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Martedì, 12 Marzo 2019 09:38

Macco di fave fritto

 La mia dieta è prevalentemente vegetariana, per gusto e per moltissime altre ragioni che molti sottovalutano ed altri proprio non vogliono sentire, 

“Perchè noi, nella nostra cucina tradizionale abbiamo la carne, il pesce e tutto. Questa nuova abitudine di non mangiare carne è solo una moda”.

La vera moda in cucina, oggi fortunatamente riguarda altro, ed è materia di tanti bravi chef.

Ma inutile qui disquisire su questioni ambientali ed etiche, meglio focalizzarsi esattamente sulla tradizione.

La carne ed il pesce, non erano presenti quotidianamente sulle tavole, non per chi non fosse ricco, anzi. 

La maggior parte delle ricette nella cucina popolare impiegava ingredienti che vengono definiti poveri. Alimenti ricchi di nutrienti che hanno sfamato e sostentato le popolazioni preindustriali.

 

fave 3 

 

Le rese delle semine di cereali, legumi e patate, hanno decretato la sopravvivenza di migliaia di persone, come anche la morìa.

La ricetta che propongo di seguito attiene alla nostra (siciliana) tradizione gastronomica.

 

 

copertina 2

 

 

Il macco fritto, è la versione, come si direbbe oggi “gourmet” di un piatto storicamente definito povero.

Ma cosa significa povero? Cosa c’è di povero in un questo piatto? 

Semina, raccolta e successive fasi, dalla pulizia al confezionamento, di legumi e farine richiedono mesi di sforzi da parte di uomini, mezzi e terra, nonché la benevolenza dei cicli lunari e delle condizioni atmosferiche.

C’è poi il lavoro di cucina. C’è la matrice della creatività culinaria, quella sviluppata nella disperazione (e qua si) della povertà. 

C’è la fame, perché piatti come questi nascono dalla fame, di cibo e di sopravvivenza. 

 INGREDIENTI

300 gr spaghetti perciasacchi “Antichi Granai”

300 gr fave secche già ammollate

3 l acqua

2 foglie di alloro

200 gr pecorino stagionato grattugiato

300 gr   Farina di Maiorca “Antichi Granai”

300 gr.   Pangrattato

3 uova

Olio extravergine d’oliva

Finocchietto selvatico

Sale marino

Spaghetti                  

Maiorca. 2jpg

 

 

 

 

 

 

 

PREPARAZIONE

 

Cuocere le fave in acqua bollente salata insieme alle foglie di alloro (il tempo di cottura dipenderà dalla varietà del legume). 

Spezzare lo spaghetto a metà, versare nell’acqua delle fave quando queste sono già morbide e far cuocere ancora 20 min. circa e comunque finché la minestra non si addensa.

 

pasta spezzata cruda bella

Ungere con olio d’oliva una teglia di circa 29 x 25 cm, versare il macco e livellare con il dorso del cucchiaio e lasciare raffreddare per 4 ore a temperatura ambiente, dopodiché ricoprire con pellicola e riporre in frigo per 12 ore.

 

 

Teglia laterale 2

Sformare il macco dalla teglia facendo attenzione a non romperlo, tagliarlo a quadrati e passare questi prima nella farina, poi nell’uovo battuto con il finocchietto tritato ed infine nel pangrattato. 

 

Nelluovo

 

 

panati

 

 

Friggerli in olio d’oliva.

 

frittura

 

Scolare su carta assorbente e sistemate su un piatto guarnendo con altro finiocchietto fresco tritato.

 

carta assorbente

 

copertina ultimajpg

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Le mie ricette

 Appuntamento da Enosteria Sicula giovedì 28 febbraio con Cantine in Cucina. Il format di successo vede la coniugazione delle etichette di alcune aziende vitivinicole siciliane con la cucina del ristorante palermitano.

Enosteria Sicula propone la seconda tappa di viaggio tra sapori e profumi della cucina dello chef Gioacchino Sensale, Ambasciatore del Gusto e membro di Euro-Toques,.

Format di successo nato dall’estro dei titolari: Massimo Rallo, Danilo Ciulla e Piero Scelfo.

Il plus che accomunerà tutte le serate sarà la gradita presenza di produttori, brand ambassador ed enologi che avranno il piacere di raccontarsi illustrando le proprie origini, la storia e la filosofia aziendale abbracciando, con diverse disamine, aneddoti ed episodi che riguardano le modalità di produzione.

 

c Vrucara

 

Un piatto, un vino. Anche stavolta sarà rispettata la regola dell’1-1, ma arricchita dal legame con l’arte: oltre all’abbinamento cibo-vino, i piatti saranno accostati anche dai dipinti dell’artista Veronica Ribbeni. La mostra prende il nome di “Sqquadri”.

Le etichette sono selezionate ed abbinate armonicamente da Marcello Malta, degustatore ufficiale Ais Italia e consulente del ristorante, e da Livia Ricevuto, sommelier Ais e responsabile di sala. Ai commensali, personaggi principali assoluti della serata, andrà, vino dopo vino, diritto di parola per lo scambio di opinioni coi protagonisti delle cantine, sia sulle note degustative dei vini sia sui rispettivi abbinamenti alle portate. 

 

c Fabio Sireci

 

Giovedì 28 febbraio sarà la volta della cantina agrigentina Feudo Montoni col suo “papà” Fabio Sireci. Sita nell’agro di Cammarata, già nel 1595 Andrea Bacci, agronomo e medico di Papa Sisto V, nel “De Naturali Vinorum Historia”, primo trattato enologico italiano, elogia la tradizione viticola e le qualità del vino prodotto in queste terre. Alla fine dell’800 la storia di Feudo Montoni incontra la famiglia Sireci. Dal nonno Rosario al papà Elio, fino ad arrivare a Fabio, figlio putativo del grande e compianto Giacomo Tachis, alacre custode delle sue vigne colme di biodiversità, figlie di un terroir straordinario. 

In Contrada Montoni Vecchi tutto è governato da Madre Natura. Severa e buona, comanda solo “Lei”. A totale regime biologico, l’azienda si impernia solo sulle sue forze: la gravità, l’inverno, la montagna, l’aria. Infine il “tempo”, che è sacro. I vini ne necessitano per raggiungere lo stato di “perfezione”. «Tempo – come sostiene Fabio Sireci - che tutti dovremmo imparare a valutare per i benefici che dona a cose e uomini».

 

soqquadri mostra enosteria sicula cantine in cucina

 

Grande protagonista della cena-degustazione sarà senza dubbio Vrucara, un Nero d’Avola di grande carattere austero ed aristocratico. Fresca di un 96/100 della prestigiosa rivista Wine Advocate di Robert Parker e di un 95/100 di Decanter che la pone tra i migliori venti vini siciliani. Il vigneto cru ad alberello da cui proviene l’uva prende il nome da vruca, un cespuglio che cresce intorno e che ha sentore mentolato e d’incenso. I vigneti sono “prephylloxera” e contengono un antico ed esclusivo codice genetico di Nero d’Avola, custodito da secoli a Montoni, che rende la pianta completamente resistente alla fillossera.

 

Enosteria Sicula dessert 2

 

Ospite d’onore Nicolas Gatti Russo delle Tenute Gatti di Librizzi (Me).

Il menù della serata prevede:

Amuse-bouche
Sorpresa dello chef

Antipasto

Scampo scottato con crema di sparacelli, cagliata di latte di capra e crumble al nero di seppia

In abbinamento: Catarratto del Masso 2017

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Primo piatto

Vialone nano con borragini, scamorza, limone e vongole

In abbinamento: Rose di Adele 2017 (Nerello Mascalese)

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Secondo piatto

Guancia di vitello stracotta al Nero d’Avola,
tuberi in consistenze diverse

In abbinamento: Vrucara 2013 (Nero d’Avola prephylloxera)

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Pre-dessert
Sorpresa dello chef


Dessert

Cioccolato fondente 70%, finocchi, pere,
arance e pepe nero

In abbinamento: Passito rosso (Nero d’Avola e Perricone)

Prezzo: 50 € per persona
Contatto Fb: Cantine In Cucina

Per info e prenotazioni:

Tel. +39 339 4531471
Via Torrearsa, 3 - 90139 Palermo

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