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Federica Genovese

Federica Genovese

La Sicilia torna a produrre olio d’oliva.

Dopo l’annata 2018, la peggiore di sempre, un’indagine esclusiva eseguita dagli osservatori di mercato di Cia-Agricoltori Italiani, Italia olivicola e Associazione italiana frantoiani oleari, ha registrato una qualità eccellente ed il 35% di raccolto in più rispetto alla disastrosa annata scorsa.

 

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Il presidente del gruppo di interesse nazionale olivicolo CIA, Giosuè Catania, dichiara:

 

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“Rispetto ai dati previsionali sulla prossima campagna, c’è da sottolineare che il nostro paese non è autosufficiente da un punto di vista produttivo, per tanto vi è la necessità di dotarsi di un forte piano olivicolo nazionale che affronti le questioni relative all’aumento delle superfici e dell’abbattimento dei costi di produzione, puntando sulla promozione del nostro eccellente prodotto per l’affermazione nei mercati nazionali ed esteri”.

Sulla nostra isola, si alternano areali scarichi accanto a zone in piena produzione a seconda delle varietà presenti e della loro risposta alle criticità climatiche.

 

 

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Due aspetti hanno influito su quelli che sono i risultati attesi: i fenomeni climatici nel periodo della fioritura e il comportamento delle diverse varietà a fronte di questi fenomeni. In primavera forti venti di scirocco sono intervenuti a danneggiare la delicata fase di fioritura determinando una sorta di bruciatura del fiore sulla pianta che si è tradotta successivamente in una ridotta allegagione.

Complessivamente, mediando e ponderando le diverse informazioni raccolte grazie ai tecnici presenti sul territorio, si può stimare per la regione Sicilia una annata in crescita del +35% che porterebbe il quantitativo stimato a superare le 24.000 tonnellate, produzione incoraggiante ma oltre il 50% al di sotto di quella espressa in passato da annate di carica. Sotto il profilo qualitativo si continua a tenere sotto osservazione la mosca e le percentuali di infestazione che per il momento risultano essere ancora al di sotto della soglia di intervento, tanto da non suggerire l’esecuzione di trattamenti antiparassitari vista la prossimità della raccolta.

 

 

Fonte: CIA Sicilia occidentale

Friday, 27 September 2019 10:32

Gli Ambasciatori del Gusto al Cous Cous Fest

Anche quest’anno San Vito, località marinara tra le più belle e conosciute della provincia di Trapani, si trasforma in un festival del cibo, ospitando importanti chef, prestigiosi giornalisti e grandi esperti di enogastronomia.

La XXII edizione del Cous Cous Fest, si conferma una festa di colori e sapori ,espressione di una civiltà unica, che celebra la pace e l’integrazione dei popoli. 

 

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Per questa edizione, inaugurata il 20 settembre, tra gli Ambasciatori del Gusto siciliani, sono presenti il pasticcere Lillo Freni, il maestro degli arancini Rosario Umbriaco, ed il bakery chef Francesco Arena. I colleghi dell’Associazione italiana saranno protagonisti di un cooking show che si svolgerà venerdì 27 settembre alle ore 17.00 al Bia Theatre, un teatro all’aperto in piazza Santuario, cuore pulsante del paese di San Vito Lo Capo. 

 

La Messinese al Cous Cous Fest photo credit Davide Fragale

(Ph Davide Fragale)

 

Per l’occasione Francesco Arena interpreterà il cous cous con grande originalità. Il nome del piatto “La Messinese al Cous Cous Fest” racconta l’idea del viaggio e della commistione tra due territori siciliani, tra due differenti e affascinanti culture gastronomiche, molto radicate nel territorio. Il cous cous, piatto della tradizione sanvitese che testimonia la convivenza della cultura maghrebina con quella siciliana, incontra la focaccia tradizionale messinese. Nasce così l’idea di Francesco Arena di sostituire la tradizionale pasta lievitata con una base di cous cous incocciato a mano, cotto sottovuoto a bassa temperatura, e farcito con crema di tuma, emulsione di scarola, pomodorini confit, acciughe fresche fritte in olio extravergine di oliva, scaglie di mandorle tostate e polvere di capperi di Salina. Utilizzando alcuni degli ingredienti della tipica preparazione di street food messinese, con qualche importante aggiunta, Arena lancia la sfida trasformando la base focaccia in cous cous e proponendo una cottura innovativa della semola incocciata a mano. 

L’appuntamento per assistere al cooking show dei tre Ambasciatori del Gusto ed assaggiare le loro preparazioni è per oggi pomeriggio, venerdì 27 settembre a San Vito Lo Capo, un’oasi di bellezza dove le culture del Mediterraneo coesistono e si mescolano.

Friday, 20 September 2019 05:35

Sobremesa, inizio d'autunno con sushi e vini.

Luogo trasparente dall’animo caldo e dalla cucina che profuma di contaminazioni.

Sobremesa,  il ristorante in Piazza Cassa di Risparmio 11, situato nel cuore di Palermo, apre all’autunno con una deliziosa novità: l’aperisushi dalle materie prime made in Sicily.

 

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Un fantastico viaggio verso il piacere assoluto grazie a una nuova formula, pensata dal titolare Luca Lo Dico e realizzata dallo chef Pietro Li Muli, che abbina a deliziosi finger food una selezione accurata di vini.

La novità partirà da sabato 28 settembre dalle 19.00 alle 21.00. L’apetitivo avrà una formula esclusiva per l’occasione: Combo Sushi con calice 30 euro per due persone. 

 

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Nel combo deliziosi nigiri, hosomaki, uramaki renderanno unica la serata. 

Da Sobremesa anche l’aperitivo tradizionale che avrà un costo di 10 euro a persona. 

Inoltre, chi vorrà potrà proseguire la cena con le ottime proposte firmate dallo chef. Piatti che spaziano dalla tradizione alle creazioni di ricerca e innovazione tra mari e monti in uno dei locali più amati e piacevoli in città, per una cena romantica, in famiglia o in compagnia di amici. 

 

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Ambiente e design rispecchiano il concept del locale: ricercato, glamour e raffinato. Basta varcare l’uscio per ritrovarsi in un’altra dimensione, estranea e lontana dalla realtà cittadina. 

Costo aperitivo sushi + calice: € 30 a coppia

Costo aperitivo tradizionale + calice: € 10 a persona

Per info e prenotazioni:

Sobremesa Restaurant 

+39 375 5245455

Il primo festival internazionale del gelato artigianale al mondo, Sherbeth, si sposta nella parte orientale della Sicilia per la sua undicesima edizione.

 

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Dopo Cefalù e Palermo nel corso delle prime dieci edizioni, Catania ospiterà l’evento che celebra i migliori maestri gelatieri, veri poeti del gusto, provenienti da Cina, Bolivia, Inghilterra, Germania, Olanda Giappone.

 

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Tutti saranno impegnati nella competizione alla preparazione del gelato che meriterà l’ambito premio “Procopio Cutò”.

 

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La storica Villa Bellini, nel cuore della Città, si trasformerà dal 26 al 29 settembre nello “Sherbeth Village”, un luogo interamente dedicato al gelato artigianale con gli stand dei 50 maestri gelatieri che proporranno al pubblico i loro gusti di gelato. Fra questi, insoliti accostamenti come latte di cocco e wasabi, crema meliga e lime, un gelato al pepe “sansyo” ed uno al farro tostato, ma anche grandi classici come il pistacchio di Bronte, la nocciola, la cannella, lo zabaione, il torrone. Per consentire una perfetta preparazione di questi golosissimi gelati, al fianco di Sherbeth Festival ci sarà ancora una volta il partner tecnico Bravo S.p.A., l’azienda italiana leader nel settore della produzione e vendita di macchine per gelateria, pasticceria e cioccolato che equipaggerà i laboratori della manifestazione con le macchine multifunzione Trittico®, e garantirà a tutti i maestri gelatieri qualità, velocità, precisione e massima resa.

Con Bravo saranno inoltre presenti due grandi personalità tra i maestri gelatieri d’Italia: il guru del gelato Angelo Grasso- formatore, docente, ispiratore con oltre 40 anni di esperienza, cinque libri all’attivo e uno in arrivo, e il rocambolesco Vetulio Bondi- toscano doc, presidente dell’Associazione Gelatieri Artigiani Fiorentini e webstar conduttore del format Youtube Unconventional Gelato, i quali con i loro cooking shows non lasceranno nessuno a bocca asciutta!

 

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I golosi percorsi proposti da Sherbeth, in questo giro del mondo del gelato, saranno arricchiti da talk show sulla gastronomia, cooking show sul gelato, momenti di formazione e gioco dedicati ai bambini, percorsi d’interesse artistico e, per finire, il prestigioso concorso dedicato a Francesco Procopio Cutò, al termine del quale verrà premiato il maestro gelatiere che risulterà vincitore dal calcolo dei voti espressi dalla giura tecnica e dai maestri gelatieri in concorso, portando a casa la vera ed unica “Coppa del Mondo” del gelato artigianale. 

All’interno dello Sherbeth Village saranno presenti gli “Info Point” in cui sarà possibile acquistare la Sherbeth Card dal valore di 10 euro ciascuna. La Sherbeth Card è ricaricabile tramite il sito www.sherbethfestival.it oppure tramite l’App disponibile su Google Play e Apple Store. Sarà possibile ricaricare la Sherbeth Card anche presso gli info point, con ricariche da 3 euro ciascuna. La Card da 10 euro dà diritto a tre degustazioni di gelato, in cono o in cialda, più una bottiglietta d’acqua (o in alternativa un caffè). Questa undicesima edizione di Sherbeth, grazie a Coni Olimpo, sarà del tutto plastic free. Non verranno infatti utilizzate coppette in cartone plastificato, ma solo coni e cialde.

 LA GRANDE NOVITA DI QUEST’ANNO: La Casa del gelato (AREA VIP)

La grande novità di quest’anno è “La casa del gelato” l’esclusiva Area Vip riservata ai visitatori più esigenti. Qui, con un ticket di 20 euro a persona, si potranno si potranno gustare, nelle apposite cialde, tutti i gusti di gelato presenti alla XI edizione di Sherbeth, anche più di una volta, per un’emozione senza limiti. Ma non solo. Qui si potranno vedere all’opera e dal vivo i Maestri Gelatieri, mentre preparano i loro gelati artigianali. Ed ancora: qui e solo qui sarà possibile assaggiare anche i gelati che i 48 concorrenti di quest’anno presenteranno alla giuria del Concorso Procopio Cutò. Gusti particolarmente raffinati, diversi da quelli proposti al pubblico e fatti apposta per colpire i palati particolarmente raffinati dei giurati. Con un ticket a parte sarà inoltre possibile passare dal gelato al vino, grazie all’esclusivo percorso di degustazione dedicato ai Vini naturali dell’Etna. 

 

Il tempo capriccioso di questo inizio settembre, ha voluto favorire organizzatori e partecipanti della tanto attesa serata organizzata a Barone di Villagrande per venerdì 6 settembre.

 

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L’evento esclusivo, riservato a poco più di cento partecipanti previa prenotazione, si consolida nelle varie edizioni, e si conferma quale momento di celebrazione delle migliori produzioni e trasformazioni cibo-vino. 

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Dalla terra alla terra. Sul piazzale della tenuta Barone di Villagrande, si calpesta la terra etnea, si ammira la costa ionica e si degusta la migliore cucina del luogo.

Sotto le nubi che coprono le stelle, un tetto di luci riscalda l’atmosfera distesa e festosa.

 

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Un lungo banco degustazione ospita cento vini bianchi vulcanici, provenienti da sei regioni.

Soave, Durello, Etna, Vesuvio, Campi Flegrei, Pitigliano, Colli Euganei, Tuscia, Frascati, Orvieto, Gambellara e Pantelleria.

 

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Ed un circuito dedicato al cibo da percorrere e…replicare!

I Quattro Archi, famosa osteria a Milo, serve un delicato macco di fave con crostini di pane.

 

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Asilat, Azienda agricola finalizzata alla produzione di Latte d’Asina, nel suo banco propone uno stracotto d’asina, preparato in grosse pentole di coccio.

 

stracotto

 

Fila mai in esaurimento al banco della pizza fritta, farcita con mortadella e mozzarella. E’ La bottega di Crescenzo, prestigiosa pizzeria a Giarre.

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Immancabile il panino con salsiccia cotta sulla carbonella.

 

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Dalla sopraffina cucina di Barone di Villagrande,  due pietanze ricche della tradizione locale. Crema di fagioli borlotti con spezzatino di muscolo di maiale e cotenna, fagiolo croccante, cavolfiore tostato con mandarino verde e arancia e rosmarino croccante.

 

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Ed una pasta alla norma con salsa di pomodoro siccagno.

 

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La varietà di dolci, perlopiù al cucchiaio, è opera dei pasticceri di FIPGC.

L’organizzazione impeccabile e la complicità della magia dell’Etna, rendono ineguagliabile l’esperienza.

 

 

 

Wednesday, 04 September 2019 06:39

ViniMilo - Centro di Qualità permanente

Registrate oltre 25mila presenze a Milo per il primo dei due weekend della Vinimilo, il prossimo è in programma sabato 7 e domenica 8 settembre.

 

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Un pubblico trasversale di winelovers – che fotografa etichette “made in Etna” e condivide sui social il momento “di-vino” - ha gremito la piazza e i vicoli dell’antico borgo di montagna dove è allestita l’Isola del Gusto: comitive di giovani, famiglie con bambini e numerosi stranieri in vacanza sull’Etna, attratti dal passaparola della tradizionale festa pre-vendemmia che propone nel “Centro di Qualità permanente” che è Milo – claim della manifestazione ispirato a un verso di una celebre canzone di Battiato - la possibilità di esplorare e conoscere le migliori etichette dell’Etna: al banco degustazione 128 vini fra rossi, rosati, spumanti, bianchi e quel bianco superiore doc (ottenuto da uve carricante) prodotto solo a Milo abbinato ai cartocci di street food della cucina tradizionale siciliana: paranza di pesce, pizze fritte, scacciate con salsiccia, funghi porcini e specialità del territorio tutelate da Slow Food.

 

 

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La novità del 2019 è poi l’apertura nella frazione di Fornazzo dell’Ecomuseo del Castagno, contenitore d’arte, laboratori didattici e piccola ristorazione a cura dell’Associazione Trucioli e in collaborazione con Asilat che propone hamburger con carne d’asina o declinati nella versione vegetariana, vegana e senza glutine, per i celiaci. Al piano giardino l’Ecomuseo ospita “Dialoghi nella nebbia”, mostra di land art con opere di alcuni allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania che hanno partecipato a una residenza d’artista con Alfio Bonanno, milese e punto di riferimento di questo linguaggio dell’arte contemporanea legato alla natura che a Milo ha donato due sue opere.

 

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La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Oelle che ha prestato le installazioni. Introdotti dallo storico dell’arte Laura Cavallaro, sono intervenuti la presidente, Ornella Laneri, e il direttore artistico della fondazione, prof. Carmelo Nicosia, e i giovani artisti, Giulia Barbuzza, Gabriella Caselli, Gabriele Catania, Carlo Distefano, Giuseppe Longo, Martina Mavica, Simona Silvestro, Calogero Arcidiacono e Alessandra Castronuovo: gli ultimi due hanno anche realizzato delle installazioni site-specific sul tema della natura nell’area food, al primo piano dell’Ecomuseo. La mostra è visitabile tutti i weekend di settembre sabato 18.30-23; domenica 10-23. E’ possibile fermarsi a pranzo e cena anche durante i due fine settimana della Festa del fungo porcino).

GLI APPUNTAMENTI DELLA 2° SETTIMANA DI VINIMILO

Da martedì 3 settembre, comincia una nuova settimana con degustazioni di vini e, in un caso di formaggi da pascolo, aperti anche al pubblico dei “profani” (per prenotazioni, consultare il sito). Si comincia con “La bottega del pascolo: i formaggi sotto il cielo”. A cura di Giandomenico Negro, un viaggio tra i delicati formaggi erborinati prodotti da animali da pascolo di cinque regioni italiane - e dalle straordinarie proprietà olfattive e gustative - che verranno abbinati ai vini dell’Etna. Sono: Robiola di Capra della Langa Astigiana e Matinè della Langa Astigiana (Piemonte), Il Quarto della Bruna (Campania), Granpascolo e Pecorino di Lodè (Sardegna), Tirolese (Alto Adige), Blu podolico della Daunìa (Puglia).

Mentre mercoledì 4 è in programma l’eccezionale Degustazione degli “Stappati”: oltre cento vini siciliani in degustazione partecipando all’evento della rivista Winesurf, che per la propria guida in pubblicazione, esaminerà “alla cieca” (senza conoscere l’etichetta) circa 120 vini provenienti da tutta la Sicilia. Le bottiglie “stappate” – da qui il titolo dell’evento - saranno messe a disposizione dei visitatori – suddivisi per tipologia e denominazioni - per un viaggio sensoriale tra i migliori Doc siciliani che, dall’Etna, conduce attraverso il Nero d’Avola e il Cerasuolo di Vittoria, fino alla Contea di Sclafani, territorio che include Palermo, Caltanissetta e Agrigento. La giuria è composta dai giornalisti di Winesurf Carlo Macchi e Pasquale Porcelli e dal gastronomo Pippo Privitera.

Giovedì 5, con le cantine Benanti e i giornalisti di Cronache di Gusto, “L’Etna tra i territori dei Grandi Bianchi”, confronto fra terroir etneo ed etichette da Austria, Francia, Alto Adige e Venezia Giulia.

Il 6 e il 7 settembre, doppio format per Volcanic Wines: la sera cena da Barone di Villagrande con cento vini bianchi provenienti da suoli vulcanici di tutta italia abbinati a ricette gourmet regionali. Di scena Soave, Durello, Etna, Vesuvio, Campi Flegrei, Pitigliano, Colli Euganei, Tuscia, Frascati, Orvieto, Gambellara e Pantelleria (prenotazione obbligatoria). L’indomani 7 settembre (Centro Servizi 17.30) degustazione alla cieca con “Etna Versus… Di che vulcano sei?”: 16 etichette di vini vulcanici: 8 da uve carricante dell’Etna e altre 8 da territori italiani di origine vulcanica. A guidare gli assaggi Camillo Privitera, Carlo Zucchetti, Giovanni Ponchia e Claudio Di Maria. Il 6 settembre (ore 16, Centro Servizi), “Etna 10 anni fa”, degustazione orizzontale con l’enologo Salvo Foti (I Vigneri) e Federico Latteri di vini della vendemmia 2009. Per tutti gli altri appuntamenti, consultare il programma su www.vinimilo.it

EVENTI VINIMILO 2019

(3-8ettembre)

 

05/09 “L’Etna tra i territori dei Grandi Bianchi” (ore 19, Centro Servizi). Da un’idea di Antonio Benanti, degustazione guidata da Federico Latteri di etichette italiane e straniere confrontando diversi terroir (Alto Adige, Venezia Giulia, Francia, Austria) con i vini Etna Doc.

06/09 “Etna 10 anni fa” (ore 16, Centro Servizi). Da un’idea di Salvo Foti, degustazione orizzontale di vini della vendemmia 2009 da vitigni autoctoni con Federico Latteri. Prenotazione obbligatoria.

06/09 Meeting direttivo FIPGC (ore 18, Museo Virtuale) Focus professionale del settore pasticceria, con il meeting dei delegati del direttivo nazionale FIPGC, i soci della Sicilia orientale e le autorità di Milo.

06/09 “Volcanic Wines Volcanic Food” (ore 21, Barone di Villagrande). Cento vini bianchi vulcanici provenienti da sei regioni abbinati ai cibi dei singoli territori. Di scena Soave, Durello, Etna, Vesuvio, Campi Flegrei, Pitigliano, Colli Euganei, Tuscia, Frascati, Orvieto, Gambellara e Pantelleria. In collaborazione con Volcanic Wines. Prenotazione obbligatoria.

07/09 “La Collazione del vendemmiatore” (ore 10.30 azienda “A Massara”). I piatti della tradizione della vendemmia sull’Etna.

07/09 “Etna Versus… di che vulcano sei?” (ore 17.30 Centro Servizi). A cura dell’Ais Sicilia e Volcanic Wines. Degustazione alla cieca che vedrà sottoporre agli ospiti 16 etichette di vini vulcanici: 8 da uve carricante dell’Etna e altre 8 territori di origine vulcanica da altre regioni italiane. A guidare gli assaggi saranno Camillo Privitera, Carlo Zucchetti, Giovanni Ponchia e Claudio Di Maria.

07/09 “L’isola del Gusto” (ore 18.30/24.00 Piazza Belvedere e dintorni). Apertura spazio espositivo con decine di proposte gastronomiche dello street food ed eccellenze agroalimentari (fra cui i presidi Slow Food) da esplorare sorseggiando calici (di vetro) di vino dell’Etna: 170 etichette per 35 cantine dell’Etna (65 rossi, 55 bianchi, 30 rosati e 20 spumanti). Sullo sfondo musica live. Spazio alla narrativa con l’Enoteca Letteraria e gli incontri a cura di Paolo Sessa e in collaborazione con NaxosLegge; mentre per i bambini laboratori di manipolazione del legno di castagno (Ecomuseo).

07/09 e 08/09 “Art & Wine Experience” (Eco Museo del Castagno: 07/09 ore 19.30; 01/09 ore 12.30 e 19.30): degustazioni sensoriali fra arte, cibo e vino a cura dell’associazione Trucioli

07/09 “Etna e Riesling: molta distanza, tante similitudini” (ore 21, Centro Servizi): viaggio sensoriale fra due grandi vini a cura di Fisar Catania.

07/09 “Enoteca Letteraria (Largo dei Mille, ore 20.30) “Una finestra su Milo: il tempo, gli uomini, le cose”, un racconto di Irene Giuffrida; alle 21 si presenta il libro “In vino fabula”, omaggio a Mario Soldati a cura di Rino Bianchi; alle 22, concerto;

08/09 “L’isola del Gusto” (ore 10.30/24.00, Piazza Belvedere e dintorni). Prosegue dal mattino fino a mezzanotte la proposta di street food ed eccellenze agroalimentari siciliane (fra cui i presidi Slow Food) da esplorare sorseggiando calici (di vetro) di vino dell’Etna: 170 etichette per 35 cantine dell’Etna (65 rossi, 55 bianchi, 30 rosati e 20 spumanti). Sullo sfondo musica live. Spazio alla narrativa con l’Enoteca Letteraria (al Largo dei Mille) e gli incontri a cura di Paolo Sessa e in collaborazione con NaxosLegge; mentre per i bambini laboratori di manipolazione del legno di castagno (Ecomuseo).

08/09 “Squisito” (ore 20, Museo Virtuale). A cura di Slow Food, i salumi artigianali (salume di capra e prosciutto cotto) di Giardina (Canicattì) e i vini dell’Etna (Planeta).

08/09 Enoteca Letteraria (Largo dei Mille, ore 20.30) presentazione del libro “Gli eroi bevono vino”, di Laura Pepe che ne parlerà con l’archeologo Massimo Cultraro. Coordinano l’incontro Fulvia Toscano (direttore artistico NaxosLegge) e Andrea Cerra (assessore alla cultura del Comune di Linguaglossa). Conclude la serata il concerto del duo Giuliani.

Signum contravviene alla regola per cui la bellezza basta a se stessa, poiché qui referenti non sono materialmente Salina, Malfa, la natura mediterranea che scivola verso il Tirreno.

E’ l’anima di una casa simbolo della Sicilia borghese del ‘900, dalla singolare identità, compendio tra l’isola maggiore e tutte le sue meteore.

 C’è tanta letteratura in quelle stanze, echi dei romanzi di Ercole Patti, stratificazioni strutturali che simboleggiano quelle culturali. Dal terrazzo che (sembra) dominare il mare, si calpesta la cantina, e questa guarda la natura intrinseca al suolo mitologico. 

L’ulivo, gli agrumi, il fico d’india, il gelsomino, si succedono nello scosceso percorso che conduce all’acqua Salina. 

Se Il viaggio incontra il desiderio di trovare il calore che leghi luogo, persone, ricordi, per un hic et nunc che diventi memorabile, Signum ne rappresenta il comune denominatore.

 

 

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Pareti antiche, cimeli e pavimenti in cotto, assumono senso e valore nella passione della famiglia Caruso, dove Luca e Martina, supportati dalla madre e coadiuvati da un ineccepibile team, raccolgono la soddisfazione di ogni ospite.

Ne corrispondono consensi da ogni dove, Martina Caruso è la migliore chef donna dell’anno per la prestigiosa Guida Michelin Italia 2019.

Pochi ma ben dosati e perfettamente equilibrati gli ingredienti del suo successo.

Continuo studio per la tecnica, impiego di materie prime di grande pregio, creatività nel contegno della sobrietà.

 

Martina

Il menù degustazione di questa stagione è altalena tra spinta sapidità marina e l’acqua dolce che irriga gli orti.

Il primo binomio è quello che introduce il menù, dove dolce è una carota disidratata, reidratata, hummus, sesamo e olio alle erbe, 

 

carota

a cui segue la bagna cauda, preparazione piemontese a base di acciughe e aglio ma qui rivisitata con crema di patate e ricci di mare, la crema di patate qui smorza e tende ad equilibrare ma l’intento è palesemente spingere ai sapori più selvaggi del mare.

 

bagna cauda

La scelta dei vini di Luca, è in questa occasione volutamente orientata fuori dai vigneti regionali, fatta qualche eccezione, quale la degustazione della cantina Caravaglio, ci regala uno champagne Savart e poi Frizt Haag - Riesling Trocken 2016.

 

bottiglie

Scende il tasso di sapidità. Gambero rosso di salina marinato a caldo con bisque, fave e piselli in conserva acetica, scalogno cotto con aceto di lamponi e terra al caffè. il gambero assoluto protagonista in un piatto che ne preserva tutto il sapore, trovando il compromesso col resto degli ingredienti e le loro cotture.

 

gambero

E come in un’opera musicale, da intermezzo fanno i bottoni con crema di melanzane, brodo, nepitella, fiore al cappero e pomodorini confit.Un brodo fresco, estivo, la pasta di casa e i gli aromi dell’isola. Una coccola che riporta alla zona comfort.

 

bottoni

 

Dopo, l’exploit.

Mezzo pacchero mantecato con la tuma persa, ragù di totano e bieta croccante. 

Luca aggiunge “Il ragù viene preparato con le sue interiora, è un piatto etico volto al non spreco”. 

Non è un piatto etico, ma atavico. C’è dentro la primordialità, la rielaborazione contemporanea dell’istinto alla sopravvivenza, il gusto lascia spazio alla necessarietà. Il concetto di questa preparazione supera persino la sopraffina tecnica.                                 Di certo non può incontrare il gusto di tutti, è straniante.

 

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Lo sgombro della portata successiva invece, accompagna al noto o quasi. E’ con mozzarella di bufala, capperi canditi, finocchietto di mare in conserva e zuppa di olive verdi.

 

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Ritorno alla compostezza. Dentice al forno, laccatura alle acciughe, lattuga marinata in salamoia e poi piastrata, salsa all’arancia, arancia candita, centrifuga di lattuga e acciughe. Fresco e pulito, persiste la piacevolezza della candidatura d’arancia, e rinfresca.

 

dentice

 

La selezione di Luca in questa seconda parte del percorso ha voluto Cerasuolo d’Abruzzo Emilio pepe - 2015, Pietruacupa- Fiano di Avellino 2013, Colombaia Giulie raccolta 2019.

In ultimo, si ripropone l’antitesi dolce - salato. Rinfresca il palato un delicatissimo gelato al cappero,

 

gelato

 

 

e lascia spazio alla crostata di limone meringato, frolla con crema al limone, meringa all’italiana e liquirizia.

 

crostata

Catania batte Palermo nella sfida tra arancino ed arancina.

Palermo, nonostante gioca in casa, incassa la sconfitta e proclama vincitore l'arancino di Uzeta Bistrò Siciliano.

 

ciccio e chef

Giuseppe Pastura e Francesco Distefano

 

Così si è appena concluso il "Pop Up Market Sicily", che nei giorni 21, 22 e 23 giugno, ha offerto tre giorni di esposizioni, postazioni di artigiani, laboratori, djset e spettacoli a Sanlorenzo Mercato.

Qui, erano allestite due postazioni da dove i competitor si osservavano: da una parte la tradizionale arancina “alla carne” palermitana, tonda, con ragù, preparata dalla friggitoria di Sanlorenzo Mercato. Dall’altra l’arancino “a punta” tipico dell’area etnea, nella proposta di Uzeta bistrò siciliano.

 

frittura

 

Lo chef, Giuseppe Pastura, ha creato l'arancino perfetto, con l'impiego di pistilli di zafferano supremo, vastedda del Belice dop, una lenta cottura della carne sfumata con vino rosso dell'Etna, e la panatura da grani antichi siciliani.

 

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Anche i palermitani dunque non hanno potuto che cedere le armi alla rivale catanese.

Uzeta è un locale giovane, che nasce dopo la lunga ed intensa esperienza di Francesco Distefano, in giro per i locali d'Europa.

Rientrato in Sicilia Francesco desidera fortemente avviare un locale suo, dove la Sicilia e la tradizione catanese fossero il leitmotive.

 

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Il bistrò conquista i cittadini etnei in pochissimo tempo, per la capacità di proporre i piatti tipici ma con freschezza, e sempre preparati con ingredienti di prima scelta.

L'ampia scelta di cocktail e vini, il luogo che evoca storia, la meticolosità di Francesco nella gestione di ogni aspetto, decretano il successo di uno tra i locali più frequentati a Catania.







 

Si avvicina la terza edizione di Buonissimi, l’evento di beneficenza ideato e promosso dall’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – OPEN Onlus, con il sostegno della Fondazione Giuseppe Marinelli, dedicato alle eccellenze enogastronomiche del Mediterraneo per nutrire la ricerca scientifica.

 

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Il 24 giugno oltre 140 realtà, tra chef stellati, aziende, ristoranti, pizzerie, gelaterie provenienti da tutta Italia, prenderanno parte a Buonissimi 2019 l’evento, dedicato alle eccellenze enogastronomiche del Mediterraneo.

Con grande entusiasmo, ha aderito l’Ambasciatore del Gusto messinese Francesco Arena, che darà un concreto contributo di solidarietà per la ricerca. 

“É un onore ed un piacere potere partecipare ad un evento così importante. Poter aiutare gli altri, soprattutto quando si tratta di bambini, - ha affermato il bakery chef - per me è fondamentale. Ci metto sempre il cuore e sono felice di dare il mio apporto per nutrire la ricerca”. 

Per l’occasione, Francesco Arena preparerà “Mediterraneo”, un panino morbido alla curcuma e pepe nero con spalmabile delle Madonie aromatizzato al miele, granella di pistacchio, acciuga di Sciacca, scorza di limone e capperi di Salina canditi. 

 

La specialità di Francesco Arena

L’evento si svolgerà il 24 giugno, a partire dalle ore 19, sulle terrazze del Lloyd’s Baia Hotel di Vietri sul Mare. Con l’edizione 2019 dell’evento si conclude la raccolta fondi per il progetto triennale di ricerca scientifica “La Biopsia Liquida nei bambini malati di tumore” al quale con l’edizione 2017 e 2018 sono stati destinati 151.670,00 euro. 

 

Wednesday, 19 June 2019 08:14

Radici l’osteria di Accursio Craparo

 Un omaggio alla cucina domestica e al piacere della condivisione a tavola

L’ecosistema gastronomico di Accursio Ristorante raddoppia e dà vita a Radici, l’Osteria di Accursio, che aprirà le porte al pubblico a partire dal prossimo 20 giugno.  

 

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Nel cuore del centro storico di Modica, in via Grimaldi, Radici quasi affianca Accursio Ristorante, stella Michelin dal 2016, Radici, inerpicandosi sulle scale che conducono al Duomo di San Pietro, patrimonio dell’Unesco. Del Ristorante, l’Osteria di Accursio rappresenterà in qualche modo un’estensione fisica, ideale e culturale. 

Il suo nome, Radici, racchiude l’essenza dell’idea: un ritorno alle origini della memoria gastronomica, alla dimensione autentica del gusto e del convivio. 

 

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Se abbiamo immaginato Accursio Ristorante come una vera e propria casa – spiega lo chef Accursio Craparo -, questa lo sarà ancor di più, e in modo trasversale. Lo sarà attraverso l’atmosfera, sobria e informale, che abbiamo cominciato a costruire sin dal restauro e dallo stile, grazie al prezioso lavoro dell’architetto Viviana Haddad, sempre capace di entrare in perfetta sintonia con il nostro approccio verso l’ospite. E lo sarà soprattutto grazie alla cucina: vogliamo che in questo spazio il cibo e il vino si facciano occasione di incontro, di condivisione informale, di divertimento”. 

Da qui, la scelta di un menu fortemente legato ai piatti del cuore, della memoria e del territorio, che se da sempre rappresentano la principale ispirazione di Accursio Craparo, qui ritrovano la loro cifra originaria, nella più esplicita ricerca della sola valorizzazione del gusto. 

 

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Dal macco di fave all’immancabile parmigiana di melanzane, dagli spaghetti con le vongole agli involtini di pesce spada, dalle arancine di riso alle polpette di carne, senza escludere i grandi classici della tavola della domenica, dal pollo al forno con le patate alla pizzaiola di pesce, la cucina della terra e quella del mare si incontreranno anche qui come già fanno ogni giorno sulla tavola di Accursio Ristorante:

La tradizione di tutta l’Isola è allo stesso tempo quella del contadino e quella del pescatore. Sono cresciuto assorbendole entrambe e i profumi della mia casa, della mia infanzia, sono quelli a cui la mia memoria continua a tornare ogni volta che accendo i fornelli: è il legame che celebrerò con questo nuovo progetto, un tributo alla memoria e, appunto, alle RadiciCol desiderio di rievocare anche nella memoria degli ospiti l’emozione dei profumi familiari e il piacere di riappropriarsene, ogni volta che vorranno”.   

Accursio Radici aprirà in via Grimaldi 55 e dal 20 di giugno sarà pronto ad accogliere il pubblico a pranzo e a cena.