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Giovedì, 24 Ottobre 2019 07:49

Mostarda d'uva dell'Etna

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Etna è una regione della Sicilia che per ogni pratica agricola ha tempi a sé.

Mentre nel resto dell’isola è in corso la raccolta delle olive, sul vulcano è in pieno fermento il mosto delle uve patrimonio dell’umanità.

 

Uva da copertina copia 

Certo, negli ultimi dieci anni si è stravolto il modo di fare vino qui da noi. Da quando qualcuno ha scoperto le qualità dell’uva che cresce su terreno lavico, si è attivata la corsa all’oro.

 Negli ultimi dieci anni si è stravolto il modo di fare vino qui da noi.

Da alte zone d’Italia e perfino altri continenti, sono giunti per acquistare e mettere a regime il prestigioso, personale, vigneto sull’Etna.

E noi abitanti del suolo lavico, che fummo e siamo tutto fuorché bravi imprenditori, e soprattutto investitori, dobbiamo ringraziare il forestiero che sta riqualificando enormi spazi altrimenti abbandonati ed incolti.

L’aridità apparente della pietra vulcanica si è inverdita, portando alla luce del sole il suo valore unico.

Ora che clima è sempre più caldo, e le pesanti felpe che indossavamo per le vendemmia si sono alleggerite in mezze maniche estive di cotone, un poco di freddo si percepisce sottopelle.

 

grappolo in mano copia

La vivacità della festa per la vendemmia, si è smorzata con la noia di una pratica, per necessità meccanizzata.

A noi bambini piaceva tantissimo pestare l’uva nel palmento, ed odorare di mosto fino a sera.

Ma la vendemmia non finiva lì. 

All’indomani si palesava un piatto di mostarda, ad ogni famiglia di partecipanti ne spettava uno.

Era, sembrava, tutto così scontato, così ovvio.

Adesso ci aggrappiamo a quei sapori, a quei riti, alla genuinità, per non dimenticare mai l’infanzia.

INGREDIENTI

Prima di preparare la mostarda, bisogna far bollire il mosto con cenere di sermenti, tralci di di vite arsi.

Per dieci litri di mosto bisogna aggiungere una quantità di cenere pari ad una ‘junta’, ovvero prelevata con mani giunte.

cenere viti 

 

Si versa la cenere e si mette sul fuoco il mosto, poi si fa bollire per circa un’ora, e comunque fin quando scomparirà la schiuma. Lasciare raffreddare e filtrare dalla cenere per tre volte con un panno a maglie strettissime.

2 litri di mosto cotto

2oo gr amido di mais o farina bianca

Chiodi di garofano

Cannella 

Mandorle tostate 

Pistacchi

PREPARAZIONE

 

mostarda e frutta secca

Sciogliere l’amido con una parte del mosto, facendo in modo che non si formino grumi. Versare il resto del mosto, i chiodi di garofano e la cannella e mettere sul fuoco, mescolare sempre. 

 

mandorle e pistacchi copia

Quando raggiungerà il bollore, comincerà ad addensarsi, quindi mescolare ancora più energicamente evitando che si attacchi sul fondo.

 

Batteria intera vuota 2

 

Per capire se la mostarda è pronta, fare la ‘prova del piatto’. Versare un cucchiaio di mostarda su un piatto ed inclinarlo. Se la mostarda scivola via non è ancora cotta al punto giusto, in caso contrario spegnere il fuoco. Prepararsi ad impiattare. Passare ogni piatto sotto l’acqua per bagnare il fondo, poi versare subito la mostarda caldissima e spolverare con mandorle e pistacchi tostati. A piacere spolverare ancora con cannella.

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 24 Ottobre 2019 08:01