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Federica Genovese

Federica Genovese

Bucciddatu o cucciddatu, o altre varianti a seconda dell’area linguistica.

Il panettone in Sicilia è una assoluta modernità.

 Vero dolce della tradizione natalizia regionale, è una bellissima corona decorata, colorata di canditi e farcita con frutta secca, fichi, uva passa, spezie, marmellata di arance. Espressione della biodiversità agraria siciliana.

Il bucciddatu era il re delle festività natalizie, ma molti altri dolci sono simbolo del più atteso evento dell’anno.

Alcuni hanno nomi incomprensibili anche per chi ancora li pronuncia, come i tirrimmulluri che si preparano a Randazzo (Ct), sull’Etna (https://bit.ly/391Z2vO). Ma è solo uno dei tanti modi di indicare gli antichi dolci a base di mosto cotto

 

tirrimmulluri

 

 

Più conosciuti in tutta la regione col nome mostaccioli,

mostaccioli Musumeci

(Mostaccioli della Pasticceria Musumeci di Randazzo, Ct)

 

anche se questi presentano varianti con miele al posto del mosto cottoo si differenziano nettamente come quelli di Erice (https://bit.ly/2ECbrJ4)

 

 

mostaccioli Erice

( I mostaccioli eicini di Maria Grammatico)

 

  Se invece la base dell’impasto è la frutta secca, entriamo nell’area dei nucattuli, ancora ampiamente diffusi nella regione, con le relative distinzioni tra aree geografiche. (Una ricetta alternativa qui https://bit.ly/2Meiewv

 

 

cantucci

 

Pezzetti croccanti di torrone, e gommose formine di mostarda d’uva (https://bit.ly/2Q6WG6h) e cotognata completavano il quadro della natività siciliana.

 

mostarda e cotognata

  

 Raccontare i dolci della tradizione siciliana, qualunque sia il dolce, qualunque sia il luogo in cui ha avuto origine, significa raccontare la storia di un popolo nei suoi aspetti sociali ed antropologici, e sviscerare il vissuto di una comunità ed il suo rapporto di scambio con il territorio e le materie prime

 

torrone 

  

La pasticceria casalinga siciliana è emblema e sintesi dell'evoluzione di una cultura in cui convergono le influenze di molte altre culture, di tutte quelle che hanno dominato un popolo che, sebbene sottomesso, si è espresso riversando nel rapporto con il cibo, dalla produzione delle materie prime alla tavola, il suo modo di essere e di relazionarsi con gli altri e con ogni sfera che attenga alla vita umana.

La religione ha un ruolo cruciale in questo percorso a ritroso.

Il dolce è consolazione, ricompensa, è la carezza che non trovava coraggio né spazio tra il duro lavoro quotidiano. 

 

cotognata pezzetti

 

Sebbene la cultura fosse quella della gestualità ostentata, espressione di personalità forti e mezzo grazie al quale costruire la propria identità, era spesso solo lì, nel sostegno alla comunicazione verbale e nel lavoro che aveva campo di azione.

In quel contesto culturale, esternare i propri sentimenti non era cosa semplice, anzi era forse considerato sintomo di debolezza. 

La società patriarcale, in cui i bambini non vivevano appieno la loro infanzia poiché vi era la necessità che diventassero presto adulti, esigeva rigore e non lasciava spazio ai sentimentalismi, perchè braccia che lavorassero servivano meglio delle carezze.

Ma in quello stesso contesto, dove così ferrea era l'osservanza delle regole religiose, che spesso imponevano la privazione dei piaceri del corpo, la gola come la lussuria non riuscivano ad essere domate. 

Ed il dolce diventa trasgressione e peccato, ma non si può farne a meno, così lo si riconduce alla sfera del lecito e per fare ciò si offre a quella stessa divinità che vieta di godere dei piaceri del palato, perchè, se lo si condivide non è più peccato. 

 

lune

( Le Lune, dolce di Natale tipico di Paternò, Ct)

Ad ogni festa del calendario liturgico religioso, ogni paese della Sicilia dedica il meglio che le antiche massaie riuscirono a tirar fuori dagli ingredienti di cui disponevano, per offrire ad adulti e piccini quella carezza di cui tutti, almeno ogni tanto, hanno bisogno.

Così ancora oggi, con buccellati, mostaccioli, torroni, perpetuiamo il rito di farci coccolare dalle tante prelibatezze che vogliono significare il Natale.

Thursday, 12 December 2019 09:25

Linguine al Gambero Rosso di Mazara

Rubino di Sicilia, il gambero rosso di Mazara del Vallo è tesoro che vive nei fondali del Mediterraneo, patrimonio dell’isola Sicilia.

 Rosso brillante ed intenso, polpa dolce, compatta e assai saporita, merito dei fondali fangosi in cui alloggia, e delle forti correnti del mare da cui è accarezzato. 

 

gamberi colapasta

 

 

Crostaceo prezioso, ricercato in tutto il mondo.

La ricetta delle linguine al gambero rosso di Mazara è tra le più apprezzate, 

Il sapore unico del gambero rosso si rivela al massimo in ogni sua versione. 

Ma il sughetto salino che ne viene fuori, ha dichiarato amore alle linguine integrali di perciasacchi Antichi Granai, così ruvide da raccogliere e trattenere il sapore del condimento in modo eccellente.

Acquistabili al link  https://www.antichigranai.com/shop/pasta-integrale-di-perciasacchi-biologica/

La ricetta si prepara con semplicità. Una volta ripulito per bene il crostaceo, anche i tempi di cottura si rivelano non molto lunghi.

Il risultato è da dieci e lode, come sempre accade quando si impiegano tutte materie prime di altissima qualità. 

 

copertina1

 

 

INGREDIENTI

250 gr linguine perciasacchi integrali Antichi Granai

500 gr gambero Rosso di Mazara freschissimo

1 spicchio di aglio

½ bicchiere di buon vino bianco secco

Olio extravergine d’oliva

Prezzemolo

Sale

 

 

PREPARAZIONE

 

Pulire i gamberi eliminando la corazza esterna ed il budello, mettere da parte le teste.

 

teste in vaschetta

 

 

Lavare per bene.

 

 

sgusciati in vaschetta

 

 

Riempire il fondo di una padella con l’olio, schiacciare l’aglio e lasciarlo rosolare il padella a fuoco medio.

 

teste in padella

 

Versare le teste dei gamberi, far cuocere un po' e pressarle con un cucchiaio per farne fuoriuscire gli umori (circa 8 min).

 

 

teste in padella cotte

 

Con un mestolo forato, eliminare dalla padella le teste dei gamberi, facendo gocciolare bene.

 

colatura teste

 

Aggiungere i gamberi, sfumare con il vino bianco. Dopo qualche minuto abbassare la fiamma e coprire con un coperchio, in modo che si trattenga l’umidità del sughetto.

 

vino bianco

Cuocere le linguine, due minuti prima della fine della cottura, con un mestolo raccogli pasta versare direttamente dalla pentola alla padella. Alzare la fiamma ed amalgamare il tutto, aggiungendo qualche cucchiaio d’acqua di cottura.

 

pasta in padella primo piano

 

Tritare il prezzemolo e spargere a fine cottura.

 

 

Mediterraria, il Salone del Mediterraneo organizzato dalla società Amazing, esordirà a Catania con la sua prima edizione, in programma dal 7 al 9 dicembre 2019 presso il centro fieristico Le Ciminiere

Mediterraria vuole rappresentare un’occasione di incontro per riunire passione, competizione e business in campo enogastronomico, creando grandi momenti di confronto tra le diverse tradizioni e identità dei paesi del Mediterraneo

Assi portanti saranno la Sicilia e la Dieta Mediterranea: il concetto di cibo, infatti, da semplice bisogno primario si è evoluto nel tempo a veicolo di cultura ed emozioni, valorizzando conseguentemente i territori di provenienza

Allestita un’ampia area espositiva, con una serie di eventi pensati per coinvolgere a 360° i consumatori. Protagoniste assolute, ovviamente, saranno le materie prime dell’isola e degli altri paesi del Mediterraneo: dai grani antichi siciliani al pistacchio di Bronte; dalla filiera ortofrutticola  degli agrumi come l’arancia Tarocco al Passito e ai capperi di Pantelleria; dai vini del Consorzio Etna DOC all’olio extravergine d’oliva a marchio DOP Monti Iblei, passando poi per prodotti caseari, spezie e conserve, ma anche per confetture e cioccolato, senza dimenticare gli straordinari prodotti tipici delle Madonie.

Un patrimonio enogastronomico vasto e prezioso, che i visitatori potranno scoprire anche attraverso la serie di coocking show organizzati con la collaborazione della rivista online Sicilia da Gustare e con la partecipazione di Federica Genovese. Gli chef invitati al Salone catanese rappresentano il meglio di tutte le diverse tradizioni culinarie dell’isola, valorizzate in questi anni grazie al loro contributo che verrà premiato durante la kermesse con riconoscimenti speciali. Ogni giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16,  gli chef si esibiranno nella preparazione dei loro migliori piatti ispirati dalla tradizione natalizia siciliana, che i “turisti del gusto” di Mediterraria avranno occasione di gustare nel piacevole formato finger food.

 

 Fede Mediterraria

In programma una serie di convegni, dove Istituzioni, esperti del settore e produttori si confronteranno su temi di cibo, sostenibilità, turismo e impresa.

Il Salone del gusto è stato concepito per un pubblico eterogeneo, sarà una vera e propria full immersion nella tradizione e nel gusto, coinvolgendo operatori e visitatori, chef professionisti e attori del comparto enogastronomico, ma anche tanti turisti.

Presenti le istituzioni della  Regione Siciliana con gli dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, e quello dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.

Saturday, 23 November 2019 10:02

Torta di mele

L’abbandono al piacere fu la condanna eterna per l’uomo sulla terra. 

Ed al centro del caso più lungo della storia, tra un’esuberante e felina Eva, ed Adamo, dimesso ed ancora oggi convalescente a causa dell’estromissione di una costola, sta l’umiltà di una mela.

Essa fu accusata di complicità e concorso di reato nel peggiore dei misfatti d’ogni epoca, da quando essere umano impresse la sua orma sulla terra.

Ma l’emblema del traviamento, galeotta dalla più innocente delle sembianze, è ancora oggi potente attrattore per uomini e donne. Poiché entrambi sanno che quel frutto conduce, inesorabilmente, al piacere del peccato.

Nel 1999 riscosse grande successo tra i giovani il film American Pie.

Credo sia stata la torta di mele più discussa della storia del cinema. Ero allora adolescente, e di torta di mele se ne parlò per lungo tempo. 

La maliziosa torta divenne sinonimo di organo genitale femminile. Paragonata a quest’ultima per la consistenza principalmente, ma credo invece abbia stratificazioni ben più profonde, non solo nell’inconscio di chi ci ha costruito quella serie di film. 

La torta di mele, calda ed invitante come una giovane donna che si apre all’amore carnale, offre, nella sua primitività di ingredienti, l’appagamento che cerca elementi di maternità, in un legame forse incestuoso con chi ci ha procreati e nutriti

Burro è profumo di latte materno, che si assapora da una dolce mela ancora elastica, sebbene cotta, e che così richiama la sensazione della prima alimentazione, la suzione da una mucosa.

E’ un dolce che definirei conciliante oltre che confortante, concilia con altre epoche della nostra esistenza, e conforta rimettendoci alle nostre origini.

 

 

torta numero uno

 

INGREDIENTI

300 gr farina di maiorca Antichi Granai https://www.antichigranai.com/shop/farina-burattata-di-maiorca-biologica/

180 gr zucchero integrale di canna

200 gr burro

800 gr mele renette

1 limone bio

1 arancia bio

2 uova

1/2 bustina lievito per dolci

100 gr granella di mandorle

Liquore amaretto

Cannella 

 

PREPARAZIONE

 

 

ingredienti

Lavare le mele, sbucciarle, tagliarle a fette e riunirle in un recipiente in cui versare un bicchiere circa del liquore, mescolare e lasciare a macerare per almeno un’ora.

 

mele

Sbattere uova e zucchero insieme alla scorza grattugiata di arancia e limone.

Spolverare a cucchiaiate la farina sul composto di uova e zucchero, continuando ad impastare senza mai fermare la frusta elettrica. Aggiungere il burro liquefatto e tiepido, amalgamare bene tutti gli ingredienti ed infine incorporare il lievito.

Foderare una teglia con burro e poi carta forno, versarvi l’impasto.

Scolare le mele dal liquore (mettere da parte quest’ultimo) e inserirle uniformemente nell’impasto.

 

cruda mele

Amalgamare la granella di mandorle con il liquore in cui le mele hanno macerato, aggiungere cannella a piacere, e versare il composto sulla torta.

 

torta cruda più granella

Infornare a 140° per circa 50 min.

 

 

 

Ed ora che l’inverno più gelido è arrivato, bisogna fare approvvigionamento di legumi e verdure, per fronteggiare in modo sano l’aumentata richiesta di energie da parte del nostro corpo.

Variare e colorare l’alimentazione d’inverno, è un pò più difficile.

 Per questo, con l’azienda agricola Antichi Granai, che oltre al grano biologico siciliano produce le varietà tradizionali di legumi,

 stiamo mettendo a punto una serie di mix pensati proprio per rendere variegata la nostra dieta, rispettando la biodiversità siciliana.

Abbiamo miscelato legumi e cereali, creando una nuova linea, le zuppe.

Più gustose proprio perché si sommano diverse varietà dello stesso legume ad un cereale. 

Questi diventano la base per creare infinite ricette. Adesso che il freddo fa da padrone, accendere la fiamma in cucina per una o due ore, diventa veramente piacevole!

Gli ortaggi e le verdure invernali possono combinarsi a seconda dei gusti e, naturalmente della disponibilità nella propria zona. Io ho usato una varietà di cavolo che semina mio padre nel mio orto, ma può essere facilmente sostituito da altre tipologie. 

 

zucca e cavolo crudi

Le zuppe arricchite di altri vegetali, diventano un ricco piatto unico, che scalda e nutre in maniera ottimale.

La prima ricetta della linea di zuppe, impiega il misto ceci e farro. Ceci pascià, ceci neri, e farro.

Insieme alla zucca, regina dell’inverno, e al cavolo, potente antitumorale.

INGREDIENTI per 4 persone

300 gr zuppa

400 gr zucca già pulita

500 gr cavolo nero (o altra varietà)

2 cipolle fresche

2 pomodori pelati

Sale 

Olio extravergine d’oliva

2 litri acqua

PREPARAZIONE

La zuppa di ceci prevede almeno 12 ore di ammollo (ideale 24).

Tagliare a rondelle la cipollina fresca, in un tegame dai bordi alti versare sul fondo l’olio, far scaldare e versare la cipolla e, dopo pochi minuti, il pomodoro. 

 

cipolla e pomodoro

 

Nel frattempo tagliare a dadini la zucca già ripulita dalla buccia e dai semi, e versare in pentola. Mescolare con il soffritto di cipolla e pomodoro e lasciare insaporire per circa 10 min.

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 Scolare e sciacquare per bene la zuppa, aggiungere alla zucca ed al resto del soffritto, mettere il coperchio e fare rosolare, rimestando ogni tanto, per 20 min.

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Far bollire 2 litri d’acqua.

 Mondare e lavare per bene le foglie di cavolo nero, scolare e tagliare a listarelle sottili. 

Trascorsi i 20 min, aggiungere l’acqua bollente alla zuppa (circa un litro e mezzo tenendo il resto nell’eventualità si asciughi troppo).

Trascorsi i 20 min, aggiungere l’acqua bollente alla zuppa (circa un litro e mezzo tenendo il resto nell’eventualità si asciughi troppo).

Quando l’acqua riprende il bollore, aggiungere il cavolo nero.

 

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Cuocere la zuppa a fuoco moderato per circa 2 ore, rimestando ogni tanto ed aggiustando di sale.

 

zuppa finita

Monday, 04 November 2019 08:56

Scacciata siciliana coi broccoli

La scacciata siciliana broccoli e salsiccia, era una pietanza attesa e consumata tradizionalmente durante il periodo natalizio.

 Perché?

A dicembre i broccoli “‘nducicunu”, ovvero diventano più dolci per via del freddo che si fa più intenso.

 

Metto broccoli

 

Ma non è l’unico motivo e nemmeno il principale.

Era anche il mese in cui il maiale si ammazzava, e si aveva disponibilità di salsiccia. 

Il cacio era in piena produzione, e poi c’era il nuovo raccolto di olive.

 

 

olive

 

Parte di queste erano destinate alla tavola, e finivano abbondanti tra il grasso della carne e le tenere foglie del broccolo.

Il buon grano siciliano, sapientemente conservato, veniva portato al mulino per diventare farina.

 

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Considerato un piatto ricco, ed in effetti lo è, veniva preparato in occasione di una festa, nella zona di Catania in special modo per la vigilia di Natale. E così è ancora, per cui, sulla nostre tavole, insieme al baccalà fritto ed altri sfizi, non manca mai per il 24 dicembre la scacciata coi broccoli e la salsiccia.

 

Intera cotta

Ora la mangiamo già da questo periodo. Appena arrivano in ortofrutta le primizie, le scacciate nei panifici cominciano ad imbottirsi di un vegetale che ha del portentoso anche per le sue potenzialità antitumorali.

Quando il contenitore ed il contenuto sono egualmente importanti, si determina un livello di qualità definito eccellenza.

Le farine da grani antichi varietà maiorca e perciasacchi, prodotte e molìte dall’ azienda Antichi Granai, si possono miscelare per ottenere impasti lievitati dolci o salati.

 

farina integrale di perciasacchi 1024x768 

Nella ricetta per la scaccia, le percentuali tra il grano duro ed il grano tenero, sono bilanciate per ottenere un pasta che sia croccante esternamente ma morbida all’interno. Cuociono perfettamente, sia l’impasto che i condimenti, se la pasta è stesa sottile, e rimane umida all’interno e fragrante fuori.

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INGREDIENTI

Per l’impasto

400 gr farina di perciasacchi

400 gr farina di maiorca

600 gr acqua

40 ml olio extravergine d’oliva

  8 gr sale

  5 gr lievito di birra

Per la farcitura

1 kg broccoletti freschissimi

300 gr salsiccia

200 gr formaggio pepato fresco

qualche cipollina fresca

olive nere al forno denocciolate

concentrato di pomodoro

PREPARAZIONE

Sciogliere il lievito in un poco di acqua tiepida. Miscelare bene le due farine, fare la fontana e versare il lievito sciolto, aggiungere pian piano tutta l’acqua restante ed iniziare ad impastare (nella planetaria o a mano).

Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, aggiungere il sale mentre si continuare con l’impasto. Verso la fine, aggiungere l’olio d’oliva e fare assorbire continuando ancora circa 10 min, o comunque finché l’impasto sarà liscio ed elastico.

Formare un panetto e lasciare riposare in un contenitore, ben sigillato da pellicola, in un ambiente chiuso.

Dopo circa 6-8 ore, l’impasto sarà lievitato.

Lavare e mondare i broccoletti, togliendo le foglie più grosse ma lasciando quelle più tenere. Sistemarli in un colapasta e cospargerli di sale. Lasciare così qualche ora (consiglio di fare questa operazione al mattino, per averli pronti la sera).

Sciogliere un cucchiaio di concentrato di pomodoro in mezzo bicchiere d’acqua calda.

Togliere la salsiccia dal budello e sbriciolarla in un piatto.

Affettare il pepato fresco ma non troppo sottile.

Mondare e lavare le cipolline fresche e tagliare a rondelle.

 

Cipolla

Riprendere l’impasto e lavorarlo ancora a mano per circa 10 minuti.

Prelevarne una parte che sia sufficiente a poter ricoprire la superficie della teglia.

Infarinare il piano di lavoro e stendere con il matterello fino a raggiungere uno spessore di circa 2-3 millimetri, riporre nella teglia già foderata di carta forno e bucherellare omogeneamente con i rebbi di una forchetta.

Con un pennello da cucina, inumidire la pasta con il concentrato di pomodoro. A questo punto farcire lasciando scoperta la parte che farà da bordo: sistemare i broccolletti e cospargere con salsiccia, cipolla, olive nere, formaggio. Versare sul condimento, in modo regolare, un filo d’olio d’oliva. Procedere con la stesura di un’altra parte di impasto ed adagiare a ricoprire il tutto. Chiudere i bordi e rifilare l’eventuale pasta in eccesso.

Nuovamente, con i rebbi di una forchetta bucherellare la superficie. Cospargere anche questa con il concentrato di pomodoro.

Cuocere per circa 45 min a 180°.

Thursday, 24 October 2019 07:49

Mostarda d'uva dell'Etna

Etna è una regione della Sicilia che per ogni pratica agricola ha tempi a sé.

Mentre nel resto dell’isola è in corso la raccolta delle olive, sul vulcano è in pieno fermento il mosto delle uve patrimonio dell’umanità.

 

Uva da copertina copia 

Certo, negli ultimi dieci anni si è stravolto il modo di fare vino qui da noi. Da quando qualcuno ha scoperto le qualità dell’uva che cresce su terreno lavico, si è attivata la corsa all’oro.

 Negli ultimi dieci anni si è stravolto il modo di fare vino qui da noi.

Da alte zone d’Italia e perfino altri continenti, sono giunti per acquistare e mettere a regime il prestigioso, personale, vigneto sull’Etna.

E noi abitanti del suolo lavico, che fummo e siamo tutto fuorché bravi imprenditori, e soprattutto investitori, dobbiamo ringraziare il forestiero che sta riqualificando enormi spazi altrimenti abbandonati ed incolti.

L’aridità apparente della pietra vulcanica si è inverdita, portando alla luce del sole il suo valore unico.

Ora che clima è sempre più caldo, e le pesanti felpe che indossavamo per le vendemmia si sono alleggerite in mezze maniche estive di cotone, un poco di freddo si percepisce sottopelle.

 

grappolo in mano copia

La vivacità della festa per la vendemmia, si è smorzata con la noia di una pratica, per necessità meccanizzata.

A noi bambini piaceva tantissimo pestare l’uva nel palmento, ed odorare di mosto fino a sera.

Ma la vendemmia non finiva lì. 

All’indomani si palesava un piatto di mostarda, ad ogni famiglia di partecipanti ne spettava uno.

Era, sembrava, tutto così scontato, così ovvio.

Adesso ci aggrappiamo a quei sapori, a quei riti, alla genuinità, per non dimenticare mai l’infanzia.

INGREDIENTI

Prima di preparare la mostarda, bisogna far bollire il mosto con cenere di sermenti, tralci di di vite arsi.

Per dieci litri di mosto bisogna aggiungere una quantità di cenere pari ad una ‘junta’, ovvero prelevata con mani giunte.

cenere viti 

 

Si versa la cenere e si mette sul fuoco il mosto, poi si fa bollire per circa un’ora, e comunque fin quando scomparirà la schiuma. Lasciare raffreddare e filtrare dalla cenere per tre volte con un panno a maglie strettissime.

2 litri di mosto cotto

2oo gr amido di mais o farina bianca

Chiodi di garofano

Cannella 

Mandorle tostate 

Pistacchi

PREPARAZIONE

 

mostarda e frutta secca

Sciogliere l’amido con una parte del mosto, facendo in modo che non si formino grumi. Versare il resto del mosto, i chiodi di garofano e la cannella e mettere sul fuoco, mescolare sempre. 

 

mandorle e pistacchi copia

Quando raggiungerà il bollore, comincerà ad addensarsi, quindi mescolare ancora più energicamente evitando che si attacchi sul fondo.

 

Batteria intera vuota 2

 

Per capire se la mostarda è pronta, fare la ‘prova del piatto’. Versare un cucchiaio di mostarda su un piatto ed inclinarlo. Se la mostarda scivola via non è ancora cotta al punto giusto, in caso contrario spegnere il fuoco. Prepararsi ad impiattare. Passare ogni piatto sotto l’acqua per bagnare il fondo, poi versare subito la mostarda caldissima e spolverare con mandorle e pistacchi tostati. A piacere spolverare ancora con cannella.

 

 

Federico Miano, 26 anni e già una lunga esperienza nel campo dell’arte bianca, il mestiere trasferitogli dal padre, che oltre vent’anni fa avvia una panetteria, oggi Miano 1998.

 Per Federico, la panetteria di famiglia è solo un punto di partenza. Dopo il diploma di scuola superiore si immerge totalmente nel lavoro, ma pian piano capisce che per affrontare bene il mestiere c’è bisogno di continua formazione e ricerca. Non gli basta più l’insegnamento del padre.

 

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 Decide così di intraprendere un percorso di studi presso CAST alimenti, e due anni fa vola a Brescia dove nasce l’amore smisurato per il lievito madre, 

“Grazie agli insegnamenti del maestro Piergiorgio Giorilli, ho imparato a conoscere ed utilizzare il lievito madre.  Da due anni custodisco e rinnovo il suo lievito, con esso ho rivoluzionato tutta la mia produzione. Adesso propongo anche la linea ai grani antichi, accanto al classico pane bianco. Quello che accomuna ogni prodotto è la lunga lievitazione naturale.”

 

fede odora pane copia

Federico ha dotato il laboratorio di celle frigorifere che consentono di controllare la lunga lievitazione, senza che la temperatura subisca sbalzi e permettendo una maturazione ottimale dell’impasto.

Il prodotto finito, risulta così, oltre che leggero e digeribile, a lunga conservazione. 

Esattamente come accadeva per il pane “della nonna”, se ben conservato riesce a mantenere profumo e fragranza per più giorni, conservandosi senza che insorgano muffe e diventi gommoso.

 

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Il profumo del buon pane si arricchisce di sapori che definiscono la linea “speciale” dei lievitati: pomodori secchi, capperi, olive, semi vari, ed altri ingredienti, si combinano con farine di alta qualità per creare sfiziosi pani disponibili tutti i giorni.

 

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Il laboratorio di Miano1998, produce quotidianamente una grande varietà di dolci tradizionali e colazioni. A pranzo è un punto di riferimento per chi desidera consumare un pasto veloce ma gustoso e genuino. Pietanze sempre freschissime e preparate con ingredienti di qualità. Mentre la tradizionale tavola calda siciliana è disponibile anche la sera.

 

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Il gusto e l’arte tornano ad abbracciarsi insieme, sul palcoscenico naturale di incredibile bellezza qual è la scalinata che da Ragusa porta a Ragusa Ibla. 

 

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Dal 18 al 20 ottobre 2019 “Scale del Gusto” stuzzicherà l’animo per una celebrazione dei sensi. Emozionerà, conquisterà, coinvolgerà in una passeggiata onirica che, scalino dopo scalino, condurrà alla riscoperta di un territorio unico per bellezza, fascino e ricchezze enogastronomiche. 

Un tributo alla terra madre per un’esaltazione sensoriale di piacere che inneggia al cibo e al patrimonio artistico d’incommensurabile valore che Ragusa Ibla offre. Sarà una quinta edizione intensa, con un ricco programma di appuntamenti predisposto come sempre dall’associazione di promozione turistica Sud Tourism, con il sostegno del Comune di Ragusa e partnership private. 

 

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“Prodotti e produttori”, con gli assaggi delle eccellenze agroalimentari del territorio, accanto alle “cene con vista” che trasformano i luoghi suggestivi tra il capoluogo ragusano e il suo quartiere barocco in speciali teatri del gusto dove verranno servite pietanze prelibate elaborate da chef rinomati. Cucina e libri al centro degli incontri dedicati al “gusto della letteratura”, mentre i monumenti più belli, molti dei quali patrimonio Unesco dell’Umanità, si apriranno per i “tour le scale dei tesori” in collaborazione con “Le vie dei tesori”.

In programma anche le “esperienze del gusto”, ovvero masterclass, incontri, laboratori e approfondimenti tra gli appuntamenti di punta delle passate edizioni, che tornano a incuriosire e interessare addetti ai lavori e non. Ci saranno anche le strade del vino per un percorso tra le cantine del territorio insieme ai sommelier. 

 

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E tra le novità c’è il “villaggio del gusto” per una lode totalizzante degli ingredienti e delle materie prime della cultura enogastronomica locale in ogni sua declinazione, guardando allo street food più tipico.

Ma “Scale del Gusto” segna il coinvolgimento di tutta la comunità non solo in termini di prodotti, ma anche di ristoratori che per i giorni della manifestazione proporranno un menù dedicato per offrire un percorso fisico, oltre che gustativo, lungo “le vie dei sensi”. E per chi volesse addentrarsi alla scoperta delle aziende di eccellenza del nostro territorio, la quinta edizione offre la novità, su prenotazione, delle visite guidate all’interno delle aziende ospiti della manifestazione. 

Un festival del gusto che si fa esperienza dei sensi, da vivere dal 18 al 20 ottobre: un omaggio alla terra, ai suoi frutti diletti, figli di una tradizione che diventa sinonimo di modernità.

“Scale del Gusto è un modello di rigenerazione del patrimonio urbano - spiega Giovanni Gurrieri, direttore dell’associazione Sud Tourism - E’ il sogno che diventa realtà, almeno in questi giorni, ovvero la possibilità di vivere questi luoghi quotidianamente con chiese aperte, palazzi accessibili, vicoli adeguatamente sistemati e proni a raccontarsi al visitatore. Insomma una manifestazione che dice anche oltre i giorni in cui si svolge, per essere da ulteriore stimolo che sottoponiamo all’attenzione dell’intera collettività”.

 

 Per info www.scaledelgusto.it ed i canali social. 

 Terza edizione del “Messina Street Food Fest” a partire dal prossimo 10 ottobre.

Saranno 40 gli stand del food, all’interno del villaggio gastronomico, con altrettante specialità messinesi, siciliane e provenienti da alcune regioni italiane, senza dimenticare qualche sfiziosa incursione nella gastronomia estera.

Nell’ambito dell’evento previsti anche spettacoli di musica live, djset, intrattenimento per bambini e show cooking.

 

foto messina

La grande festa del cibo di strada è promossa ed organizzata da Confesercenti Messina in partnership con il Comune di Messina e con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina, della Camera di commercio, dell’ATM, dell’Istituto Alberghiero Antonello, dell’Istituto Co.Ri.Bi.A e della Pro Loco Messenion.

Importanti chef si alterneranno in show cooking per raccontare e far gustare in diretta al pubblico la loro idea di cucina. Il tema scelto per la terza edizione è dei più attuali. “Messina Street Fish” metterà al centro il tema della pesca sostenibile con particolare attenzione all’utilizzo del pesce ‘povero' locale, pescato nelle acque dello Stretto di Messina. Un nuovo brand che nasce con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni del nostro territorio e la cucina locale. 

Gli show cooking saranno condotti dalla giornalista Valeria Zingale e coordinati da Gran Mirci con la collaborazione degli studenti dell’Istituto Alberghiero Antonello, nell’ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro. 

Ecco i nomi dei nove chef che daranno spettacolo:

Paolo Gramaglia

 

Sarà Paolo Gramaglia, 1 stella Michelin, executive chef e patron del Ristorante President a Pompei (NA), ad inaugurare lo spazio dedicato all’enogastronomia con il suo show ai fornelli che si svolgerà giovedì 10 ottobre alle ore 19.00.

 Gramaglia, preparerà la “Pasta Am…mare” un coloratissimo e gustoso primo piatto ricco di pesce dei nostri mari. Per Gramaglia, il successo della gastronomia è nella tradizione, basta solo saperla interpretare senza nostalgia. 

Alle 21.00 seguirà il cooking show di un altro grande nome della ristorazione stellata. Claudio Ruta

 

Claudio Ruta 1

Una stella Michelin, executive chef del Ristorante “La Fenice” a Ragusa preparerà “Alici dorate con pastella di frascatuli di cicerchia, insalata di arance, cipollotto e prezzemolo”. Ruta, ragusano doc, sperimenta ma non fa della sperimentazione il suo punto di partenza in cucina. Alla base dei suoi piatti, c’è sempre la costante attenzione per i prodotti speciali del territorio ibleo e siciliano. 

Venerdì 11 ottobre, sempre alle ore 19, sarà la volta di un altro noto chef stellato siciliano, Francesco Patti, 1 stella Michelin conquistata nel 2012 con il collega Domenico Colonnetta, nel Ristorante Coria di Caltagirone (CT). 

 

Chef Francesco Patti

 

Alle 21 si esibirà lo chef nebroideo Franco Agliolo, patron del Ristorante Ambrosia a Sant’Agata Militello, molto attivo all’interno dell’Associazione Cuochi Messina. 

Sabato 12 ottobre,due giovani chef messinesi: Salvatore Denaro, che ha partecipato all’ultima edizione del Campionato italiano del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo a Trapani, e Salvatore Paladino, chef del Ristorante Toro Nero di Messina. 

Domenica 13 ottobre, come per la scorsa edizione, il villaggio del gusto ospiterà un cooking show anche in mattinata, momento in cui tanti messinesi affollano il cuore della città. Ad esibirsi sarà lo chef Riccardo Cilia del Ristorante Tocco D’Oro a Comiso (RG). 

In serata alle 19 e alle 21, chiuderanno la terza edizione del Messina Street Fish gli chef Giacomo Caravello del Ristorante Balice a Milazzo e lo chef palermitano Natale Giunta

LA SOLIDARIETA’

Dopo la prima giornata inaugurale, gli show cooking di venerdì, sabato e domenica abbracciano, come per la scorsa edizione, il tema della solidarietà. Per partecipare alle esibizioni degli chef e alla degustazione bisognerà prenotare il proprio posto contattando la Fondazione Aurora Onlus Centro Clinico Nemo Sud, a cui verrà devoluto il ricavato degli show culinari ai numeri 3473035778-3403362791, oppure via mail a infonemosud@centrocliniconemo.it.

Il NEMO SUD è un Centro Clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la SLA e la SMA e le distrofie muscolari. Lo scopo principale è migliorare la qualità di vita delle persone prese in carico, fornendo loro e alle famiglie un supporto clinico, assistenziale e psicologico che risponda ai bisogni globali. 

Il Calendario degli Show Cooking di Messina Street Fish 2019 

GIOVEDI’ 10 ORE 19.00

Paolo Gramaglia - Ristorante President 1 stella Michelin, Pompei (NA) 

GIOVEDI 10 ORE 21.00

Claudio Ruta - Ristorante La Fenice 1 stella Michelin, Ragusa 

VENERDI 11 ore 19.00

Francesco Patti - Ristorante Coria 1 stella Michelin, Caltagirone (CT) 

VENERDI 11 ORE 21.00

Franco Agliolo - Ristorante Ambrosia – Sant’Agata M.llo (ME) 

SABATO 12 ore 19.00

Salvatore Denaro – Finalista al Campionato Italiano del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo 

SABATO 12 ore 21.00 

Salvatore Paladino - Ristorante Toro Nero, Messina

DOMENICA 13 ore 12.00

Riccardo Cilia - Ristorante Tocco D’Oro, Comiso (RG) 

DOMENICA 13 ore 19.00

Giacomo Caravello - Ristorante Balice, Milazzo (ME) 

DOMENICA 13 ore 21.00

Natale Giunta - Ristorante Castello a mare, Palermo – Oro Bistrot Roma Fori Imperiali – chef La Prova del cuoco