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Federica Genovese

Federica Genovese

Due eccellenze siciliane, due aziende fortemente legate all'Isola - entrambe figlie di testardi sognatori siciliani – insieme per dare vita ad un percorso enogastronomico d’eccezione.

L’azienda Marco De Bartoli e l’azienda Charleston si incontrano per la prima volta per rendere omaggio ai suoi fondatori, a coloro che con tenacia e determinazione continuano a sognare portando avanti la propria storia. E lo fanno nel modo che gli è più familiare: provando ad emozionare attraverso la degustazione dei propri vini e dei propri piatti.

 

charleston sede attuale 2

Giovedì 20 giugno il ristorante Charleston organizza “La Sicilia dei sognatori. I vini di Marco De Bartoli al Charleston”, la cena in cui i piatti dello chef dell’executive chef del ristorante Santino Corso, creati per l'evento, saranno abbinati ad una selezione di vini da Grillo della cantina di Marsala.
In un percorso che, partendo dal vitigno principe dell'Isola, ne rivelerà tutte le sue declinazioni, dalle bollicine del Terzavia Metodo Classico fino al celebre Vecchio Samperi, raccontati da Gipi De Bartoli.

 

Chef Santino Corso

 

Con alcune chicche, come il Terzavia Cuvèe Riserva VS, incontro territoriale tra due visioni di Grillo, la tradizione del Vecchio Samperi e l'innovazione dello spumante metodo classico, abbinato ad un’esplosione di sapori del mare come “Cannolicchi e Bocconi di mare cotti, crudi e da bere”. O, ancora, la possibilità di aggiungere ad integrazione della degustazione, su richiesta, due fiori all’occhiello di De Baroli: Bukkuram Padre della Vigna 2012 e il Marsala Vergine Riserva 1988. 

 

Charleston

 

Da un lato la creatività vulcanica del giovane chef Corso, dall'altro i vini di un uomo caparbio e geniale, che ha rivoluzionato nei decenni scorsi il vino siciliano: Marco De Bartoli. 

 

 

La serata ha un costo di 70 euro (bevande incluse) è riservata ad un numero limitato di persone, pertanto è necessaria la prenotazione. Per info e prenotazioni: info@ristorantecharleston.com – 091450171. 

 

 

IL MENU DELLA SERATA

Amuse Bouche

Marco De Bartoli - Terzavia Metodo Classico, 2016

Gambero rosso e cannolicchi di mare cotti, crudi e da bere

Marco De Bartoli - Terzavia Cuvèe Riserva VS

Cannellone con gamberi rosa del mediterraneo, tenerumi, aglio fermentato, provola e bottarga

Marco De Bartoli - Grappoli del Grillo, 2017

Ventresca di tonno alle erbe di mare, angostura e cedro candito

Marco De Bartoli - Integer Grillo, 2017

Pre-dessert

Crema al kaffir lime, gelato di fichi, capperi, mandorla e anelletti siciliani croccanti

Marco De Bartoli - Vecchio Samperi

Ad integrazione della Degustazione, su vostra richiesta i seguenti vini da meditazione:

Bukkuram Padre della Vigna, 2012
Marsala Vergine Riserva 1988

Il Cortile Delle Officine - Alta pizzeria e Grill, apre al pubblico l’incantevole atrio in via Villa Rosato 22 a Palermo.

Giovedì 20 giugno,  alle ore 19:00, si inaugura lo spazio dedicato alla pizza e agli amanti del grill.

Materie prime di qualità, dalle farine di grani antichi made in Italy a carni selezionate. 

L’idea nasce dai titolari Pablo Sebastian Romano e Filippo Genovese

 “Abbiamo pensato a un luogo intimo dove potere trascorrere una serata gustando ottime pizze, carni di qualità e buon bere”.

Una parte del Cortile verrà riservata all’area aperitivo con differenti proposte di drink Mixology realizzate dai bartender e abbinate a varie proposte della cucina de “Il Cortile”. 

Il Cortile sarà animato dal sottofondo musicale e da gruppi live che si alterneranno secondo una precisa programmazione.

La particolare attenzione alla cura dei dettagli darà vita a pizze appositamente studiate dal Maestro pizzaiolo Vincenzo Mineo nei diversi abbinamenti, al fine di esaltare i sapori del territorio, in un equilibrio prefetto.

 

Il Cortile Delle Officine

Per info e prenotazioni 

+39 091 6889535

L’obbligo di indicare la provenienza del grano in etichetta, ha aumentato il valore del frumento italiano del 20%.

Entrato in vigore poco più di un anno fa il decreto interministeriale sull’origine del grano, è diventata obbligatoria l’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima utilizzata nella pasta. Il provvedimento ha favorito il mercato italiano e la trasparenza per il consumatore, che negli ultimi decenni si affidava a grandi marchi italiani nella convinzione che questi utilizzassero materie prime nazionali.

 

Barilla logo

E invece i colossi dell’industria della pasta, tra cui Barilla, acquistavano a buon prezzo dal lontano Canada, dove è consentito l’uso massiccio di glifosate.

Secondo i dati Coldiretti, si è impennata la produzione di paste 100% di grano italiano, e contemporaneamente il crollo delle importazioni dal Canada, dove gli agricoltori hanno deciso di coltivare il 18,8% in meno di terreno a grano duro rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dall’Istituto di statistica canadese, che certifica comunque il primato produttivo planetario del Paese.

 

pasta copia

L’Italia è invece il principale produttore europeo, e il secondo produttore mondiale di grano duro destinato alla produzione di pasta. Puglia e Sicilia da sole, rappresentano circa il 40% della produzione nazionale.

 

protesta

Nonostante ciò, gli agricoltori che in Sicilia si occupano di cerealicoltura, si sono di recente resi protagonisti di una protesta per l’aumento del prezzo grano duro ad almeno 37 centesimi al chilo rispetto agli attuali 17.

Continuando ad essere la parte debole di una filiera dove a dettare legge è l’industria.

 

 

 

 

fonte 

https://www.foodweb.it/2019/05/aumenta-il-valore-del-grano-duro-italiano/?fbclid=IwAR0CMYFR_VD65iYML8hTjd5ANS4X63NJMzWwZRx5u4tOJQpJA6JPXxSXKq0

 

 

 

Monday, 10 June 2019 09:03

Food Blogger, per lavoro o per diletto

 

Reinventarsi o realizzare un desiderio? E magari farlo col sorriso, in un percorso colorato e divertente.

  La scuola di cucina Buffettieri, fondata di recente a Catania, è nuova tappa di un percorso di crescita personale e professionale della cuoca di origini pugliesi Fiorella Chiello.

 

fiorella

Un team di docenti altamente qualificati ha aderito al progetto formativo, configurando sin da subito il livello di professionalità della scuola.

Ma qui il cibo non è solo tecnica ed ingredienti, è una visione ad ampio raggio, che include tutte le professionalità dedite a questo settore. 

La comunicazione sui social di ciò che si mangia e/o si cucina è ormai virale, e coinvolge tutti, anche i non addetti al settore.

 

sala

“Il” o “la” blogger di cucina è adesso una figura riconosciuta, se ha trasmesso o trasmette contenuti apprezzati ottiene seguito (follower). I casi di assoluto successo, Chiara Maci e Sonia Peronaci per citare le più popolari, hanno dato il via al crescere incontrollato di pagine web personali, dove ognuno racconta il cibo con stile personale.

dolci

Ma non basta creare un sito, in un oceano di crostate e soufflè, bisogna faticare per trovare un piccolo spazio personale.

Bisogna fare la differenza, e anche in questo campo la formazione diventa necessaria.

Il mini corso da food blogger prevede lezioni teoriche integrate, tra comunicazione verbale e visiva, e la conseguente applicazione durante i momenti di preparazione manuale, che coinvolgeranno ogni partecipante.

Federica Genovese, con il supporto per la parte immagini di Alfio Bonina, affronterà i temi più importanti per poter avviare la comunicazione scritta sui social.

 

 

arancino

 

Un percorso dinamico, in cui si alternano fasi teoriche e pratiche, parole e immagini, preparazione del cibo ed immediata condivisione sui social.

Il programma dettagliato  https://www.buffettieri.it/lesson/food-blogger/

 Un omaggio alla sua Sicilia, a quell’immenso territorio che è insieme patrimonio naturale e culturale, che nell’esaltazione della forma, pura ed essenziale, intende rinnovare un appello anche alla custodia, alla salvaguardia di ciò che nei secoli l’incuria dell’uomo ha contaminato, modificato e distrutto. 

 

copertina

 

 

Questo il leit motiv della nuova collezione di piatti “Sicilia Mia Natura” del designer ragusano Peppino Lopez, una capsule collection, composta da quattro serie: Brezza Marina, Ceppo, Lava,  Radici. E’ la Sicilia che è insieme mare, terra, fuoco e aria, come i quattro elementi naturali, foggiata con mani sapienti e generose, utilizzando a supporto solo elementi raccolti da un sottobosco che ha l’odore del legno bagnato di rugiada, dalle lingue di fuoco che rugano i fianchi del vulcano più alto d’Europa, dalla battigia di una spiaggia, disegnata dalle maree. Una Sicilia che è anche memoria e storia, che affonda le sue radici nelle tante sovrapposizioni di usi, tradizioni e contaminazioni culturali dei popoli che l’hanno abitata.    

 

 

brezza marina

 

 

Sono 16 piatti – scultura quelli di Lopez (quattro per ogni serie) contraddistinti dalla forza del segno che rievoca immagini intimamente legate alla terra di Sicilia. Sono pezzi unici, forgiati a mano, senza l’ausilio stampi, dove l’imperfezione è voluta ed è caratteristica intrinseca di ogni singolo oggetto, lontano dal senso di produzione industriale; sono sono piccole opere d’arte artigianali lasciate volutamente bianche e  “pure” per esaltare con semplicità quell’ eleganza propria della perfezione di Madre Natura.

 

 

ceppo

 

 

La serie Brezza Marina nasce dal ricordo d’infanzia della bianca schiuma delle onde di tempesta sulla costa sabbiosa e ritrova nelle fitte increspature il segno di quei ciottoli di mare, appena levigati dalle onde, lisci, dalla forma regolare ovale, impugnati da Lopez per modellare la materia prima con grande maestria.

La serie Ceppo è invece l’omaggio alla terra con cerchi irregolarmente concentrici, realizzati con un semplice ramo di albero, che rievocano le energie vitali, quelle da cui tutto nasce e si trasforma.

 

 

lava

 

La serie Lava è tutta dedicata alla “Montagna”, che sa essere tanto generosa quanto impietosa, e lancia un monito, quasi a voler ricordare l’impotenza umana di fronte a Madre Natura, che sa dare e togliere.  Ecco spiegati i tratti più potenti, forti e ruvidi di questi piatti realizzati con l’ausilio di pietre di lava raffreddata. 

E infine, Radici, l’elemento più immateriale della collezione, che esprime la forza tangibile del libero arbitrio. Le linee, realizzate a mano, rievocano le diramazioni arboree che legano, saldano e riportano l’uomo alla sua centralità e alla sua capacita di discernimento. 

 

 

radici

 

Collezioni al limite tra artigianato e design dove l’attenzione per il dettaglio non è più rivolta al decorativismo lezioso quanto alla poetica dell’arte manuale. 

Da semplice oggetto il piatto diventa quindi protagonista della tavola: che esalta l’aspetto di ciò che viene servito, al ristorante come a casa propria. Un piatto inteso non solo come oggetto (contenitore) bensì come prodotto di design capace di veicolare un messaggio di denuncia e di riflessione) ma anche, abbinato al cibo, narrare atmosfere e rievocare immagini. 

 

 

 

Una vittoria assoluta, quella dei vini Al-Cantàra al Decanter World Wine Awards 2019 .

I 280 i giudici che hanno testato alla cieca le etichette in concorso, hanno premiato, tra 16.500 vini in gara provenienti da 57 paesi, ben tre prodotti dell’azienda Al-Cantàra.

È euforico Pucci Giuffrida, patron delle cantine che sorgono in Contrada Feudo Santa Anastasia a Randazzo (Ct), che festeggia la notizia, appena giunta da Londra: 

“E' l’Etna, i suoi vini vulcanici e il suo irripetibile terroir che vince ancora una volta. Una vittoria che dedico alla mia famiglia e a tutto lo staff che lavora con e per le nostre vigne”.

 

logo

 

 

La giuria, composta da Steven Spurrier (esperto di vini britannico), dai giornalisti Andrew Jefford e Sarah Jane Ewans e da Michael Hill Smith (produttore vinicolo in Australia), ha incoronato con la fascia di bronzo tre etichette Al Cantàra: “La Fata Galanti “2016 (nerello cappuccio, Terre Siciliane Igp); l’Etna rosso Doc “O’ scuru o’ scuru” 2016 e l’Etna Bianco Doc “Luci Luci” 2017. Gli ultimi due, tra l’altro - insieme al rosso Igp Terre Siciliane “Muddichi di suli” 2016 – hanno trionfato di recente, e per il terzo anno consecutivo, al Vinitaly 2019, premiati dalla giuria internazionale del concorso 5 Stars Wines, guida cartacea e online che segnala solo le etichette con oltre 90 punti di qualità su una scala complessiva di 100: su 2700 bottiglie in concorso, 625 quelle siciliane selezionate e 3 quelle di Al-Cantàra prodotte sull’Etna e premiate a Verona.

 

Al Cantàra vigneti e roseto in fiore

 

 

Al-Cantàra è una piccola cantina dell’Etna nata quindici anni fa dall’amorevole e ostinata dedizione per il vino e per la terra di Pucci Giuffrida, apprezzato commercialista catanese. Quindici ettari di vigneto, adagiati in quella che è una piccola enclave dell’ “Etnashire” amato dai winelovers, il versante nord-occidentale del vulcano patrimonio dell’Umanità. Un paesaggio dominato dall’energia del vulcano fumante, addomesticato nei secoli dalla sapienza contadina e, più di recente, da accurati interventi da parte di vecchi e nuovi produttori di vini che oltre generare occupazione e indotto nella zona, garantiscono la manutenzione del territorio e la valorizzazione di antichi palmenti e storici casali. Fra le curiosità dell’azienda Al-Cantàra, la presenza fra le vigne e gli ulivi centenari, di tre colossali “Piramidi dell’Etna”, misteriose costruzioni rurali la cui origine divide gli studiosi. 

 

 

piramidi li lava

Guidata dall’enologo Salvatore Rizzuto, Al-Cantàra, da qualche anno ha avviato la conversione al biologico (in arrivo il bianco) e produce una decina di etichette, oltre a un passito e a un olio extravergine, dalla spiccata identità etnea sia nella “sostanza” – uve carricante, nerello mascalese e nerello cappuccio - e sia nella “forma” ispirata dalla poesia: i nomi dei vini sono infatti ispirati a versi e sonetti di poeti siciliani. Fra le novità, oltre al Sicilia doc bianco “Ciuri di Strata”, anche “A Notturna”, un bianco di nera. “Vogliamo enfatizzare al massimo il nostro vitigno autoctono – spiega Giuffrida -  dalle uve nerello nascono due doc Etna, uno dei quali (O’ scuru o’ scuru) è barriccato; poi un rosato, un passito, uno mascalese in purezza e, da pochissimo, anche il bianco di nera”. Da una produzione iniziale di 1500 bottiglie, dal 2008 ad oggi Al-Cantàra è arrivata a 100.000 l’anno esportate in Giappone, Cina, Stati Uniti d’America, Canada, Russia, Svezia, Norvegia, Spagna e Belgio.

 

 

 

Conclusa lo scorso fine settimana, l’ottava edizione del Beer Catania con oltre 25 mila presenze registrate e 16 mila litri di birra spillati. 

L’evento più importante del Sud Italia per gli amanti della birra artigianale, organizzato da Beer Sicilia e Scirocco comunicazione, rinnova già con entusiasmo e consapevolezza l’appuntamento per l’edizione del prossimo novembre, forte dei numeri che hanno premiato un format che piace e convince e che candida Catania a capoluogo del movimento birraio del Sud Italia.

 

 

numero presenza

 

Da venerdì a domenica, all’Istituto Ardizzone Gioeni di via Etnea, è stato un via vai di beer lovers e beer geeks, ma anche tante famiglie con bambini, che hanno  apprezzato  non solo la bontà delle proposte dei 17 birrifici presenti siciliani, campani, del Molise, ma anche del Piemonte e della Lombardia, la patria della birra artigianale per storia e cultura,  ma anche per la qualità dei momenti formativi, con tre masterclass guidate da nomi di rilevanza nazionale, a partire da Teo Musso, birraio di Baladin, uno dei rappresentanti più significativi del movimento, il primo ad aprire il mercato alla birra.

 

Teo Musso

“Sin dall’inizio la mia intenzione è stata quella di mandare un messaggio forte sulla italianità della rivoluzione culturale che stava partendo e una voglia di raccontare la nostra terra – ha Spiegato Musso –  la birra non esiste al singolare, ma ci sono tantissime sfumature, non solo di carattere regionale, ma di gusto, di sensibilità e divertimento, e ci tanti appassionati, diventati, poi, imprenditori, che dalla Lombardia alla Sicilia, stanno portando il loro entusiasmo dentro il bicchiere. Questo è il messaggio che vogliamo trasferire al consumatore. L’Italia conta 900 mila birrifici attivi, e il cambiamento avvenuto in questi venti anni è stupefacente. Anche la Sicilia sta dando il suo contributo, e non può che esserne orgogliosa”.

 

locandina beer

Con quasi un milione di bottiglie prodotte in un anno, la Sicilia è certamente la regione del Sud Italia più dinamica e in crescita in fatto di produzione di birre artigianali, e sta assistendo ad un incremento vertiginoso del numero di piccoli birrifici dove si produce la birra per la commercializzazione all' esterno, dei brewpub (ristoranti, pizzerie, pub, dove si somministra la birra prodotta in proprio) e dei cosiddetti beer firm cioè dei piccoli birrifici dove si produce la birra per conto terzi.

Se nel 2008 nell’isola si contavano solo quattro birrifici, ad oggi sono quasi quaranta i produttori attivi, e guardando alle realtà più recenti non mancano aziende giovani e promettenti che hanno dimostrato curiosità verso la scena birraria nazionale, disponibilità alla cooperazione con i colleghi vicini e una propensione allo studio e alla ricerca costanti. Una sessantina di realtà imprenditoriali che collocano la Sicilia al secondo posto, tra le regioni meridionali dopo la Campania. 

“Un fenomeno in crescita, che non guarda ancora alla grossa scommessa imprenditoriale se fatta solo per mero guadagno ma legata a una scelta di cuore, di passione e consapevolezza – ha spiegato Francesco Chittari, organizzatore del Beer Catania – Oggi la Sicilia potrebbe diventare non solo centro di produzione di grani e malti, ma anche di trasformazione, nel momento in cui si riuscisse a realizzare un primo maltificio. Clima e terreni siciliani, inoltre, potrebbero essere adatti alla produzione dei luppoli, vi è un esempio a Piazza Armerina, in modo da creare un prodotto made in Sicily al 100%”. 

A disposizione dei visitatori quest’anno, il bicchiere dedicato alla città di Catania e un’app “YHOP”, grazie alla quale gli utenti sono stati aggiornati sulle birre spillate, valutando in tempo reale le esperienze di gusto. 

 

In Sicilia sono tanti i luoghi dove la natura si fa agricoltura per unirsi, nel racconto senza tempo, in un mito che diventa paesaggio mutevole e incantatore. Il parco botanico di Agricola&Co è uno di questi luoghi, ed è stato il prescelto dall'Associazione Gusto di Campagna per celebrare un importante evento annuale. 

Passaggio d’Estate nel Parco botanico di Agricola&Co, che si terrà nelle date 01 e 02 giugno, è l'evento inserito nell'iniziativa nazionale Appuntamento in Giardino 2019 promossa dall’ APGI Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

 

mappa parco

L'iniziativa, che coincide con la Settimana Europea dello sviluppo sostenibile, sarà un importante occasione per sensibilizzare i visitatori sui temi dell'ambiente e della sostenibilità e sottolineare il valore paesaggistico, ambientale e culturale dei giardini.

L’azienda Agricola&Co, ha costruito negli anni un’inedita commistione di bosco, agrumeto, uliveto, frutteto, ortogiardino e orto, inseguendo il sogno di proporre un parco botanico mediterraneo, luogo di incontro e di relazione, per piante e per persone.  Configurandosi così come terreno fertile ad iniziative volte a promuove l’ecosostenibilità.

 

parco

 

Con l’arrivo di ogni nuova stagione si inaugurano nuovi progetti.

Quest’anno, il ciclo PASSAGGIO D’ESTATE coincide appunto, con l’iniziativa Appuntamento in Giardino, che si svolgerà in tutta Italia sabato 1 e domenica 2 giugno 2019 con il tema “il giardino racconta” .

Moltissime e tutte interessanti le iniziative in programma (in fondo per intero) tra cui, 

Atelier di naturografia e linoleumgrafia a cura dell’artista Giovanna Ruggieri

 

fogli 

 

Ed ancora l’atelier di Acquerello a tema Botanico con l’artista Arianna Talio

 

Acquerello1

 

Poiché ad ogni attività potrà partecipare un numero limitato di persone è indispensabile la prenotazione.

 

 

Ingresso € 5 – gratuito per i bambini fino a 12 anni.

Saranno disponibili cestini pic-nic al costo di € 10 

Poiché ad ogni attività potrà partecipare un numero limitato di persone è indispensabile registrarsi per sms o whatsapp al numero 347 5013710 di Gusto di campagna, specificando: nome e recapito telefonico della persona che fa la prenotazione, numero degli adulti e numero dei bambini, nonché numero degli eventuali cestini picnic da riservare.

     

PROGRAMMA

SABATO 1 GIUGNO

h. 10:00 Apertura

h. 11:00 

  • passeggiata botanica con Giovanna Marletta 
  • atelier di naturografia e linoleumgrafia  con Giovanna Ruggieri 
  • atelier di acquerello botanico con Ariana Talio
  • agrofitness con Eleonora Ceruti 
  • passeggiata nel bosco con Salvatore Vinciguerra, Daniela Cataldo, Elio Arcoria, Nino Di Stefano e Carmelo Nicoloso.
  • Yoga con Mariella Lo Porto
  • “sesto senso” percorso sensoriale per bambini nell’ortogiardino con Valentina Musarra 

h. 13:00  pic nic 

h.15:30 

  • percorso sensoriale nell’ortogiardino con Giovanna Marletta 
  • “sesto senso” percorso sensoriale per bambini  nell’ortogiardino con Valentina Musarra 
  • “sto bene e sto in campagna” percorso di benessere psicofisico con Susanna Simone 

h. 17:30 presentazione del libro di Alberto Simone “Ogni giorno un miracolo” 

DOMENICA 2 GIUGNO

h.10 apertura 

h. 11:00 

  • passeggiata botanica con Giovanna Marletta 
  • atelier di naturografia e linoleumgrafia  con Giovanna Ruggeri
  • atelier di acquerello botanico con Ariana Talia
  • passeggiata nel bosco con Salvatore Vinciguerra, Daniela Cataldo, Elio Arcoria, Nino Di Stefano e Carmelo Nicoloso.
  • Yoga con Mariella Lo Porto. 
  • “sesto senso” percorso sensoriale per bambini nell’ortogiardino con Valentina Musarra 
  • atelier per bambini con Giusy Trovato e Tiziana Valente 

h. 13:00 pic nic 

h.15:30 

  • percorso sensoriale nell’ortogiardino con Giovanna Marletta 
  • “sesto senso” percorso sensoriale per bambini nell’ortogiardino con Valentina Musarra 
  • caccia al tesoro botanica  per bambini con Giusy Trovato e Tiziana Valente
  • conversazione nell’orto su “Orto Bionaturale e sana alimentazione” con Fina Bonaffini 

h. 17:00  presentazione del libro di Alberto Simone “Ogni giorno un miracolo” 

h.18.00  “Musica e Natura” le suites di Bach – M° Francesco Mariozzi violoncello. 

 

 

 

 

       

 

 

In linea con le direttive nazionali, si costituisce in Sicilia il Comitato per il Distretto delle filiere del cibo siciliano.

La finalità è la creazione di un organismo che regolamenti le filiere produttive strutturate, le imprese che ne fanno parte, le produzioni di qualità ed i loro Consorzi di tutela, nel rispetto dell’ambiente, del territorio e dei consumatori. 

 

Conferenza Stampa 14

 

Il Comitato proponente, sottolinea la necessità, nella creazione di un Distretto del Cibo, di dare alle imprese dell’agroalimentare siciliano un ruolo centrale, garantendo la costituzione di una struttura giuridica semplice di rappresentanza e coordinamento. 

Per il raggiungimento di tale obiettivo, necessaria l’individuazione di una figura tecnica super partes con l’incarico di coordinare la preparazione della documentazione necessaria per la presentazione dell’istanza all’assessorato Agricoltura e di perfezionare tutto l’iter previsto dalla normativa.

 

Limoni

 

Al centro le imprese strutturate della filiera agroalimentare siciliana; molti fattori e valorizzazione dell’agroalimentare regionale secondo principi di inclusione territoriale, sociale ed ambientale e sulla base di strategie della green e blue economy; centralità della valorizzazione delle produzioni di qualità riconosciute (Dop, Igp, Bio, Doc, Igt, Pat, ecc.) fresche e trasformate; valorizzazione delle risorse turistiche collegate ai territori di produzione rappresentati secondo principi di Turismo Relazionale Integrato; tracciabilità e salubrità alimentare mirate alla più ampia tutela e protezione della salute dei consumatori, a partire dalla refezione pubblica; supporto alle forme aggregate (Distretti, OP, Cooperative, Consorzi, reti, ecc); supporto alla commercializzazione attraverso strategie di filiera corta ed internalizzazione; rispetto della legalità e dell’etica; visione apartitica nella gestione e programmazione delle attività; coinvolgimento delle rappresentanze agricole, dei GAL di riferimento territoriale delle filiere rappresentate, degli istituti di ricerca scientifica e degli enti locali.

Si tratta di migliaia di aziende ed enti già soci o partner dei Distretti coinvolti e di un’ampia rappresentanza territoriale che potrà certamente crescere all’interno di un percorso snello ed efficace.

In quattro anni si conta l’ottava edizione per il Beer Catania, l’evento più importante dedicato alle birre artigianali.

Una manifestazione che è riuscita a consolidare ben due edizioni in dodici mesi: quella d’autunno, l'ultimo weekend di novembre che punta i riflettori sulla varietà delle aziende e sullo sviluppo della filiera del mondo delle birre artigianali, e quella primaverile, in programma quest’anno i prossimi 24, 25 e 26 maggio all’Istituto Ardizzone Gioeni di via Etnea. 

 

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In Sicilia negli ultimi anni si sta assistendo ad un incremento vertiginoso del numero di birrifici artigianali ossia dei piccoli birrifici dove si produce la birra per la commercializzazione all' esterno, dei brewpub (ristoranti, pizzerie, pub, dove si somministra la birra prodotta in proprio) e dei cosiddetti beer firm cioè dei piccoli birrifici dove si produce la birra per commercializzarla all' esterno con propria etichetta e ricetta ma utilizzando impianti terzi.

L’evento riceve il Patrocinio del Comune che riconosce l’impegno di un giovane gruppo di lavoro composto dall’associazione BeerSicilia e l’agenzia catanese Scirocco. 

 

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L’organizzatore Francesco Chittari,

BeerSicilia nasce nel 2015,  dalla volontà di promuovere la diffusione di questi prodotti artigianali e sostenere l'eccellenza del nostro territorio, nonché creare una rete da collegare e relazionare con le realtà nazionali. Dietro le etichette di birra artigianale ci sono delle magnifiche storie, ed anche in questa edizione vogliamo renderci narratori di storie di amicizia e passione”.

Regina dell’evento la birra artigianale declinata in diverse ricette per le migliaia di ospiti che accorrono a ogni edizione. 

Il BeerCatania Spring rinnova l’appuntamento con un format più leggero e divertente in cui oltre a proposte culinarie e una selezione di birrifici, provenienti non solo dalla Sicilia ma da tutta Italia e anche dall’Estero, vedrà anche molti momenti dedicati alla musica live e tanti eventi di formazione. Un’edizione anche più smart ed innovativa con l’applicazione “YHOP”, grazie alla quale gli utenti saranno aggiornati sulle birre spillate e potranno valutare le esperienze di gusto.