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Visualizza articoli per tag: arancino

Martedì, 17 Marzo 2020 17:18

Arancini al pistacchio

Quale migliore occasione per imparare a fare a casa gli arancini, se non questa lunga permanenza in casa? E con tutto lo sconforto che ci è letteralmente piombato addosso, ci manca solo di privarci delle cose buone, del cibo che ci piace tanto e ci mette di buon umore.

 

aperto

 

Ma noi siamo più forti, più tenaci e resistenti di ogni pandemia, perché siamo siciliani, italiani, e abbiamo fame! Sempre! Di sicuro non ci viene meno l’appetito, neanche nelle peggiori situazioni.

E’ sicuramente il caso di sdrammatizzare, perché il periodo di isolamento è davvero lungo, per questo voglio proporvi una ricetta semplice per chi si approccia per le prime volte alla preparazione dell’arancino di riso. Il classico al ragù di carne è un po' più laborioso, quello al pistacchio è invece molto semplice ed alla portata di tutti.

L’ho preparato con gli ingredienti che ho in casa, ma più in là vi darò anche la ricetta che preparo solitamente. Basta seguire il mio video (https://bit.ly/2x4W7Ea) per capire quanto è semplice, ed una volta che avrete preso dimestichezza, sono certa che friggerete arancini in gran quantità!

Al lavoro!

 

 

INGREDIENTI

 

250 gr riso originario

250 gr riso arborio

250 gr pesto di pistacchio

besciamella

(preparata con 5o gr farina di maiorca Antichi Granai, 250 gr latte, un pizzico di sale, noce moscata, un cucchiaino di burro)

150 gr formaggio stagionato grattugiato

200 gr formaggio semistagionato

Pangrattato

Zafferano

Sale

Olio di semi di arachide per friggere

N.B. Per un arancino più ricco di gusto, preparare un soffritto di cipolla tagliata sottilissima, e prosciutto cotto, far sciogliere il prosciutto ed unire al composto di besciamella e pistacchio.

Per la pastella: 100 gr farina di maiorca. 200 gr acqua.

 

 

 

PREPARAZIONE

 

Per la besciamella:

In un pentolino antiaderente mettere la farina di maiorca Antichi Granai, a filo versare il latte e mescolare cercando di non far creare grumi. Accendere la fiamma e far scaldare, aggiungere il burro, il sale, la noce moscata e mescolare costantemente finchè non raggiungerà il bollore e risulterà denso. Spegnere, e se necessario perché si sono formati grumi durante la cottura, passare al mixer.

Per la pastella:

Versare in un recipiente dai bordi alti la farina e l’acqua, con la frusta, o il frullatore ad immersione, mescolare bene per ottenere una pastella liscia ed elastica.

 

acqua e farina

 

 

Arancini

 

  • Far bollire il riso per circa 20 minuti in abbondante acqua salta, aromatizzata con zafferano. Scolare, e lasciare completamente raffreddare.

 

 

riso

 

  • Tagliare a dadini il formaggio e sistemare in una ciotola.

 

 

formaggio cubetti

 

 

  • Nel tegame della besciamella, versare il pesto di pistacchio (ed il soffritto di cipolla e prosciutto se si desidera), e amalgamare bene.
  • Trasferire il riso dal colapasta ad una ciotola capiente, aggiungere il condimento ed il formaggio grattugiato, mescolare per bene tutto.

 

 

riso e pistacchio

 

 

  • Preparare una ciotola con dell’acqua, ed immergervi le mani. Formare gli arancini: spalmare una parte di riso sul palmo di una mano, al centro collocare uno o due cubetti di formaggio, e richiudere con entrambe le mani facendo in modo di sigillare bene.
  • Procedere con tutto il riso ed il formaggio a disposizione, creando arancini dalla forma arrotondata.

 

solo arancino

 

 

  • Passare ogni sfera di riso prima nella pastella, togliendo quella in eccesso, e poi nel pangrattato.

 

in pastella

 

 

muddica

 

  • Friggere in olio bollente per circa 10 min.

 

frii

Pubblicato in Le mie ricette
Lunedì, 18 Febbraio 2019 16:00

Sicilia, la regione più desiderata.

 Alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano, la Sicilia afferma il suo primato di qualità, è la regione più scelta dai viaggiatori italiani per il turismo enogastronomico

Il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci dichiara

«Sul piano turistico la Sicilia vive il suo momento magico. Dovunque andiamo, da Rimini a Verona, da Bruxelles a Berlino, i nostri stand sono i più visitati, i più graditi”

 

Cassata

 L’isola si trova al primo posto nella classifica, seguita dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. A dirlo è il rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019, presentato alla Bit di Milano.

I prodotti alimentari siciliani, riconosciuti e richiesti non solo Italia, contano numeri, da primato appunto.

 Con 33 prodotti ad Indicazione Geografica e  31 vini a Denominazione, la Sicilia è la quarta regione italiana per numero di prodotti agroalimentari certificati, ma è anche la terza per numero di aziende agricole con vite e per numero di frantoi.

 

olive copertina

Incrementi importanti anche nel settore della ristorazione e per le aziende agrituristiche, che crescono in qualità dell’offerta oltre che in numero.

Alla scorsa BIT di Milano, l’immenso padiglione “Piazza Sicilia”, ha esposto i settori regionali di Turismo, Agricoltura, Territorio e ambiente, Attività produttive, Beni culturali oltre all’Istituto per l’incremento.

 

Alcantara

In primo piano, naturalmente, la promozione degli itinerari di viaggio più suggestivi, a cominciare dai cinque Parchi naturali regionali – Etna, Madonie, Nebrodi, Fluviale dell’Alcantara e Monti Sicani – che la Regione progetta di inserire in un’unica offerta di slow tourism all’interno del brand “Sicilia, Paradiso in terra”, e dai borghi siciliani vincitori, negli ultimi anni, di ben quattro edizioni del premio “Il Borgo dei Borghi”: Petralia Soprana, Sambuca di Sicilia, Montalbano Elicona e Ganci.

Ma ciò che in assoluto attrae di più, sono arancini, cannoli e cassate!

Pubblicato in Blog
Giovedì, 13 Dicembre 2018 11:32

Santa Lucia, ridacci oggi il riso siciliano.

La vista è il primo senso col quale il cibo ci attrae. Forme e colori attivano un ciclo mnemonico che passando dalla sonorità della masticazione arriva alla sublimazione delle papille gustative e sprofonda nel vortice dei piaceri esistenziali.

Santa Lucia gode appunto di grandi glorie in tutta la nostra isola. Proclamata protettrice della vista, la si celebra gastronomicamente “a zone”, dove con arancini, dove con la cuccìa.

Pare che questa frenesia sul consumo di arancini e cuccia, sia legata ad un voto fatto nel 1646 durante una grave carestia, che colpì Siracusa, città della Santa.

 

arancini tanti

 

 Quando ormai nulla più sembrava possibile a rimediare la situazione, giunse una nave carica di frumento.

Al miracolo seguì un voto alla Santa, cui si promise di consumare il frumento senza prima averne fatto farina.

Da qui la tradizione di non cibarsi di pane o pasta il 13 dicembre, ma di cuccìa ed arancini.

Riso e grano. Che in Sicilia abbondavano.

 

campi di riso

 

Campo di riso nella piana di Catani, foto del dott. P. Caruso

 

Ma, con tutto questo gran fervore sul richiamo alle tradizioni, ci si interroga se siamo proprio così ligi all’originarietà?

Sul riso di cui son fatte le centinaia di arancini che allettano ogni avventore di bar e panetterie, si chiede mai qualcuno da dove provenga?

Sono circa 200 anni che il riso non si coltivava più in Sicilia, da quando, pare, Cavour concentrò le produzioni in Piemonte. Successivamente si procedette con la bonifica delle zone destinate alla coltivazione di tale cereale e la questione fu archiviata.

E intanto gli arancini continuano ad essere il più ricercato tra i cibi di strada.

 

spighe riso

 

Da qualche anno in Sicilia, in un paio di aziende localizzate nella Piana di Catania e nell’entroterra Ennese grazie alla passione e alla volontà di alcuni agricoltori si è ripreso a produrre riso, una pianta che da più di un secolo non veniva coltivata nell’Isola.

La reintroduzione del riso è stata stimolata dalla collaborazione che si è instaurata tra questi imprenditori agricoli, alcuni docenti e ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania (Di3A) e il Dr. Massimo Biloni, uno dei maggiori esperti di riso in Europa (*1).

 

io e massimo

Con Tommaso Cannata, il bakery chef che da Messina è emigrato a Milano (sigh!), è avvenuto il rilancio del vero arancino 100% siciliano, con riso e panatura da grani antichi siciliani. (Contemporanemente al mio che resta però relegato ad una strettissima cerchia di parenti e amici).

 

tommaso

 

Sul grano, o meglio, sui grani, vi rimando ad altri articoli che tanto, tantissimo, c’è da riscoprire.

 

1* http://federicagenovese.com/index.php/blog/item/47-il-ritorno-del-riso-in-sicilia-paolo-caruso-e-paolo-guarnaccia

Pubblicato in Blog