Le mie ricette
Register
Menu

BANNER 300X250

Displaying items by tag: federicagenovese

           “Nuatri ama mangiari”.

Così si difendono i ladri di agrumi, dopo essere stati scoperti.  

La giustificazione più lecita, il cibo deve essere un bene di tutti, ma il lavoro fatelo voi, noi cogliamo i frutti. Letteralmente.

 

camion agrumeto

Succede a chi coltiva il proprio piccolo orto, dove la mattina non ritrovi più quel cavolfiore che crescevi con gli occhi fino la sera prima. Ed accade, non  la notte, ma in pieno giorno, a chi ci lavora con la terra.

Le aziende più estese non possono essere presidiate ad ogni ingresso, per cui, macchine colme di adulti e bambini si fanno strada tra gli agrumeti, e ci si mette “al lavoro”.

 

viale agrumeto

Per le aziende di grandi dimensioni che vogliono tutelarsi dai danni del furto di tonnellate di prodotto, significa un ulteriore investimento, che ha un peso sul bilancio non indifferente.

Se si calcola che ogni giorno servono i guardiani ad ogni ingresso, per tre mesi si spendono fino a 15,000 euro. Spese che si sommano a quelle di gestione necessarie per i lavori, il mantenimento e la raccolta.

L’agrumicoltura è un settore martoriato in questo senso, ad ogni angolo di città e nei paesi, durante l’inverno abbondano motoapi e camion con montagne di agrumi, la cui unica garanzia di tracciabilità sono cartoni da scritte sgrammaticate dove il senso è, in sintesi, “arance nostrane”, nostrane di chi?

 

bottega arcoria

 

 

Un esempio positivo è invece quello di Giosuè Arcoria, agrumicoltore alla quarta generazione, da vent’anni lavora all’azienda agricola ereditata dal padre. 

Oggi è presidente di Confagricoltura giovani Catania. Un lavoratore instancabile, che non teme minacce perché conta sui sacrifici che affronta quotidianamente.

 

giosuè solo

“Mi sveglio e vado a lavoro quando è ancora buio, e rincaso nuovamente col buio, non vedo quasi crescere nemmeno i miei figli, e lotto e lavoro costantemente perché nessuno mi sottragga i frutti del mio lavoro. Se qualcuno non ha soldi per procurarsi il cibo, io offro lavoro”.

 

trattore in azienda

Gli chiedo, retoricamente, se anche la sua azienda non abbia attraversato la crisi del mercato agrumicolo,

“La fase più dura l’abbiamo attraversata circa 12-13 anni fa, quando volevo mollare tutto perché il prodotto si vendeva dai 10 al massimo ai 20 centesimi al kg.                                                                                                                                         L’investimento era troppo alto rispetto al guadagno. I commercianti si approfittavano degli agricoltori e ci strangolavano. La svolta è avvenuta quando abbiamo deciso di creare il nostro marchio e dotarci di un magazzino. Poi abbiamo avviato la conversione in bio, e da quattro anni siamo in pieno regime biologico.                                                                                                   Contemporaneamente abbiamo cercato partner in tutta Italia. Io e mio fratello abbiamo viaggiato in auto per tutta la penisola, per espandere la nostra rete.                                                                                                                                                        Ci abbiamo creduto ed oggi sono pienamente soddisfatto. Siamo in espansione con un aumento della superficie produttiva superiore cinque volte rispetto a dieci anni fa, quando volevo abbandonare tutto. Abbiamo aperto un punto vendita in Veneto ed in Sicilia si sono avviate collaborazioni importanti, come quella che dura da sette anni con Sanpellegrino”.

 

arancia gabbiettta

Molto criticato per il suo partenariato con Mc Donald, per la cui fornitura di agrumi destinate alle spremute, ha vinto un bando indetto dalla multinazionale.

“So che loro con i nostri prodotti vogliono rifarsi dall’immagine negativa, ma la loro presenza sul nostro territorio è forte, e poter essere presente in un fast food per la parte che vuole esprimere genuinità e territorialità mi rende orgoglioso.” 

Almeno lui, ci mette la faccia.

Published in Blog

Il glifosate in Sicilia ha i giorni contati? Speriamo.

 

Lo scorso 11 gennaio, nella Sala Rossa all’Assemblea Regionale Siciliana, è stato presentato da un gruppo parlamentare, un disegno di legge che ha per oggetto la difesa della salute, delle acque superficiali e sotterranee, del suolo e dell’agricoltura.

 

sala rossa

                                                                                            (Sala Rossa dell'Assemblea regionale Palermo, foto www.siciliarurale.eu)

 

L’obiettivo in tal senso è l’abolizione dell’uso del glifosato e dei neonicotinoidi (insetticidi letali per le api e molti altri insetti pronubi) in tutti gli ambiti, sia agricoli che civili e la conversione in biologico entro il 2025 di tutte le produzioni agricole dell’isola.

 

foto glifosate

 

Presenti diverse associazioni ed istituzioni, università, rappresentanti dei consumatori e della “coalizione stop glifosato” che raccoglie, a sua volta, una quarantina di associazioni, enti e istituzioni pubbliche. 

In prima linea gli esponenti dell’agricoltura biologica, degli ambientalisti e degli apicoltori. 

Hanno invece manifestato il loro disappunto le associazioni agricole, assenti perché gli agricoltori che vogliono continuare ad operare in convenzionale non ne trarrebbero benefici bensì limitazioni da tali provvedimenti. 

 

trattore glifosate

 

Ma anche loro dovranno “piegarsi” alle direttive europee e mondiali che regolamentano la tutela ambientale.

A conclusione del tavolo di coordinamento, la sigla di un documento che ha sancito l’impegno da parte di tutta la rete partecipativa. L’impegno sottoscritto servirà ad elaborare emendamenti e proposte, nonché la redazione di un documento da sottoporre alla Presidenza dell’Ars che è intervenuta al tavolo dando piena disponibilità ad istituire una sottocommissione ad hoc.

 

Published in Blog
Wednesday, 19 December 2018 11:44

Ciambella all'arancia e cioccolato.

L’olio essenziale degli agrumi siciliani, che si esprime in fragranza, cadenza le stagioni.

Esplode quando i polpastrelli scostano la buccia, o la lama del coltello la ferisce. 

Il limone fiorisce le quattro stagioni, ma verdello è estate.

 

agrumi 2

 

 Le arance, la bionda arriva nel tardo autunno per lasciare in inverno ampio spazio al sanguigno tarocco, il mio preferito.

 Il mandarino addobbava il presepe, quando questo era povero. Le suore, al convento delle mie zie, usano ancora così.

 

presepe mandarini

Le scorze degli agrumi possiedono un valore inestimabile, quasi mistico, e mille virtù.  Largo è il loro impiego in cucina, col dolce e col salato, regalando sentori di spiccata mediterraneità.

Utilizzare la buccia di un agrume vuol dire però essere coscienti che questa non sia stata trattata, o tutti gli effetti saranno vanificati. 

Giosuè Arcoria, giovane agricoltore che da 20 anni porta avanti l’azienda di famiglia, da sempre nel settore agrumicolo, è più che un fornitore di fiducia. La sua produzione biologica di arance che crescono guardando l’Etna, risente della passione con cui egli stesso se ne prende cura. La scorza dei suoi agrumi è schietta quanto lui, e onora le mie pietanze.

 

arcoria 2 2

 

Dalla città barocca capitale del cioccolato, Modica, Giovanni Cicero sperimenta continuamente su cacao, esotico secolarmente ambientato, e carrubo, autoctono racconto di un paesaggio mitico.

Ciokarrua infatti ha nome la sua officina, mia prediletta fabbrica del cioccolato.

cioccolata

Una farina di grano maiorca fine, che non vuol dire raffinata bensì semi integrale, è quella che mi ha fatto recapitare Gaetano Amoruso. Il suo mulino macina a pietra e no, in ogni caso ad arte. 

 

crusca 2

E macina grani biologici, che coltiva nel territorio di Agira (EN), dove clima, terreno e semi di grani fanno l’amore.

 

D’inverno il forno s’accende ben volentieri, il profumo degli agrumi che invade d’un tratto la cucina mette di buon umore, la cioccolata è una coccola irrinunciabile. Il grano tenero, lo dice la stessa definizione, pretende che gli rendiamo tenerezza come sofficità, quella di un dolce che tutti possono permettersi, ma che certamente con grande qualità di materia prima, cambia status. 

 

INGREDIENTI

 

  • 250 gr farina di maiorca semi integrale MOLINO AMORUSO
  • 200 gr zucchero di canna integrale
  •   70 gr latte fresco intero
  • 3 uova
  • 100 gr burro artigianale Caseificio LA CAVA
  • 150 gr cioccolata CIOKARRUA
  • 1 cucchiaio cacao amaro in polvere
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 2 arance biologiche Az. AGRICOLA ARCORIA
  • 1 bustina lievito bio

 

etichetta amoruso

 

PREPARAZIONE

 

Nella planetaria versare le uova e la buccia grattugiata finemente delle arance, aggiungere lo zucchero ed impastare a velocità moderata per circa 15 min. Nel frattempo tagliare in due metà la bacca, prelevarne la polpa ed aggiungere.

Sciogliere il burro a bagnomaria e lasciar raffreddare.

Al composto di uova e zucchero, aggiungere a cucchiate la farina, poco per volta, procedere alternando alla farina anche il latte ed il burro, affinché il composto si mantenga sempre morbido.  

Per ultimi, il cacao in polvere ed il lievito.

Ridurre a scaglie la cioccolata con un coltello, staccare la ciotola dalla planetaria, ed amalgamare l’ultimo ingrediente con l’aiuto di un cucchiaio.

Foderare la tortiera con burro e farina, versare lentamente l’impasto e cuocere a forno preriscaldato a 180° per circa 40 min.

 

 

 

 

Published in Le mie ricette

  Le truffe sul grano e i suoi derivati sono tra le più diffuse del mercato alimentare, a rimetterci è la nostra salute come quella dell’ambiente.

La notizia appresa qualche giorno fa, sulla creazione di un marchio di qualità per identificare i produttori di pane e pasta che usano grano siciliano non trattato con glifosate ed alcun veleno, desta subito il mio interesse.

 

locandina udicon

 

L’iniziativa è dell’U.Di.Con, l’Unione Difesa dei Consumatori che porta avanti da mesi la battaglia per la sicurezza a tavola. 

Due giorni, 14 e 15 dicembre, a Palermo nella piazza antistante il teatro Massimo, hanno portato la questione all’attenzione di cittadini e consumatori, per far si che si arresti il fenomeno dell’arrivo di grani esteri in Sicilia.

 

udicon in piazza

 

L’evento è stato organizzato con il patrocinio degli assessorati regionali Attività produttive, Salute e Agricoltura. Presente il Presidente Nazionale Udicon Denis Nesci, il Presidente regionale Pietro Feroce, gli assessori regionali Mimmo Turano e Sergio Marino, il Commissario Straordinario dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia Salvatore Seminara. Inoltre esperti nutrizionisti, biologi, chef e responsabili delle associazioni di categoria.

pietro alongi

           Pietro Alongi

Pietro Alongi, responsabile del progetto, risponde alle mie domande,

    - E’ un progetto importante, e delicato. Quanti elementi mette in campo?

“L’unione tra le forze degli enti sopracitati, ci permetterà di compiere un’azione di grande impatto, che coinvolgerà una rete grandissima in tutta l’isola. A partire dall’istituto Zooprofilattico, che rileva le tracce di glifosate presente nei grani, fino al piccolo panificatore che dovrà esporre il marchio in vetrofania a garanzia di un prodotto sano e 100% siciliano.”

 

grano al porto

 

I     - I controlli dovranno poi essere più che rigorosi per tutelare i consumatori. Come?

“Certamente, chiunque aderisca dovrà firmare un fitto e severo protocollo d’intesa, i controlli saranno frequenti e, se qualcuno tenterà di fare il furbo non solo verrà privato del marchio ma denunciato pubblicamente, anche a mezzo stampa”

Il dott. Alongi prosegue raccontandomi che i lavori sono in corso da giugno, ma che stanno procedendo intensamente affinché la cosa si concretizzi al più presto.

A questo punto, per essere retorica, la domanda sorge spontanea,

      - E con i grani antichi? E’ previsto che il marchio li tuteli?

“Dott.ssa, certamente i grani antichi rientrano nel progetto, ma non è su quelli che si concentrano i maggiori rischi. Essi riguardano l’un per cento della materia prima impiegata per la produzione di pasta e pane. Mi preoccupa il grano che arriva dalla Bielorussia e dal Canada, stiamo anche lavorando ad accordi con le dogane, ma per il momento non posso dirle altro”.

La sicurezza alimentare è un argomento che riguarda tutti, pane e pasta la base della nostra alimentazione. La trasparenza di un marchio esposto in vetrofania, ci salverà?

Published in Blog

Natale Giunta ospite ieri di Rai Radio2 al programma "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

lunatici

 

Il famoso chef palermitano è un esempio di grande coraggio, un siciliano che con estrema forza e determinazione ha deciso di non abbassare la testa di fronte alle minacce della mafia.

Certo non è una vita semplice, quella di chi decide di stare dalla parte della giustizia, e Natale Giunta così racconta ai conduttori del programma,

 

natale strada

 

“Vivo sotto scorta da sei anni, da quando, nel 2012, ho denunciato diverse famiglie mafiose di Palermo che mi chiedevano il pizzo. Ho avviato diverse attività commerciali senza “chiedere autorizzazioni” a nessuna di queste famiglie, e vennero per regolare i conti, cioè a chiedermi soldi sul mio lavoro. Ho avuto il coraggio di denunciare tutto e tutti”.

La giustizia ha avviato il suo corso, dopo 11 mesi di indagine hanno arrestato tutti, sono state condannate cinque persone per tentativo di estorsione e danneggiamenti. 

Adesso lo chef convive con la scorta e continua con entusiasmo il suo lavoro. 

 

natale giunta cucina bn

 

“L'imprenditore che denuncia non deve cambiare mestiere - continua nell’intervista radiofonica lo chef - non deve mettersi a fare il politico, io dico sempre che noi imprenditori dobbiamo denunciare certe situazioni, ma lo Stato deve consentirci di continuare a fare il nostro lavoro, certo, la vita sotto scorta è più difficile, tanta gente non ti chiama più perché tu sei lo sbirro, cammini con i carabinieri.

Però se ci credi negli anni la mentalità cambia. Io ci credo, tutto deve cambiare, c'è gente che c'è morta di mafia, noi che siamo vivi e siamo qui ci stiamo battendo contro qualcosa che in futuro non deve più esistere. Io poi ancora sono nella mia terra, vivo nella mia terra, lavoro nella mia terra ho avuto mille offerte per andarmene, ma il mio deve essere un messaggio. A meno di 40 anni vivo da 6 sotto scorta, ma oggi i mafiosi, e le intercettazioni parlano, stanno iniziando a non chiedere più il pizzo, proprio perché gli imprenditori hanno iniziato a ribellarsi”.

 

natale isoardi

 

Grandi soddisfazioni e meriti quotidianamente riceve Natale Giunta per il suo operato, dalla confermata partecipazione allo show di Rai Uno che lo ha reso celebre, La Prova del Cuoco, ai molti eventi importanti che coinvolgono il catering da lui diretto.

Lo scorso 13 dicembre, ha cucinato per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ospite d’onore alla prima della Boheme al Teatro Massimo di Palermo.

In un giorno in cui il capoluogo siciliano festeggia una Santa molto popolare,

"Santa Lucia a Palermo è onorata con due preparazioni tipiche, l’arancina e la cuccìa. Entrambe sono state molto apprezzate dal nostro Presidente, che, dopo averne mangiate diverse porzioni, insieme allo sformato del Gattopardo ed altri miei piatti, più volte mi ha rivolto i complimenti".

 

mattarella

 

Non valgono certo quanto quelli di Mattarella, ma complimenti anche da me, Chef.

Published in Blog
Friday, 14 December 2018 09:43

Carlo Cracco, se vuoi fare il figo, studia.

Che da chef pluristellato Carlo Cracco si sia prestato allo spot pubblicitario di cibi spazzatura, quali le patatine sue omonime, ancora ci può stare, i soldi attraggono anche chi ne ha già parecchi.  

E forse, affermare che, seppur creatore di ricercate e sopraffine pietanze, poi la sera davanti la tv ingurgiti schifezze, lo rende più umano. 

 

patatina

 

 

Ma quando si parla di cose serie, adesso si scopre che è il caso si faccia da parte.

E l’olio extravergine d’oliva è più che cosa seria.

 

 

OLIO OLIVA 2

 

Dal suo salotto della Milano nobile, il ristorante in galleria, mentre riposa dai tour de force televisivi che, quelli sì, lo hanno portato alle stelle, si ritrova convocato come esperto assaggiatore di olii d’oliva di qualità.

La guida spagnola EVOOLEUM, propone la sua terza edizione con una selezione dei migliori 100 oli extra vergine di oliva del mondo EVOOO TOP 100, riconosciuti agli EVOOLEUM Awards.

La guida nasce da un'alleanza tra Mercacei Publishing Group e AEMO (Associazione Spagnola dei Comuni produttori di olive).

 Con tale alleanza si garantisce il massimo livello in fatto di qualità, rigore e obiettività. Ci crediamo.

 

guia2019olio

 

In questa edizione tutta deluxe, già la prefazione è aurea. E’ a cura di chef Carlo Cracco, che guida il lettore in un viaggio sensoriale straordinario.

Spesso sentiamo dire che l'olio extra vergine di oliva dovrebbe seguire il percorso creato dall'industria del vino. 

A tal proposito, vorrei concludere queste righe con un aneddoto. Anche se è bene sapere che un extra vergine dovrebbe essere consumato preferibilmente dal raccolto successivo a quello da cui è stato prodotto, di recente ho avuto l'opportunità di aprire un olio evo del 2001, rimasto nascosto nella mia cantina.

Naturalmente ero piuttosto scettico nel provarlo. Ma la mia grande sorpresa è stata scoprire che 17 anni dopo aveva ancora un profumo incredibilmente aromatico ed un sapore unico. E questo dimostra che, in effetti, l'olio extravergine d'oliva è eterno.

La parola, a questo punto, al prof. Ercole Aloe, Dottore agronomo, Capo Panel e Assaggiatore Professionista di olio evo,

 

ercole 2

 

Se la chimica è una scienza esatta, come credo, posso controbattere che dopo 17 anni di conservazione, un olio, pur mantenendo ancora l’aroma come sostiene Cracco, personaggio la cui parola non oserei mettere in dubbio, credo quantomeno che quello stesso aroma dovrebbe avere un pò di flavour di cetriolo, che non ha nulla da vedere con la tipicità, ma piuttosto con il condizionamento ermetico eccessivamente prolungato e con la chimica delle aldeidi (2,6 nonadienale). In breve, un olio rancido”.

 

Chef, mi sa tanto che hai sbagliato cantina.

Published in Blog
Thursday, 13 December 2018 11:32

Santa Lucia, ridacci oggi il riso siciliano.

La vista è il primo senso col quale il cibo ci attrae. Forme e colori attivano un ciclo mnemonico che passando dalla sonorità della masticazione arriva alla sublimazione delle papille gustative e sprofonda nel vortice dei piaceri esistenziali.

Santa Lucia gode appunto di grandi glorie in tutta la nostra isola. Proclamata protettrice della vista, la si celebra gastronomicamente “a zone”, dove con arancini, dove con la cuccìa.

Pare che questa frenesia sul consumo di arancini e cuccia, sia legata ad un voto fatto nel 1646 durante una grave carestia, che colpì Siracusa, città della Santa.

 

arancini tanti

 

 Quando ormai nulla più sembrava possibile a rimediare la situazione, giunse una nave carica di frumento.

Al miracolo seguì un voto alla Santa, cui si promise di consumare il frumento senza prima averne fatto farina.

Da qui la tradizione di non cibarsi di pane o pasta il 13 dicembre, ma di cuccìa ed arancini.

Riso e grano. Che in Sicilia abbondavano.

 

campi di riso

 

Campo di riso nella piana di Catani, foto del dott. P. Caruso

 

Ma, con tutto questo gran fervore sul richiamo alle tradizioni, ci si interroga se siamo proprio così ligi all’originarietà?

Sul riso di cui son fatte le centinaia di arancini che allettano ogni avventore di bar e panetterie, si chiede mai qualcuno da dove provenga?

Sono circa 200 anni che il riso non si coltivava più in Sicilia, da quando, pare, Cavour concentrò le produzioni in Piemonte. Successivamente si procedette con la bonifica delle zone destinate alla coltivazione di tale cereale e la questione fu archiviata.

E intanto gli arancini continuano ad essere il più ricercato tra i cibi di strada.

 

spighe riso

 

Da qualche anno in Sicilia, in un paio di aziende localizzate nella Piana di Catania e nell’entroterra Ennese grazie alla passione e alla volontà di alcuni agricoltori si è ripreso a produrre riso, una pianta che da più di un secolo non veniva coltivata nell’Isola.

La reintroduzione del riso è stata stimolata dalla collaborazione che si è instaurata tra questi imprenditori agricoli, alcuni docenti e ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania (Di3A) e il Dr. Massimo Biloni, uno dei maggiori esperti di riso in Europa (*1).

 

io e massimo

Con Tommaso Cannata, il bakery chef che da Messina è emigrato a Milano (sigh!), è avvenuto il rilancio del vero arancino 100% siciliano, con riso e panatura da grani antichi siciliani. (Contemporanemente al mio che resta però relegato ad una strettissima cerchia di parenti e amici).

 

tommaso

 

Sul grano, o meglio, sui grani, vi rimando ad altri articoli che tanto, tantissimo, c’è da riscoprire.

 

1* http://federicagenovese.com/index.php/blog/item/47-il-ritorno-del-riso-in-sicilia-paolo-caruso-e-paolo-guarnaccia

Published in Blog

Massimo Mantarro, Alfio Visalli, Peppe Cannistrà e Francesco Patti, presentano con orgoglio la prima Master Class Gold ideata in Blu Lab Academy.

 

 blu lab 1

 

Un percorso di formazione sull’enogastronomia rivolto a professionisti della ristorazione che vogliono affinare le proprie conoscenze e competenze, studiando per ogni settore che riguarda il mondo food, compreso quello della comunicazione.

Accanto ad Alfio Visalli, presidente e fondatore di Blu Lab, a presiedere la presentazione del progetto, Massimo Mantarro, chef executive del ristorante Principe di Cerami, una stella Michelin al San Domenico Palace, cui spetta il compito della direzione del corso. Oltre a tenere le lezioni con focus sulla cottura e i tagli delle carni, lo chef enuncia che approfondirà aspetti manageriali ed organizzativi su cui ha grande esperienza e competenza.

 

blulab libretto

 

Francesco Patti, altra stella Michelin, è l’altro giovane chef docente del corso, che seguirà gli allievi in una full immersion che parte dalla pasta  e termina coi finger food. Un suo modulo sarà invece dedicato all’organizzazione di grandi eventi, banqueting e catering sono materie a sé della ristorazione.

Pane, panificazione e derivati saranno materia di Giuseppe Cannistrà, chef patron dei Banchi di Ragusa Ibla.

Il corso su tutto ciò che concerne il pesce, è naturalmente il focus di Alfio Visalli, che, dalla tracciabilità alle tecniche del taglio, trasferirà ai corsisti la sua grande competenza e conoscenza dei prodotti ittici.

La Master Class Gold, offrirà studi e approfondimenti sui svariati temi, comunicazione, analisi aziendale, aspetti psicologici, analisi sensoriali e abbinamenti cibo - vino.

 

blulab sala

 

Alla presentazione presenti giornalisti e blogger intervenuti da tutta la Sicilia, voluti lì dal presidente Alfio Visalli perché: 

“Vorrei che ognuno di voi fosse coinvolto in questo percorso di formazione, ognuno con le sue conoscenze e competenze, perché se non saremo capaci di costruire una rete e sfruttarla positivamente, nessuno potrà crescere nel proprio percorso”.

Accogliamo la sfida!

Published in Blog

Semina, speranza, raccolto. Così è scandito principalmente il calendario annuale dell’agricoltore. Infinite variabili condizionano ogni fase di un rito vitale antico millenni, la raccolta del grano.

La speranza e la preghiera di chi semina coscientemente è rimasta immutata nei secoli, perché si rimette un intera annata alla grazia del cielo e della terra.

Il cuoco invece ha cambiato rotta, seguendo i dettami del mercato contemporaneo, e perdendo il contatto diretto con chi produce le materie prime.

 

in campo 7

 

Finalmente c’è aria di cambiamento, a Galati Mamertino (Me) tre chef sono letteralmente scesi in campo per presiedere simbolicamente la semina dei grani siciliani, affiancando i contadini che rivalutano i semi antichi. 

Diamo una mano al grano” è il progetto degli Ambasciatori Del Gusto di Messina, che vuole ripristinare la coltivazione degli antichi grani siciliani nella provincia di Messina. I tre ambasciatori, lo chef Pasquale Caliri, il pastry chef Lillo Freni, ed il bakery chef Francesco Arena, hanno sposato l’impresa insieme agli ultimi anziani contadini che conservano la conoscenza delle antiche procedure di semina.

 

in campo 6

 

All’avvenuto raccolto, gli chef saranno i diretti fruitori delle farine, ingrediente per le loro pregiate preparazioni.

Il progetto coinvolge il territorio di Galati Mamertino, su venti ettari di terreno sono stati seminate alcune varietà di grano duro,  Perciasacchi, Senatore Cappelli, Bufala Nera e Russello, ed il grano tenero Maiorca.

I terreni sono stati ripuliti, spietrati e resi nuovamente adatti per la semina che non avveniva da oltre quarant’anni.

 

in campo 2

 

Alla fine del ciclo si capirà quali delle varietà si adatteranno meglio.

 I tre Ambasciatori del Gusto, hanno presieduto alcuni lavori di semina durante un coinvolgente incontro sia con gli anziani che con i bambini della zona. “Abbiamo coinvolto le giovani generazioni per mettere in atto un meccanismo virtuoso con chi in futuro potrà goderne e presiedere sentendole finalmente proprie”.

 

in campo 1

 

I piccoli, insieme ai tre professionisti ed alla presenza di un dirigente Slow Food, si sono dati appuntamento domenica scorsa per dare vita al rito della semina. 

Tutte le fasi verranno seguite dai tre noti chef messinesi, sino alla raccolta delle spighe nella prossima estate. 

Cucina, pasticceria e panetteria, nei locali dei tre chef, acquisiranno un valore aggiunto.

 

Published in Blog

E’ trascorso esattamente un anno da quando, con Ettore Moliteo, abbiamo coinvolto un gran numero di persone nel nostro primo corso di cucina.

Il successo è stato decretato dall’ unione tra più elementi.

Accertato innanzi tutto un forte interesse sul tema, non solo dei grani antichi siciliani, ma sulla riscoperta di tutte le materie prime territoriali per la realizzazione delle nostre ricette.

 

ettore sacca a poche

 

La differenza sta dunque nell’origine, nel modo in cui si origina il pensiero di ogni consumatore.

Se si acquista pensando al prodotto, al produttore, al territorio ed alla salute, gli interessi si rivolgono inevitabilmente alla qualità, al biologico, al km zero.

 

grano maiorca

 

Chi sceglie di seguire un corso che abbia come focus l’impiego dei grani antichi siciliani, che si tratti di panificazione o pasticceria, ha già fatto una scelta ben precisa, etica, salutista ed ambientalista.

 La cucina naturale ed etica, senza nessuna rinuncia al gusto, è la filosofia che conduce lo chef Ettore Moliteo a traguardi sempre più ambiziosi.

 

foto ettore

 

Dalla sede catanese della scuola del Gambero Rosso, dopo varie esperienze in prestigiose cucine siciliane tra cui Locanda Don Serafino, il giovane chef sente di dover assecondare la sua propensione ad un altro modo di fare cucina.

  Migra a Milano e si forma al ristorante Joia - Alta Cucina Vegetariana , al fianco di Pietro Leeman.

Era proprio quello il suo destino.

Ora Ettore dirigere la brigata dell’Hotel Raphaël di Piazza Navona a Roma, lussuoso ristorante vegetariano dove proprio Leeman lo ha voluto a rappresentarlo.

Ettore Moliteo, si specializza costantemente nella pasticceria vegana e salutistica, le ricette che propone sono equilibrio perfetto tra gusto e leggerezza.

 

foto di gruppo

 

Vi aspettiamo al corso di questo Natale, il 13 dicembre a Catania dalle ore 14,00.

Per appagare la gola senza troppi sensi di colpa!

 

Per avere tutte le Info e prenotare la tua postazione, scrivi a

fooditinera@federicagenovese.com

Whatsapp 3286827750

Published in Blog