dicembre, a Palermo nella piazza antistante il teatro Massimo, hanno portato la questione all’attenzione di cittadini e consumatori, per far si che si arresti il fenomeno dell’arrivo di grani esteri in Sicilia.

 

udicon in piazza

 

L’evento è stato organizzato con il patrocinio degli assessorati regionali Attività produttive, Salute e Agricoltura. Presente il Presidente Nazionale Udicon Denis Nesci, il Presidente regionale Pietro Feroce, gli assessori regionali Mimmo Turano e Sergio Marino, il Commissario Straordinario dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia Salvatore Seminara. Inoltre esperti nutrizionisti, biologi, chef e responsabili delle associazioni di categoria.

pietro alongi

           Pietro Alongi

Pietro Alongi, responsabile del progetto, risponde alle mie domande,

    - E’ un progetto importante, e delicato. Quanti elementi mette in campo?

“L’unione tra le forze degli enti sopracitati, ci permetterà di compiere un’azione di grande impatto, che coinvolgerà una rete grandissima in tutta l’isola. A partire dall’istituto Zooprofilattico, che rileva le tracce di glifosate presente nei grani, fino al piccolo panificatore che dovrà esporre il marchio in vetrofania a garanzia di un prodotto sano e 100% siciliano.”

 

grano al porto

 

I     - I controlli dovranno poi essere più che rigorosi per tutelare i consumatori. Come?

“Certamente, chiunque aderisca dovrà firmare un fitto e severo protocollo d’intesa, i controlli saranno frequenti e, se qualcuno tenterà di fare il furbo non solo verrà privato del marchio ma denunciato pubblicamente, anche a mezzo stampa”

Il dott. Alongi prosegue raccontandomi che i lavori sono in corso da giugno, ma che stanno procedendo intensamente affinché la cosa si concretizzi al più presto.

A questo punto, per essere retorica, la domanda sorge spontanea,

      - E con i grani antichi? E’ previsto che il marchio li tuteli?

“Dott.ssa, certamente i grani antichi rientrano nel progetto, ma non è su quelli che si concentrano i maggiori rischi. Essi riguardano l’un per cento della materia prima impiegata per la produzione di pasta e pane. Mi preoccupa il grano che arriva dalla Bielorussia e dal Canada, stiamo anche lavorando ad accordi con le dogane, ma per il momento non posso dirle altro”.

La sicurezza alimentare è un argomento che riguarda tutti, pane e pasta la base della nostra alimentazione. La trasparenza di un marchio esposto in vetrofania, ci salverà?

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Semina, speranza, raccolto. Così è scandito principalmente il calendario annuale dell’agricoltore. Infinite variabili condizionano ogni fase di un rito vitale antico millenni, la raccolta del grano.

La speranza e la preghiera di chi semina coscientemente è rimasta immutata nei secoli, perché si rimette un intera annata alla grazia del cielo e della terra.

Il cuoco invece ha cambiato rotta, seguendo i dettami del mercato contemporaneo, e perdendo il contatto diretto con chi produce le materie prime.

 

in campo 7

 

Finalmente c’è aria di cambiamento, a Galati Mamertino (Me) tre chef sono letteralmente scesi in campo per presiedere simbolicamente la semina dei grani siciliani, affiancando i contadini che rivalutano i semi antichi. 

Diamo una mano al grano” è il progetto degli Ambasciatori Del Gusto di Messina, che vuole ripristinare la coltivazione degli antichi grani siciliani nella provincia di Messina. I tre ambasciatori, lo chef Pasquale Caliri, il pastry chef Lillo Freni, ed il bakery chef Francesco Arena, hanno sposato l’impresa insieme agli ultimi anziani contadini che conservano la conoscenza delle antiche procedure di semina.

 

in campo 6

 

All’avvenuto raccolto, gli chef saranno i diretti fruitori delle farine, ingrediente per le loro pregiate preparazioni.

Il progetto coinvolge il territorio di Galati Mamertino, su venti ettari di terreno sono stati seminate alcune varietà di grano duro,  Perciasacchi, Senatore Cappelli, Bufala Nera e Russello, ed il grano tenero Maiorca.

I terreni sono stati ripuliti, spietrati e resi nuovamente adatti per la semina che non avveniva da oltre quarant’anni.

 

in campo 2

 

Alla fine del ciclo si capirà quali delle varietà si adatteranno meglio.

 I tre Ambasciatori del Gusto, hanno presieduto alcuni lavori di semina durante un coinvolgente incontro sia con gli anziani che con i bambini della zona. “Abbiamo coinvolto le giovani generazioni per mettere in atto un meccanismo virtuoso con chi in futuro potrà goderne e presiedere sentendole finalmente proprie”.

 

in campo 1

 

I piccoli, insieme ai tre professionisti ed alla presenza di un dirigente Slow Food, si sono dati appuntamento domenica scorsa per dare vita al rito della semina. 

Tutte le fasi verranno seguite dai tre noti chef messinesi, sino alla raccolta delle spighe nella prossima estate. 

Cucina, pasticceria e panetteria, nei locali dei tre chef, acquisiranno un valore aggiunto.

 

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La lezione sull’impiego dei grani antichi siciliani, oltre alle dosi ed alla manipolazione, sottintende la grande voglia di divulgare, da parte nostra, e di apprendere, da chi con attenzione ci ascolta, le nostre radici culturali.

Il corso per professionisti che si è svolto pochi giorni fa, è nato dalle numerose richieste di chef, panettieri e pizzaioli che nonostante i molti anni di esperienza si ritrovano a dover mettere in discussione le tecniche acquisite in fase di formazione, che coi nostri grani antichi si scontrano e falliscono.

 

foto 1

 

Questo vale per coloro che sono sempre attenti all’innovazione, al cambiamento nei gusti, ai nuovi trend. Ma vale specialmente per quei ristoratori sensibili ed attenti alla provenienza ed alla qualità della materia prima.

Forte è l’attenzione in questo momento sul tema “made in Sicily”, e vincenti sono i (bravi) Chef che selezionano con rigore gli ingredienti da trasformare.

Poter servire in un prestigioso ristorante un pane auto-prodotto, e presentarlo come frutto del lavoro sinergico tra un agricoltore, un grano, un mugnaio ed un artigiano, è il traguardo per l’evoluzione siciliana.

Davide Cicciarella, da chef a bakery chef, ha ormai una padronanza invidiabile in fatto di semole integre da grani antichi siciliani e lievito madre, ed ha trasmesso ai colleghi corsisti tutta la sua passione ed i suoi segreti.

 

davide

 

Simenza-cumpagnia siciliana sementi contadine, che patrocina i corsi, un pò come una mamma ci supporta e guida.

Le aziende sponsorizzano dietro una mia accurata selezione.

In questo corso, ancora una volta, le varietà di grani maiorca, russello, perciasacchi, tumminia del mulino a pietra Antichi Granai.

Con le quali abbiamo sfornato pane, pizza e focacce eccezionali, profumate e buonissime.

 

antichi granai

 

Ospite sempre gradito il Caseificio La Cava - pregìati di gusto, con il primo sale tipicamente nostrano, che abbiamo fuso tra strati di morbida focaccia, ed i bocconi di mozzarella fiordilatte, che hanno reso la pizza un piatto gourmet.  Marchio della caseificazione d’alto livello, perfetto connubio tra tradizione ed innovazione.

 

Logo La Cava colore

 

Per la prima volta Casa Morana, il pomodoro siciliano trasformato in una passata fresca e profumata.

Un’azienda che propone la passata per pizza come fosse fatta in casa.

Tanta cura ed attenzione nella trasformazione del pomodoro, che solo chi conosce la qualità ed i sapori autentici può apprezzare.

D’obbligo dunque un ringraziamento ad ognuna delle aziende.

 

casa morana pizza

 

Con Davide Cicciarella, vi regaliamo la ricetta di un buonissimo pane!

 

 

Pane di Perciasacchi integrale Antichi Granai

Ingredienti:                                       

1 kg  Perciasacchi integrale Antichi Granai

700   gr di acqua (circa)

100    gr lievito madre

18      gr sale

20      gr olio evo 

Preparazione:

Sciogliere nell’acqua 700 gr di farina, lasciare riposare nello stesso contenitore per circa 20 min.

Trascorso il tempo di riposo aggiungere il lievito madre impastando ancora per far amalgamare bene.

Aggiungere dunque la restante farina e, una volta ben incorporata versare il sale.

Infine l’olio extravergine d’oliva.

In una ciotola scoperta da pellicola lasciare riposare l’impasto per 2 ore.

Versare l’impasto su un piano da lavoro e passare dunque alla formazione dei panetti. Riporre a lievitare per 2/3 ore.

La cottura del pane dipende dal forno impiegato, in un forno domestico generalmente va cotto alla temperatura massima per un tempo non inferiore ai 45 min.

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Lunedì, 12 Febbraio 2018 06:14

Bignole di Carnevale

L’altro giorno Luca è arrivato a casa mia ed ha esordito:

-                     -  Zia, adesso sono veramente a dieta, non mi chiedere di preparare dolci perché non posso assolutamente più mangiarne.

L’ho guardato tristemente ed ho risposto:

-                       - Mah…Luca… proprio oggi che volevo farti preparare ed assaggiare speciali frittelle di carnevale ripiene di crema al cioccolato?

Lui rimane sbigottito e stranamente ammutolito.

Gli propino sempre biscotti integrali e ricette light, ed ora che finalmente andavo incontro ai suoi gusti un veto dall’alto gli proibiva l’allettante merenda.

Lo tolgo dall’imbarazzo e gli propongo un accordo. Faremo comunque le frittelle per impastare e divertirci con i filmati da postare su instagram, ed alla fine gli concederò di poterne mangiare una, e preciso che sarà soltanto una.

Non so mai cosa aspettarmi che risponda perché, come tutti i bimbi, sorprende ogni volta.

Per cui mi guarda, gli si illumina improvvisamente lo sguardo  e felice mi esclama:

-                     -Ci sto zia! Farò una frittella grande così (ed allarga le braccia per quantificare), e mangerò solo quella!"

Mi abbraccia forte per esprimermi l’entusiasmo della felice soluzione.

Le ricetta delle bignole, la trovai diversi anni va su una rivista di cucina, da allora non l’ho mai lasciata perchè sono squisite, ma ho negli ultimi anni sostituito la classica farina “00” con le varie di grani siciliani che mi ritrovo in casa.

 

 

 

INGREDIENTI

 Per le bignole

1 dl acqua

1 dl latte fresco intero

3  uova

30 gr burro a pezzetti

50 gr zucchero integrale di canna

120 gr farina di maiorca

Scorza grattugiata di un limone biologico

Un pizzico di sale

Crema al cioccolato

250 gr latte fresco intero

1 uovo

30 gr cacao amaro in polvere

30 gr amido

50 gr zucchero integrale di canna

PREPARAZIONE

 

Bignole

Versare in una casseruola latte ed acqua, unire il burro a pezzetti, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone, un pizzico di sale e portare ad ebollizione.

Unire a questo punto la farina e mescolare energicamente con un cucchiaio di legno fino a quando l’impasto avrà formato una pasta omogenea che si stacca dalle pareti della casseruola.

Trasferire l’impasto in ciotola, lavorarlo un altro po’ per farlo intiepidire. Quindi incorporare le uova uno alla volta.

Friggere il composto a cucchiate in abbondante olio caldo, fin quando le bignole risulteranno gonfie e dorate. Scolarle per mene con un mestolo e trasferirle su carta assorbente.

Crema

In un tegame antiaderente mettere cacao, amido e zucchero. Miscelare per bene e versare il latte a filo evitando di far formare grumi, unire l’uovo intero ed accendere il fuoco.

Mescolare continuamente fino a quando avrà raggiunto il bollore. Continuare fin quando la crema sarà diventata densa. Spegnere e lasciar raffreddare mescolando spesso.

Mettere la crema fredda in una sacca a poche con beccuccio sottile, con quest’ultimo forare le bignole e farcirle.

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